Iannone, c’è la Suzuki se non resta alla Ducati

7 Aprile 2016

L’incidente in Argentina rischia di far saltare la conferma del pilota vastese Nella scuderia di Borgo Panigale in arrivo Lorenzo, forse affiancato da Dovizioso

ROMA. La scoperta dell'America di Marc Marquez risale al 2013. Da allora ne è padrone incontrastato. Sulla pista nei pressi di Austin, dove domenica pomeriggio si correrà la terza gara del Motomondiale, il campione spagnolo medita l'allungo in testa alla classifica della classe regina. Missione tutt'altro che impossibile. Da quando si corre il Grand Prix of The Americas è lui l'asso piglia tutto: tre pole, altrettante vittorie, record del circuito (2'03.575) e giro più veloce in gara (2'02.135). Un bel biglietto da visita per ribadire a Valentino Rossi e Dani Pedrosa, gli inseguitori più vicini, che in Texas sono nel suo regno.

Rossi - terzo nel 2015, suo miglior risultato ad Austin - arriva negli Usa staccato di 8 punti. Il secondo posto a Termas de Rio Hondo gliene ha fruttati 20, preziosissimi. Sembravano irraggiungibili a due curve dal traguardo, cortese “regalo” dell'eliminazione autoinflitta dal vastese Andrea Iannone a se stesso ed a Dovizioso, suo compagno nel Ducati Team. Il prossimo «storicamente è un circuito molto difficile per me e la Yamaha», ha ricordato Rossi, «ma nel 2015 sono riuscito a salire sul podio e ci proverò anche stavolta». Della doppia caduta Ducati ha beneficiato anche Pedrosa, terzo sul podio con l'altra Honda ufficiale. Chi vuole dimenticare in fretta la trasferta Argentina è Jorge Lorenzo, coinquilino nel box Yamaha con Rossi. Il campione del mondo, partito dalla prima fila, è stato poi risucchiato nel centro del gruppo e, nel tentativo di recuperare, è caduto. Lorenzo è quarto in classifica generale con 25 punti a 16 da Marquez.

«Riscatto» è anche la parole d'ordine in casa Ducati, dopo aver gettato via un doppio podio. «Mi dispiace ancora molto per quello che è successo a Termas», confessa Andrea Iannone, reo si aver falciato “Dovi”. «Adesso dobbiamo concentrarci sulla prossima gara. Austin è una gran bella pista, mi piace molto il tracciato, e l'atmosfera texana è sempre affascinante». «So che siamo competitivi e mi sento pronto per giocarmela anche su questa bellissima pista», promette Andrea Dovizioso, «che ha caratteristiche molto diverse dalle due precedenti. Nel 2014 e nel 2015 sono riuscito ad ottenere il podio».

Ma tra un gran premio è l’altro è soprattutto tempo di mercato. Valentino Rossi, si sa, ha rinnovato altri due anni con la Yamaha; di fatto ha scalzato il campione del mondo Jorge Lorenzo. Che non resterà nella scuderia che ha portato al titolo di campione del mondo nel 2015 tra mille polemiche. Lo spagnolo non rimarrà a spasso, ovviamente. Anzi, sembra aver già ipotecato il suo futuro: alla Ducati.

La trattativa è in dirittura d’arrivo e presto arriverà l’annuncio ufficiale. 25 milioni di buone ragioni per passare dalla Yamaha alla Ducati dove diventerebbe la prima guida. Chi al suo fianco? Fino a un mese fa era Iannone il favorito a guadagnarsi la conferma. Dopo l’incidente di domenica scorsa in Qatar le carte in tavola sembrano essere cambiate. E Andrea Dovizioso ha riguadagnato posizioni a scapito del pilota vastese bacchettato pubblicamente dal management della Ducati. «Troppo esuberante», è stato definito dai vertici aziendali. Una mezza bocciatura che ha avuto ripercussioni sulla trattativa per il rinnovo del contratto del vastese. Al contrario, nel giro di pochi giorni, ha ripreso quota quella con Dovizioso. Voci e sensazioni, per ora.

Sta di fatto che già a partire da domenica Andrea Iannone non potrà sbagliare più niente per non pregiudicare ulteriormente la sua posizione in Ducati. Posizione che al momento è precaria. Sempre seguendo voci e rumors di mercato per Iannone si potrebbero aprire le porte della Suzuki che quasi certamente perderà Vinales destinato a fare il secondo a Valentino Rossi in Yamaha.