Il capo della boxe abruzzese sarà una donna

La Verna candidato unico al voto del 4 marzo. Sabato Locatelli a Pescara per incontrare le società
PESCARA. C'è un solo candidato presidente ammesso all'elezione regionale della federazione pugilato abruzzese. E per di più si tratta di una donna: Mariangela Verna, la segretaria del comitato regionale di stanza a Roseto. Si voterà il prossimo 4 marzo a Pescara, nella sede del Coni. E saranno 34 le società, affiliate al comitato Abruzzo-Molise, che avranno diritto al voto. L'esito, a quanto pare, sembra scontato.
Ma la strada che ha portato all'assemblea del 4 marzo è stata lunga e tortuosa. Sì, perché il quadriennio olimpico è iniziato sotto la presidenza di Paola Di Bernardo, che nel corso del mandato è stata costretta alla resa. Dopo un breve periodo di commissariamento, è stato eletto Adriano D'Argenio che è arrivato fino ai mesi scorsi. A novembre era stata convocata la tradizionale assemblea elettiva per il rinnovo delle cariche. E anche in quel caso uno solo è stato il candidato ammesso: l'avvocato Paolo Vecchioli dell'Aquila che è membro (eletto) della corte superiore di giustizia della Fpi, poi trasformata in Consulta federale, in poche parole la cassazione della federazione pugilato. Una candidatura che però è caduta dal momento che all'assemblea non si è raggiunto il quorum necessario per le votazioni. Da qui il commissariamento e la nomina di Giuseppe Di Gaetano di Teramo, consigliere federale, per la reggenza e l'organizzazione delle nuove elezioni, quelle del 4 marzo in cui oltre al presidente saranno eletti due rappresentanti delle società, uno degli atleti e uno dei tecnici. I candidati consiglieri sono Antonio Camiscia, Marco Di Giacomo, Gabriele Di Giuseppe (società), Antonio Pettinicchio (atleti) e Giuseppe Sauli (tecnici). In pratica, ci sarà lotta solo per l’elezione dei rappresentanti del mondo associativo.
Si tratta di un cammino tortuoso in linea con la gestione del comitato regionale Abruzzo-Molise degli ultimi anni, caratterizzata dall'egemonia di Domenico, detto Mimì, Di Battista di Roseto. Lui al regionale e Di Gaetano al consiglio federale nazionale. Un tandem che ha dettato legge e che ora sembra essersi diviso. L'anomalia della federazione pugilato consiste nel fatto che si voterà prima il rinnovo degli organi nazionali, il 25 febbraio, e poi per quelli regionali. Al nazionale sono tre i candidati presidente: l'uscente Brasca, il vice Vittorio Lai e Andrea Locatelli. I primi due sono uomini di federazione, il volto nuovo è Locatelli, che è anche vice presidente Infront (l'advisor della Lega calcio serie A per la vendita dei diritti tv). «Il pugilato necessita di un deciso rinnovamento», il pensiero di Locatelli che sabato alle ore 17 sarà a Pescara per un incontro con le società nella sede del Coni in via Botticelli. «Io sono vicino alla boxe dal 1983, ma non ho mai ricevuto incarichi federali. Sono stato presidente del comitato organizzatore dei Mondiali Aiba di Milano del 2009 e abbiamo fatto tutti un figurone a livello internazionale. Sono per un cambiamento radicale per un malato grave». Il movimento pugilistico è ancora nelle mani di Franco Falcinelli che per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo e che ora ha spostato il suo raggio d'azione all'Aiba (Amateur International Boxing Association), di cui è vice presidente.
@roccocoletti1
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