Iannone, che duello con Marquez!

Il pilota vastese chiude quinto: «Ho sofferto, ma mi sono divertito»
di Walter Nerone
Un altro quinto posto ma stavolta è quasi un trionfo. Sì, a Le Mans vince Lorenzo ma la standing ovation è per Andrea Iannone, protagonista di un'impresa d'altri tempi, un duello infinito con Marquez che ricorta l'epico ruota a ruota tra Villeneuve e Arnoux, anche quello in un Gp di Francia, ma su quattro ruote.
Reduce da un incidente in prova al Mugello cinque giorni fa che avrebbe costretto molti a restare a letto, imbottito di analgesici, con una spalla malconcia, il pilota vastese, autore di una bella partenza e saltato terzo dopo una "sportellata" con Marquez alla prima staccata, a metà gara, mentre era quarto, pensava di fermarsi per evitare troppi rischi.
«Facevo una fatica bestiale, stava diventando pericoloso», racconta a fine gara, «poi ho rallentato per qualche giro, per vedere se il dolore diminuiva». In effetti un po' di sollievo arriva, le fitte si attenuano, ma intanto i primi scappano via (al netto di quella "pausa", il crono dice che Iannone avrebbe lottato per il podio) e si avvicinano gli inseguitori. Se alle sue spalle ci fosse stato solo il bravo Smith forse l'avrebbe lasciato andare, ma con l'inglese gli è piombato addosso Marquez. E allora è successo qualcosa di "misterioso", Iannone ha ritrovato energie, brillantezza, lottare. «E' stato punto dalla vespa Marquez», ha spiegato divertito il dt della Ducati, Davide Tardozzi.
Lui la mette un po' meno sul poetico ma la fierezza si vede tutta: «Stavo un po' meglio, ho provato a tenere testa a Marc ed evitare che potesse rientrare Smith. Dai, alla fine è andata bene, ho sofferto tanto ma ci siamo divertiti». In realtà il duello tra il "maniaco" e lo spagnolo è stato il vero show del Gp francese, tre giri da pelle d'oca a ogni curva, il pubblico si disenteressa di quel che avviene in testa. Alla fine la spunta Marquez. Ma sotto al casco anche lui applaude Iannone con tutto il circuito.
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