Iannone chiude lontano dal podio

Gara anonima del vastese: 7° sulla prima e unica Ducati al traguardo
Lontano dal podio ma prima e unica Ducati ufficiale al traguardo, tutt'altro che entusiasmante ma meno amaro del temuto il bilancio di Jerez, primo Gp europeo della stagione, per Andrea Iannone.
Un Gp vissuto nell'anonimato del gruppone, dopo essere scivolato dall'11° fino al 14° posto a causa di una partenza non esattamente fulminea. Così, per almeno una quindicina di giri, si è ritrovato a battagliare con Aprilia, Honda clienti e le Ducati versione 2014, sulle quali ha esordito in motoGp, in particolare quella dello scatenato Barbera.
La risalita fino all'ottava posizione avviene quasi per autoesclusione degli avversari, compresi Bautista e il compagno Dovizioso, messi ko da gomme e meccanica. Piccolo adrenalico intermezzo tra 16° e 18° giro, il duello con Pol Espargaro.
In palio quella che per Iannone vale davvero una ben magra consolazione, la settima posizione! Certo il circuito non era molto amico delle superpotenti Desmosedici, né le gomme aiutavano più di tanto a domarla, però rimane l'amara considerazione di un imbarazzante ritardo non solo dalle solite Yamaha e Honda (26"), ma perfino dalle non irresistibili Suzuki (10"). E una posizione nel mondiale ancora più lontana dai primi, pedaggio anche a qualche esuberanza di troppo nei primi Gp.
Al rientro al box il vastese era a metà tra il deluso e l'arrabbiato, ha denunciato una serie di problemi con i quali ha dovuto fare i conti in gara. Problemi non così diversi da quelli accusati da Marquez e Lorenzo, perfino da Rossi, per cui in Ducati toccherà rimboccarsi le maniche in fretta in vista di Le Mans, dove però almeno in teoria il motore dovrebbe tornare a contare il giusto, soprattutto per evitare di ritrovarsi ancora dietro alle Suzuki (che le Michelin le "calza" meglio di tutti) invece che a lottare con Lorenzo e Marquez.
Ipotesi fino a un mese fa neppure considerata. Come Iannone lo scorso autunno non aveva considerato quella di trasferirsi proprio nel box dei giapponesi.
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