Iannone soddisfatto, ma solo a metà

Il pilota di Vasto arriva nono al traguardo: «Qui non si poteva fare meglio»
Il circuito è quello dei trionfi in 125 e Moto2, ma stavolta è altra storia. Soprattutto altre moto. Le prove hanno dato responsi fin troppo chiari. E Andrea Iannone ne è ben consapevole. «Qui non è come al Mugello, Honda e Yamaha sono troppo avanti, cercheremo di giocarcela con le altre Ducati», dice avviandosi verso la griglia di partenza. Ma tanto per non smentire la fama di pilota che non rinuncia mai a provarci, si presenta al via con la gomma morbida dietro. Scelta coraggiosa o azzardata? Forse un segnale di fiducia nella... pioggia, che le previsioni danno per probabile a metà gara. Partenza non delle migliori, ma abbastanza per scalare subito tre posizioni e dalla quarta fila è difficile pensare di far molto meglio. Primo giro chiuso in ottava piazza dietro a Dovizioso. Poi nella bagarre tra ducatisti si infila Pol Espargarò, che però già al quarto passaggio se ne va davanti a Dovizioso. Così, mentre Rossi, Lorenzo, Pedrosa e il solito Marquez là davanti entusiasmano il pubblico come poche volte nella storia della motoGp, il trenino delle rosse arranca a rispettosa distanza e Iannone si mantiene in scia a Dovizioso, lasciandosi alle spalle le Desmosedici di Hernandez e Crutchlow, finchè quest'ultimo non viene tradito dall'elettronica. A metà gara, con la pioggia non più cosi incombente, al box iniziano a prendere corpo i timori per la tenuta della gomma morbida, mentre in pista Iannone pensa di avvantaggiarsi del duello tra Dovizioso e Pol Espargarò. A sette dalla fine, le gocce attese sembrano arrivare. Ma è ancora falso allarme, abbastanza per creare scompiglio nel gruppo di testa non per cambiare la storia della gara delle Ducati. Un nono posto a 18 secondi dal primo che da un lato conferma la crescita Ducati (lo scorso anno in media oltre il doppio) ma certo non entusiasma il pilota vastese (comunque suo il miglior giro delle Ducati), che non intende rinunciare alla pazza idea del primo podio in motoGp: «Qui era difficile pensare di far meglio, per questo siamo soddisfatti, ma naturalmente non ci accontentiamo».
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