Iannone sgomita ma è solo 15°

Il pilota vastese dell’Aprilia insoddisfatto: gara sofferta sin dal primo giro
Salva l’onore dell’Aprilia ma Andrea Iannone non può certo essere soddisfatto del risultato del Gp di Thailandia. Un quindicesimo posto ottenuto sgomitando fino all’ultimo metro con Oliveira e anche grazie al ritiro del compagno di squadra, Aleix Espargarò, fermato da un guasto a pochi chilometri da un altro buon risultato, nei top ten, come in Spagna due settimane fa. Per il “Maniaco” un altro punticino mondiale acciuffato per i capelli. «Non posso essere soddisfatto di questa gara», ha detto a fine gran premio il pilota vastese, «abbiamo sofferto fin dal primo giro, specie nel tratto iniziale della pista, dove per la nostra mancanza di velocità solo in scia riusciamo a limitare i danni. Ma questo mi obbliga a guidare in modo non ideale, tra l’altro causando altri problemi, su gomme e temperature. Purtroppo è il nostro problema principale, spero che il team riesca a trovare qualche soluzione nel prossimo futuro. Io comunque», ha ribadito Iannone lasciando la pista tailandese, «continuerò a mettercela tutta». La gara è stata appunto una sofferenza, partito dalle retrovie (sedicesimo) Iannone ha potuto solo tentare di limitare i danni, cercando scie in rettilineo ogni volta che era possibile e mettendoci di suo nel misto. Certo non esaltante verdersi superare dalla Ducati Pramac di Miller, partito dal box con quasi mezzo giro di handicap, ma oggi l’Aprilia è questo. Dopo il buon Gp di Aragon (il migliore del team in questa stagione), dove a infastidirlo era stato il problema alla spalla, un piccolo passo indietro ma non inatteso. Quella di Burinam è infatti una delle piste meno “amiche” per l'Aprilia e già nelle prove libere si erano notate le vistose difficoltà delle moto di Noale. Ora qualche giorno di relax e poi si va in Giappone. A Motegi la velocità di punta non sarà così determinante e per un talento collaudato come Iannone, che quando c’è da guidare e nella bagarre sa esaltarsi come pochi, potrebbe essere una buona occasione per giocarsela ad armi quasi pari almeno con i team della seconda fascia.
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