Iannone beffato da Crutchlow

20 Aprile 2015

Il vastese vede sfumare a 200 metri dal traguardo il suo secondo podio

di Walter Nerone

Una beffa di quelle davvero difficili da mandar giù, un podio sfumato nel modo più inatteso, amaro per Andrea Iannone quello del Gp d'Argentina.

A 200 metri dal traguardo l'ordine d'arrivo sembrava scritto. E sarebbe stato lo stesso del primo Gp della stagione, in Qatar, con Rossi davanti a Desmodovi e al suo alfiere abruzzese. Invece il duello più spietato al sole caldo di Rio Hondo era ancora da consumare. E per Iannone è stato davvero un finale amaro. Per di più, con un avversario, Crutchlow, certo non tenero con la Ducati, con la quale l'anno scorso non ha brillato, prendendo paga più volte anche dal "non ufficiale" vastese.

E dire che, al contrario di Austin, stavolta per Iannone le prove erano state incoraggianti. Fila giusta, la prima, per tentare di tornare su quel podio che proprio un anno fa qui in Argentina, per la prima volta, apparve molto più che un sogno. Fila giusta, ma stavolta partenza non eccezionale, anche se dalla ormai rituale "sportellata" della terza curva, stavolta con Rossi, esce senza grossi danni.

Ma il danno era già fatto e da lì fino alla penultima curva è stato tutto un inseguire e gestire. Inseguire e passare prima Espargarò poi Lorenzo e infine Crutchlow. Ma quando l'impresa sembra compiuta, Iannone è alle spalle del suo capitano, ecco che Rossi inizia a scrivere l'ennesima pagina della sua leggenda, lasciando l'amico vastese a difendersi dal rientro di Lorenzo e appunto Cal, e la sua Honda. Prima del via Iannone era abbastanza ottimista: «Abbiamo lavorato bene, certo col caldo potrebbe esserci l'incognita gomme ma spero di poter lottare con i primi».

Le gomme un po' hanno ceduto ma nel finale il ritmo era comunque vicino a quello di Marquez. E senza quella lieve sbavatura alla penultima curva "il Maniaco" sarebbe andato a podio. Peccato, ma dalla doppia trasferta Oltre Oceano torna un Iannone, terzo nel mondiale, quanto mai competitivo. .

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