Il calcio a 5 impone giacca e cravatta
La direttiva della federazione è rivolta agli allenatori impegnati nei play off
PESCARA. Servono giacca e cravatta signori! Non se ne può fare a meno, questione di immagine. Il presidente della Divisione calcio a 5, Andrea Montemurro, lo ha messo nero su bianco, prendendo spunto da quanto avviene in alcuni campionati all’estero.
Addirittura una norma del regolamento riservata agli allenatori delle squadre di serie A di calcio a 5 impegnati nei play off. Ci sono i tifosi, ci sono, soprattutto, le televisioni che mandano in onda in diretta le partite degli spareggi scudetto, e bisogna fare bella figura. Esportare un’immagine pulita e, soprattutto, elegante. E così da sabato scorso, con il via ai play off, è scattato l’obbligo, pena una sanzione minima di 300 euro ai tecnici che non rispetteranno la direttiva federale. Ad esempio, Antonio Ricci, allenatore dell’Acquaesapone, si è adeguato suo malgrado. Lui era abituato ad andare in panchina in tuta e, invece, sabato si è vestito con giacca e cravatta.
Il cambio di look non ha portato fortuna alla squadra, sconfitta con la Cogianco. Si sono adeguati anche gli allenatori dell’Imola e della Luparense (lo faceva da tempo, indipendentemente dalla direttiva Montemurro). Gli altri no, nemmeno Fulvio Colini del Pescara.
Gli altri hanno preferito un abbigliamento sobrio e comodo senza cravatta. D’altronde a maggio nei palazzetti fa caldo e il nodo può creare dei disagi a chi non è abituato. Ora c’è attesa per le decisioni del giudice sportivo, se davvero i tecnici saranno sanzionati economicamente.
Spetta agli arbitri e al commissario di campo verificare eventualmente il rispetto della norma del regolamento.
Giovedì con la gara 2 del primo turno dei play off ci sarà la possibilità di adeguarsi. Per l’Acquaesapone, appuntamento a Chieti, per la rivincita con la Cogianco. È saltata, infatti, l’intesa con il gestore del PalaRoma di Montesilvano e, quindi, i nerazzurri emigreranno al PalaSantaFilomena. (r.c.)
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