Il Celano sorpassato in coda dalla Vis

I marsicani non superano l’anemia da trasferta e cadono a Pesaro
PESARO. Anno nuovo, Celano vecchio. I marsicani non superano l’anemia da trasferta e chiudono l’andata cadendo anche in casa dell’ultima in classifica (che da ieri non è più tale) e smarrendo a Pesaro un importante crocevia per la salvezza dove si registra il controsorpasso della Vis.
E dire che l’approccio biancoblù era stato gagliardo, al punto che il gol spezza- equilibrio arriva forse nel momento migliore dei marsicani. Che a metà frazione sfiorano il vantaggio con una convulsa mischia non concretizzata e, soprattutto, con il lancio illuminante di Piccirilli, al 19’, per Luzi che poi si fa ipnotizzare da Osso sul più bello.
Così, dopo il tentato gol dell’ex Marco Granaiola (4 anni a Celano e ieri tra i migliori in campo) la Vis passa quando l’affondo di Dominici sulla sinistra produce un cross basso su cui s’avventa De Iulis che segna di rapina in mezzo alla svagata retroguardia celanese interrompendo un digiuno di gol che per i pesaresi durava addirittura da 460 minuti.
Ma il Celano c’è, come c’è ancora il duello Luzi-Osso. Sulla bordata del celanese questa volta però i meriti vanno tutti ai riflessi del 19enne portiere che salva dal pareggio all’ultimo secondo di frazione.
Si va alla ripresa e la Vis chiude subito la pratica. Granaiola lavora un pallone al limite dell’area giocandolo indietro per il rimorchio di Ruffini che dai 30 metri sfodera un siluro di rara bellezza. 2-0 e il Celano accusa il colpo perdendo la verve del primo tempo e andando vicino ad accorciare le distanze solo con un ravvicinato colpo di testa di Retico controllato da Osso e, soprattutto, con un contatto molto dubbio Dominici-Retico con l’arbitro che opta per un discutibile giallo per simulazione.
Vince la Vis e il Celano si rimbocca le maniche. Anche sul mercato. Ieri, in panchina a Pesaro, c’era l’ultimo tesserato Tartaglione, difensore 27enne proveniente dalla D laziale, ma ancora in ritardo di condizione. Con mister Luiso squalificato è stato il dirigente Giuseppe Angelosante a enfatizzare «una sconfitta che non ci voleva, perché maturata contro una diretta concorrente».

