IDENTITÀ E MORDENTE QUESTI SCONOSCIUTI

26 Ottobre 2017

Empoli primo, Frosinone secondo e Palermo terzo dopo undici giornate di campionato. Due delle tre squadre retrocesse dalla serie A sono sul podio. All’appello manca il Pescara. Che è un po’ più...

Empoli primo, Frosinone secondo e Palermo terzo dopo undici giornate di campionato. Due delle tre squadre retrocesse dalla serie A sono sul podio. All’appello manca il Pescara. Che è un po’ più indietro, poco male visto che c’è tempo per risalire la china. Ma, tanto per essere chiari, il Pescara di martedì sera non andrà da nessuna parte. Men che meno potrà inseguire i sogni di gloria. Squadra inguardabile. Senza identità e mordente. Da qui un paio di domande: possibile che Zeman dopo quattro mesi di lavoro non sia riuscito a dare un’impronta? Possibile, alla luce di quanto visto al Castellani e più in generale in questo avvio di stagione. Non c’è nulla di zemaniano, nulla che possa caratterizzare la squadra con i principi di gioco del boemo. Altro interrogativo: possibile che in una sfida di alta classifica, che può significare la svolta, il Pescara sia uscito (sconfitto) dal campo senza nemmeno un ammonito? Possibile, basta leggere il tabellino della partita. Non ci siamo. La base tecnica c’è, magari non sarà quella sperata dal tecnico di Praga per il suo 4-3-3, ma non è da buttare via, al contrario! In questi casi ognuno deve fare un passo verso l’altro: i giocatori verso la mentalità e il gioco di Zeman e lui verso le caratteristiche del gruppo. Finora, non è scattata la scintilla. Men che meno si è creata la chimica. E poi il caso Pigliacelli. E’ evidente che sia stato una turbativa per la squadra nel prepartita di Empoli. Che l’allenatore abbia voluto dare un segnale al gruppo ci sta. Ovvio che la società l’abbia assecondato. Ma non esiste che il Pescara vada a giocare senza un portiere in panchina. Visto che Pigliacelli non ha rifiutato la panchina nel prepartita, se Zeman aveva in mente di mandarlo in tribuna doveva portarsi un terzo portiere (Antonino). Il rischio - in caso di infortunio o di espulsione di Fiorillo - di mandare un giocatore di movimento tra i pali non è contemplato nemmeno tra i dilettanti. Figurarsi in serie B. A tutto ciò va aggiunto un particolare: è stato il boemo, in estate, a bloccare la cessione di Pigliacelli all’Avellino. E tutti, ma proprio tutti, erano a conoscenza del fatto che il portiere romano era smanioso di giocare, altrimenti avrebbe preferito cambiare casacca. Detto ciò, nessuno ha la maglia da titolare assicurata. E il collettivo viene prima del singolo. La sensazione, forte, è che ci sia molto (ancora) da registrare in questo Pescara che non ha nulla di zemaniano. Una qualsiasi squadra di serie B guidata da un allenatore qualsiasi. Altro che quindici occasioni da rete a partita!
@roccocoletti1
©RIPRODUZIONE RISERVATA