Iannone, decimo posto prezioso

Per il pilota vastese, ventesimo in qualifica, bilancio migliore delle attese
VASTO. Ventesimo in qualifica, decimo al traguardo: buone notizie da Assen per Andrea Iannone, al termine di uno dei week end più surreali per il pilota vastese. Certo, nella classifica finale pesa il collettivo harakiri dei suoi avversari, da Rins a Rossi a Zarco, ma la gara è stata migliore del previsto: discreto via, con due posizioni subito guadagnate, poi un po’ di sana bagarre, col sorpasso del compagno di scuderia già prima di metà percorso, finale non lontano dalle pur quotate Ducati Pramac, di solito molto lontane. Insomma, alla fine il bilancio è migliore di quanto lo stesso Iannone potesse ragionevolmente sperare. Qualcuno scherza sull’effetto positivo della presenza della bella Giulia, ma il decimo posto resta prezioso per vari motivi: i “soli” 27” di distacco dal primo, i quasi 7” dati al suo compagno di scuderia, Aleix Espargarò, partito due file avanti (15°). Un cambio di passo reale l’Aprilia non l’ha mostrato, ma un piccolo colpo d'ala nella notte c’è stato nel box della scuderia di Noale. Qualcosa s’era visto già nel warm up, con una moto visibilmente più guidabile e stabile rispetto alle qualifiche, dopo le quali Iannone era parso più che pessimista.
«Dal primo giro di prova all’ultimo di qualifica, stessa situazione», aveva detto il vastese, «sembra che stiamo qui a far niente». Né gli pareva significativo il gap dal compagno di scuderia: circa 5 decimi. «Non mi pare che con Aleix cambi molto, serve qualche cosa che funzioni davvero». Un messaggio più che trasparente al box a rompere gli indugi, a cercare strade nuove: «Anche solo un decimo ma tra prove e qualifiche qualcosa deve migliorare. Io so di essere uno dei più veloci ma ho bisogno di una moto che mi dia fiducia, che le sensazioni che trasmetto siano utili a cambiare in meglio, se non succede nulla vuol dire che il problema è grosso». Forse lo è ancora, ma il Gp d’Olanda ha dimostrato che se la moto glie lo consente, il “Maniaco” il suo ce lo aggiunge sempre. (w.n.)
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