Ibra e CR7 stentano Il migliore è Iniesta Payet la sorpresa

20 Giugno 2016

Le stelle stanno a guardare. Non si accendono nel primo Europeo a 24 squadre. C’è un certo livellamento dei valori tecnici, non certo verso l’alto. C’è equilibrio: il tanto bistrattato Belgio, dopo...

Le stelle stanno a guardare. Non si accendono nel primo Europeo a 24 squadre.

C’è un certo livellamento dei valori tecnici, non certo verso l’alto. C’è equilibrio: il tanto bistrattato Belgio, dopo la sconfitta contro gli azzurri, è una delle due squadre (l’altra è la Spagna) ad aver vinto con tre gol di scarto nelle prime due giornate di gare. Si segna molto in zona Cesarini, il tabellino dei marcatori è zeppo di giocatori subentrati in corsa. E, dopo i primi 180’, solo l’Italia si è guadagnata la certezza del primo posto in classifica. E quella azzurra è una formazione senza stelle. Si vince con il collettivo, perché, ad esempio, Cristiano Ronaldo si sta rivelando una palla al piede più che un valore aggiunto del Portogallo.

CR7 non è al top della condizione fisica e la sua smania di strafare lo sta condizionando, in negativo. E’ ancora senza reti e ha sbagliato anche un rigore. L’ultima chance si chiama Ungheria (mercoledì ore 18), altrimenti vacanze anticipate. Lo stesso dicasi per Zlatan Ibrahimovic, che si definisce "più di una leggenda": non riesce a fare la differenza. Nei tornei internazionali il suo talento non riesce a sbocciare: accade con le squadre di club e con la nazionale svedese. Entrambi, sia Ibra che CR7, pagano lo scotto di avere al fianco compagni di squadra non all’altezza. Sono le stelle della Svezia e del Portogallo, certo, ma vuoi mettere giocare con altri campioni, come accade nei club, oppure con giocatori di medio livello?

Mister 100 milioni, al secolo Gareth Bale, ha realizzato un paio di reti ed è uno dei pochi in linea con la sua fama. Ad aiutare il gallese anche una mezza papera del portiere inglese Hurt. E’ fermo, invece, Robert Lewandowski, tanto prolifico nel Bayern Monaco che stupisce vederlo ancora a secco nella Polonia. Le stelle stanno a guardare, quindi. Ma non tutte, perché Andres Iniesta ha dispensato pillole di saggezza calcistica. Tecnica raffinata, eleganza innata e altruismo in campo: nella nazionale spagnola è l’uomo che incide negli ultimi trenta metri con assist e con una facilità di fraseggio irridente. Nel Barcellona Luis Enrique lo gestisce per non fargli avvertire il peso dei 32 anni; Vicente Del Bosque, invece, gli ha affidato le chiavi della Spagna rinata dalle ceneri dei Mondiali del 2014. Largo ai giovani, ma don Andres è indispensabile: è l’uomo che trasferisce valori tecnici e geometrie di gioco. In poche parole, il verbo del tiki taka. Non a caso la Spagna è la nazionale che ha giocato il miglior calcio in questa prima fase di Francia 2016. Non sta brillando il tanto atteso Paul Pogba, l’uomo da 100 milioni di euro. La Francia ha eletto un’altra stella: si tratta di Dimitri Payet, gol e assist contro la Romania e poi il bis con l’Albania. L’ex commesso di un negozio di abbigliamento a 29 anni ha conquistato la Francia, ma non solo, visto che è diventato un uomo mercato. Sì, perché dopo le prodezze all’Europeo il West Ham (Premier League) potrebbe stargli stretto: del trequartista che può essere impiegato all’ala hanno chiesto informazioni anche Real Madrid e Paris Saint Germain.

@roccocoletti1

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