Iannone, una breve fuga per la vittoria

In testa 10 giri: peccato per il dolore al braccio e il cambio gomme
La fuga per la vittoria è durata esattamente dieci giri, poi Andrea Iannone si è dovuto arrendere alla superiorità tecnica di Honda e Yamaha, non senza una spettacolare bagarre prima con Marc Marquez e poi con Valentino Rossi.
Una superiorità accentuata da una gomma rapidamente degradata e soprattutto dal problema al braccio, ricordo delle “carezze” di Pedrosa e Marquez in Australia, delle quali misteriosamente, caso unico in motoGp, mancano immagini.
Dieci giri da grande protagonista, dunque, per Iannone prima di una resa quasi inevitabile e, dopo l’ultima scommessa, quella del passaggio sulle gomme da pioggia, concludere quasi anticipando le prove per il 2015 di oggi e domani.
Una scommessa vanificata in fretta da un cielo dal quale le nubi sono subito sparrite, portandosi dietro definitivamente il sogno del primo podio in motoGp nell’ultima gara in Pramac.
Un Mondiale che si chiude comunque con un bilancio affatto disprezzabile, 102 punti mondiali, seconda Ducati dopo Dovizioso, cinque prime file (due volte secondo e tre terzo).
Ma Iannone un velo di amarezza non lo nasconde al rientro al box.
«Sono partito molto bene, avevo un buon ritmo anche se non eccezionale rispetto ai migliori», ha affermato il pilota vastese al termine della gara di Valencia, «ma dopo otto giri sentivo già bruciori al braccio, non riuscivo a inserire la moto in curva come volevo. Il cambio gomme? Sembrava iniziasse a piovere tanto quindi ho tentato la carta, ho fatto come Lorenzo, poteva essere una opportunità per tornare in corsa. Peccato. Mi spiace molto non aver regalato un soddisfazione alla Pramac», ha aggiunto Iannone, «una scuderia dove in questi due anni mi sono trovato benissimo».
Peccato davvero, perché sembrava il giorno giusto per realizzare i sogni più belli, invece è finita con un altro brusco ritorno alla realtà, che dice ancora di un gap difficile da colmare rispetto a Honda e Yamaha.
E su questo anche Iannone da oggi comincia a lavorare sulla pista spagnola, primi test verso il 2015 con i colori della Ducati ufficiale.
«Diventare pilota ufficiale è una grande soddisfazione» ha sottolineato ancora Iannone, «cercherò al solito di dare il massimo per ripagare il team Ducati della fiducia».
E anche questo è un traguardo, un successo da non trascurare.
E visti i progressi del team in questi ultimi mesi, quelle sportellate con Marquez più che un flah del passato in Moto2 potrebbero essere anticipo di un futuro nemmeno lontanissimo.
Iannone ci scommette.
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