Iannone, una debacle annunciata

11 Settembre 2017

Rientra ai box, per guai fisici, a 10 tornate dalla fine di una gara in salita

Un week end da dimenticare, un altro in questa stagione che definire deludente è quasi eufemistico per Andrea Iannone.
Un'altra debacle annunciata o quasi, ma stavolta più per motivi fisici (avambraccio) che meramente tecnici, considerando la prestazione della seconda Suzuki. Prove perlomeno poco incoraggianti e warm up, su pista già zuppa, con qualche timido segnale di fiducia, un settimo tempo non si sa quanto veritiero, visto che molti hanno preferito non rischiare.
Ma dovendo affrontare la gara con l'incognita condizione fisica e da quella scomoda settima fila, da dove alla prima piega si fatica perfino a vederla la pista, Iannone ha quasi l'obbligo di cogliere anche il più piccolo dei segnalidi incoraggiamento.
Se non altro per dare un po' di entusiasmo alle centinaia di fans giunti da Vasto e dall'Abruzzo in genere per seguirlo su quella che da sempre è considerata la “sua” pista di casa, seconda solo al Mugello per fascino e storia. Al semaforo verde, però, la realtà torna a sbattergli in faccia tutta la galleria di problemi che contrassegnano la prima stagione con la moto giapponese. Pioggia e bagarre lo costringono subito a un atteggiamento cauto, cosi per qualche passaggio si trova nell'insolita veste di fanalino di coda del gruppo. E ci vuole un mezza dozzina di tornate per tornare nel gruppone e poi, dopo dieci giri, grazie anche alla raffica di cadute tra i primi, aggrappare la zona punti. Ma, dettaglio non trascurabile, ben quattro piazze dietro il compagno di scuderia Rins, non esattamente un mago della pioggia.
A metà Gp, dopo la caduta di Lowes, il “Maniaco”, che nella circostanza conta su una nuova versione del telaio Suzuki, è 13°, nella “morsa” delle Ktm. Una ricca manciata di secondi dietro al compagno. Ma la sua guida è tutt'altro che pulita, il fastidio all'avambraccio già accusato alla vigilia torna a infastidirlo visibilmente. Poco dopo, quando mancano dieci giri alla fine, il triste rientro al box. L'ennesima triste inevitabile resa.
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