Il caso-Pacilli infiamma il dopo-gara

L’accusa del procuratore Di Campli: «Società inadempiente»
L’AQUILA. Il caso-Pacilli continua a tenere banco. Per il presidente Chiodi «il ragazzo si è messo di traverso e ormai la situazione sembra irrecuperabile. La possibile cessione all’Ascoli? Non vogliamo assolutamente rafforzare una nostra diretta concorrente a meno di un’offerta economica irrinunciabile. Ad Ascoli Pacilli non andrà di certo gratis, piuttosto preferirei tenerlo un anno e mezzo in tribuna». Parole durissime soprattutto verso il procuratore Donato Di Campli. Ad ammorbidire la questione ci pensa il dg Ugo Mastropietro. «Mario è un ragazzo straordinario come calciatore e come uomo. In questi giorni si è creata una situazione particolare soprattutto con il suo agente. Non so come andrà a finire, io spero ancora che si possa risolvere il tutto con la sua permanenza all’Aquila».
Piccata invece, la risposta di Di Nicola a una domanda specifica. «Basta parlare di Pacilli, io ho parlato una volta e sono stato chiaro. Noi non ci sposteremo di una virgola, ad Ascoli il ragazzo non andrà gratis». Il procuratore di Pacilli Donato Di Campli, raggiunto telefonicamente, contrattacca: «La società continua a parlare ma continua a essere inadempiente nei confronti di Mario». Nelle prossime ore Di Campli parlerà nuovamente con Di Nicola per trovare una soluzione. Infine, oggi alle 14,30 è in programma un’amichevole al Comunale di Scoppito contro l’Amiternina. (g.m.)
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