Iannone vale il podio, ma scivola

5 Novembre 2018

Il pilota vastese punge Marquez e pensa all’ultima gara di Valencia

I sogni svaniscono all'alba, d'accordo, ma quello di Iannone a Sepang più che un risveglio è stato la fine di un incubo. Un incubo di nome Marc Marquez. Prima lo ha ostacolato in prova, almeno 3 decimi persi anche se poi la prima fila è comunque arrivata grazie alla penalizzazione del neoiridato, ieri mattina lo ha messo fuori gara al primo giro. Un sorpasso ai limiti al tornante prima del traguardo, una brusca intraversata che costringere il “Maniaco” a serrare i freni, innescando la scivolata fatale. Fine dei giochi e del sogno di quinto podio stagionale. Un podio tutt'altro che difficile. E guardando la rimonta di Rins come impedire a Iannone di pensare che poteva addirittura tentare di far meglio? «Marc ha perso l'anteriore, poi il posteriore», ha raccontato il vastese, «se non avessi frenato saremmo caduti entrambi. Meglio non parlarne, dai... ». Ancor di più a fine stagione. Una stagione iniziata nemmeno male, con i podi di Austin e Jerez ma poi diventata una piccola via crucis, tra problemi della Suzuki e difficoltà di rapporti, fino al divorzio annunciato in estate. Un divorzio che non ha impedito a Iannone di riproporsi al meglio nel finale. E dopo i podi di Aragon e Phillip Island, a Sepang poteva consolidare un buon bilancio, con probabile quinto posto invece del nono nel mondiale (133 punti), alle spalle di Petrucci e quattro posti e sedici punti dietro Rins, compagno di scuderia fino a ieri tenuto alle spalle e che sarà difficile rimontare a Valencia fra due settimane. Ma fino ad allora, giura Iannone, non penserà al futuro in Aprilia. «La squadra ha fatto un ottimo lavoro e voglio concentrarmi per Valencia, perché è un buon periodo e voglio chiudere al massimo, dopo mi butterò nella nuova avventura». Lascia una moto in crescita per una Aprilia da scoprire. «Inutile pensare a cosa poteva essere e non sarà», ha sottolineato più volte Iannone, «certo un pacchetto da titolo non si costruisce in due anni, ma credo di essere un pilota capace di stare al top».
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