Il capo degli “zingari” in Procura interrogato sul Calcioscommesse

28 Aprile 2015

ROMA. Hristiyan Ilievski, il macedone, lo «sfregiato» dal fisico massiccio e alto un metro e novanta che compare nei racconti di qualche calciatore che per causa sua ha passato anche un brutto quarto...

ROMA. Hristiyan Ilievski, il macedone, lo «sfregiato» dal fisico massiccio e alto un metro e novanta che compare nei racconti di qualche calciatore che per causa sua ha passato anche un brutto quarto d'ora. Il suo arrivo all' aeroporto bergamasco di Orio al Serio, dopo quasi quattro anni di latitanza dall'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti nell'inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse, potrebbe scoperchiare un nuovo Vaso di Pandora sul malcostume delle partite combinate. Perché quello che è ritenuto il capo incontrastato degli Zingari potrebbe confermare quanto già emerso dalle indagini e aggiungere altri nomi ai 130 destinatari dell'avviso di chiusura delle indagini (una settantina quelli per cui il procuratore si appresta a chiedere il rinvio a giudizio).

E ciò potrebbe accadere già oggi, quando comparirà davanti al gip Guido Salvini. Il suo ruolo è considerato centrale perché era lui ad avere rapporti diretti con Tan Set Eng, detto Den, il singaporiano al vertice della struttura delle “combine” internazionali, di cui gli “Zingari” erano i pagatori, dopo aver contattato i calciatori che se la vedevano brutta se qualcosa andava storto ed erano costretti a restituire il soldi.