Iannone ci crede: «Voglio migliorarmi»

Il pilota vastese della Ducati si racconta, dagli inizi sulle mini-moto alla Marina fino al terzo posto in Qatar
ORTONA. Alle spalle lo splendido podio conquistato nella gara d'esordio a Losail, davanti la prossima tappa del mondiale ad Austin, Stati Uniti. Il calendario impone ad Andrea Iannone un ritmo serrato, ma lui è riuscito ugualmente a ritagliarsi del tempo da trascorrere con i suoi tifosi, accorsi a centinaia per fargli sentire tutto il loro affetto e calore. Al Circuito internazionale d’Abruzzo, a Ortona, il pilota vastese della Ducati ha raccontato le emozioni e i brividi di questo avvio di stagione in Motogp.
Andrea Iannone, in Qatar è arrivato il suo miglior risultato da quando è approdato nella classe regina. Che emozione è stata?
«Una bellissima soddisfazione. E' stata una gara dura, ma alla fine è arrivato un terzo posto estremamente positivo. Spero sia solo l'inizio».
Un podio nato tanti anni fa.
«Ho cominciato seguendo mio fratello che ha qualche anno più di me. Posso dire che è stato lui a farmi venir voglia di salire in sella. Vi racconto: insieme al nostro papà e a Giovanni D'Ermilio, meccanico e amico di famiglia, andavamo a Vasto Marina a gareggiare sulle mini-moto. Ero piccolo, avevo non più di 3 anni, ma mi divertivo da pazzi».
Ci sono state delle persone fondamentali nel suo percorso?
«Mio padre e mio fratello su tutti. Loro e il mio staff composto da circa una decina di persone. Sono i miei compagni di avventura e mi seguono da sempre».
Dalle mini moto al motomondiale. Ne ha fatta di strada!
«Eh sì. Ormai sono a questi livelli da qualche tempo. Quest'anno è arrivata anche la prima moto ufficiale, la Ducati, e voglio ripagare la fiducia che mi è stata data».
Lei sta facendo molto bene e i suoi tifosi crescono. Che rapporto ha con loro?
«Cerco di curare il più possibile i rapporti con i tifosi anche se non sempre ci riesco per via dei numerosi impegni che la stagione di corse riserva a noi piloti. Giornate come questa sono per me puro divertimento soprattutto qui, a casa mia, dove trovo un clima familiare senza lo stress e la tensione della corsa».
Già, casa sua. Qual è il suo rapporto con la città di Vasto e con l'Abruzzo?
«Posso dire di essere un po’ cittadino del mondo in quanto non ho un posto stabile in cui vivo. Durante il campionato sono sempre in giro e anche negli altri periodi dell'anno, tra test ed allenamenti, mi sposto da un posto all’altro con facilità. Ma appena ho del tempo libero torno a casa a godermi la famiglia e gli amici di sempre con i quali ho mantenuto ottimi rapporti».
Per restare in tema, Martedì si riparte per gli Usa.
«Esattamente. Il tempo di trascorrere la Pasqua e si va ad Austin».
Un altro banco di prova per la sua Ducati che sta facendo passi da gigante. Si è dato un obiettivo per la stagione appena iniziata?
«Da quando è arrivato Dall'Igna i miglioramenti sono stati evidenti. Personalmente non voglio darmi un obiettivo, preferisco vivere alla giornata cercando di raccogliere sempre il massimo. Voglio provare a stare tra i primi cinque, sfruttando tutte le occasioni che capitano, così com'è accaduto nell'ultimo gran premio. Spero di portare a casa qualche altro podio e, perché no, anche la vittoria».
Il regolamento vi impone due litri in meno di benzina dalla prossima gara. E' preoccupato?
«Questa è una domanda più per gli ingegneri che per me. Ho parlato con loro e non mi sono sembrati preoccupati. Vedremo a partire dalla prossima tappa».
Le sue prestazioni sono in ascesa. Sta diventando un osso duro per i suoi colleghi. Come sono i rapporti con gli altri piloti?
«Sono buoni con tutti, italiani e non. La vita del pilota la capisce solo chi fa il pilota. Nessun altro può comprenderla».
Lei porta sul cupolino il numero 29. C'è un motivo?
«Agli inizi avevo il numero 53, poi il 9. Mio fratello invece correva con il 2. Ho voluto unire le cose ed ecco qui che arriviamo al 29».
Ha già in mente come trascorre questi pochi giorni a casa sua?
«Sinceramente no. Oggi penso solo a godermi questa splendida giornata organizzata dai ragazzi del club. Voglio stare con gli amici, con i tifosi e con tutte le persone che mi vogliono bene».
Adriano De Stephanis
©RIPRODUZIONE RISERVATA

