Il Chieti senza tecnico, tifosi in subbuglio

Dopo l’esonero a sorpresa di Cotta, salta l’accordo con Tosi. E anche Sgherri rifiuta il posto: «Io non sono un burattino»
CHIETI . Il Chieti è ancora senza allenatore. L’accordo con Marco Tosi è saltato e Stefano Sgherri ha detto no alla proposta della società di dirigere gli allenamenti fino a sabato e di andare in panchina domenica a Trastevere in attesa di trovare il sostituto di Cotta. Una situazione surreale che fa esplodere la rabbia della tifoseria che contesta l’attuale dirigenza, guidata da Ettore Serra, e non risparmia critiche ai soci di maggioranza Trevisan e Mergiotti. Si fa sempre più concreta l’ipotesi che domenica il Chieti andrà a giocare sul campo della vicecapolista Trastevere senza allenatore. È caos totale.
Dopo l’esonero di lunedì di Cotta - firmato solo ieri da Mergiotti che è ancora il rappresentante legale della società – il Chieti non ha ancora in mano il sostituto. La scelta era ricaduta sul livornese Tosi, ex Giulianova, che lunedì aveva dato l’ok al presidente Serra. Poi è arrivata la frenata dello stesso Tosi che, temendo l’ostilità dell’ambiente, ha preso tempo perché non se la sente di calarsi in un contesto del genere.
Tosi vorrebbe inoltre subentrare dalla prossima settimana per avere più tempo per lavorare, ma questo tira e molla non è piaciuto a Serra, che ha deciso di interrompere la trattativa e di valutare altri profili. La prima idea è stata la soluzione interna. La società ha chiesto a Sgherri, ex collaboratore di Cotta e attuale allenatore della Juniores, di traghettare la squadra. Secco il no di Sgherri. «Il mio sogno è sempre stato allenare il Chieti», dice l’ex bomber neroverde, «ma adesso non ci sono le condizioni. Lunedì sera ho ricevuto la telefonata del segretario che mi ha comunicato che, su disposizione del ds Sartiano, non mi sarei più dovuto presentare al campo e avrei dovuto occuparmi solo del settore giovanile. Lo stesso Sartiano martedì sera mi ha chiamato chiedendomi di allenare la squadra fino a sabato. All’inizio ho accettato preso dall’entusiasmo, poi ho ripensato alla telefonata di lunedì. Io non sono un burattino. Non posso allenare il Chieti ora», conclude Sgherri, «non voglio rovinare il rapporto con Cotta e con la città». Di alternative concrete per la panchina al momento non ce ne sono. La squadra anche oggi si allenerà con il preparatore atletico Marco Di Marzio. In una confusione generale, la tifoseria alza la voce. «Da Trevisan a Serra, da Mergiotti a Sartiano, nulla è cambiato», si legge nel comunicato degli Ottantanove Mai Domi. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l'esonero dell’allenatore dopo una vittoria e dopo aver fatto 14 punti con una squadra incompleta. Serra farebbe bene a prendersela con chi ha costruito la squadra, con Sartiano e i suoi collaboratori. Sappiamo dei contratti stipulati come frutto di interessi tra procuratori e dirigenti. Serra e compagnia possono tornare a Torino». Accuse anche a Trevisan e Mergiotti. «Ci era stato assicurato che Mergiotti sarebbe decaduto dalla carica di presidente a fine agosto, invece lo è ancora e continua a firmare per il Chieti», si legge nella nota. «Il principale colpevole è Trevisan: è sua la responsabilità di aver “ceduto” la società a questi personaggi».
Giammarco Giardini
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