Il Campli si riscatta subito
I farnesi tornano a vincere, ma perdono Fattori che va a Legnano
CAMPLI. La Globo Infoservice Campli torna al successo ma saluta Giovanni Fattori. I farnesi, dopo la pesante sconfitta di Ancona contro Falconara, centrano al Pala Borgognoni la vittoria numero 14 in campionato superando un ostico Porto Sant’Elpidio, che pure era in un ottimo periodo di forma: tre vittorie nelle ultime quattro uscite per la compagine guidata dall’ex coach di Teramo, Marco Schiavi.
Dopo Christian Di Giuliomaria, passato in settimana ad Udine, coach Piero Millina perde un altro alfiere del suo roster, sempre sotto le plance. Ovvero il lungo toscano arrivato giusto un anno fa. Fattori, infatti, sale di categoria e va in A2 Est al Legnano. Affare ancora da ufficializzare ma, in pratica, è tutto fatto. E la commozione, tra i tifosi camplesi, ed i saluti a fine gara dello stesso Fattori non fanno intravedere altro. La società tornerà sul mercato, sta già sondando alcune piste ma resta il fatto di aver perso due veri e propri totem sotto le plance.
Società che, sicuramente, si sta dando da fare e che smentisce, categoricamente, ogni carenza economica nei confronti dei giocatori. Al di là di tutto, comunque, la risposta della squadra è stata importante. Dopo un inizio non troppo facile con Porto Sant’Elpidio che sembrava controllare: 9-14 al 10’. Petrazzuoli e Serroni hanno però suonato la carica rimettendo le cose a posto e Campli, già al 14’, è risalito sul 27-19. Capitan Montuori consegna il +11, 34-23 che agevola il ritorno negli spogliatoi.
Dopo l’intervallo lungo, spinta d’orgoglio per gli ospiti con Tortù e Boffini (36-35) ma ancora Petrazzuoli e Fattori portano la Globo Infoservice sul 47-37. E’ nell’ultimo periodo che arriva l’allungo decisivo per la squadra di coach Pietro Millina. 58-43 al 33’ con Serroni e Duranti e, neanche un disperato tentativo di Caridà (59-49) ferma la corsa dei farnesi. Più sedici con Bottioni (67-51), ventello che arriva con una schiacciata di Mirone sul suono della sirena conclusiva.
Matteo Falzon
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