Il Chieti stecca e il Campobasso vola in C

I teatini cadono all’Angelini e “regalano” la promozione ai molisani con un turno d’anticipo. La zona play off resta lontana
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CHIETI (4-3-3): Serra F. 6; Laziz 6,5 (32’ st Di Sabatino sv), Esposito C. 6, Vesi 6, Caterino 6 (32’ st Tortora sv); Forgione 6 (39’ st Mancini sv), Castellano 6,5, Gaye 6; Cucciniello 6, Fall 5,5 (39’ st Sueva sv), Mercuri 6,5. A disposizione: Antignani, Marino, Ardemagni, Gatto A., Canale. Allenatore: Luiso
CAMPOBASSO (3-5-2): Esposito M. 6; Di Filippo 6,5, Gonzalez 6,5, Bonacchi 6; Pacillo 5,5 (1’ st Lombari 7), Serra A. 6, Maldonado 6, Grandis 6 (24’ st Abonckelet 6), Parisi 6; Di Nardo 7, Romero 6,5 (24’ st Rasi 6). A disposizione: Di Donato, Lambiase, Coquin, Pontillo, De Cerchio, Persichini. Allenatore: Pergolizzi
Arbitro: Terribile di Bassano del Grappa
Reti: 17’ st Romero, 40’ st Di Nardo
Note: spettatori circa duemila, di cui 500 tifosi ospiti. Ammoniti Fall e Gonzalez. Angoli: 5-6. Recupero: 0’ pt e 6’ st.
CHIETI
Il Campobasso festeggia la promozione in serie C con un turno d’anticipo, il Chieti saluta i tifosi con una sconfitta e vede sfumare quasi definitivamente le speranze di raggiungere i play off. All’Angelini la capolista vince 2-0 e brinda al ritorno nei professionisti dopo due anni di assenza davanti a 500 tifosi rossoblù che hanno riempito e colorato il settore ospiti. Trenta secondi dopo il triplice fischio, arriva la notizia del risultato finale dell’Aquila a Termoli (0-0) che dà il via alla festa dei molisani. In campo scende anche il presidente rossoblù Matt Rizzetta per festeggiare insieme a giocatori e staff.
Per il Chieti, invece, pochi sorrisi e solo tanta delusione per una stagione travagliata e al di sotto delle aspettative che sta per concludersi nell’anonimato. L’obiettivo iniziale della società era lottare per vincere il campionato. Il campo ha detto tutt’altro: i neroverdi, pur con una squadra più forte e con investimenti maggiori rispetto allo scorso anno, hanno abbandonato la corsa promozione a gennaio e, quasi sicuramente, termineranno la stagione fuori dai play off. Solo la matematica tiene ancora in vita il Chieti. Per agganciare il quinto posto, distante due punti, i neroverdi all’ultima giornata devono vincere in trasferta con il Matese (già retrocesso) e sperare che il Roma City perda e che Vigor Senigallia e Atletico Ascoli non vincano. Incastri piuttosto improbabili. Meglio iniziare a programmare subito la prossima stagione con tanti nodi da sciogliere per il patron Serra che, tra le altre cose, deve ricucire anche lo strappo con una tifoseria delusa e in rotta con il dg Sartiano. Contro la capolista Campobasso, senza lo squalificato Salvatore e l’infortunato Conson, Luiso ridisegna il Chieti con tre under in difesa (Laziz, Esposito e Caterino) e con Cucciniello spostato più avanti. Un 4-3-3 in fase offensiva trasformato in un 4-4-2 in fase di non possesso.
Luiso imposta una partita difensiva per poi ripartire in contropiede con gli strappi di Mercuri. Il Campobasso parte subito forte e nei primi dieci minuti mette alle corde i neroverdi, collezionando quattro palle gol. La più clamorosa arriva all’8’ con Laziz a salvare sulla linea il colpo di testa di Gonzalez. Il Chieti, dopo l’assalto iniziale dei molisani, tiene botta e non concede più nulla alla capolista, rischiando anche di passare in vantaggio al 15’ con Ciro Esposito che di testa sfiora il palo sugli sviluppi di un corner. Al 42’ i teatini protestano per un fallo di mano in area di Bonacchi non sanzionato dall’arbitro.
Nella ripresa, il Campobasso cambia marcia con l’ingresso in campo di Lombari che dopo cinque minuti colpisce la traversa. È il preludio al gol che arriva al 62’ quando Romero raccoglie un traversone dalla sinistra e in spaccata anticipa Vesi beffando Serra. Il Chieti fa quel che può, ci mette tanta volontà ma davanti, senza Salvatore, non riesce a pungere. L’unico a creare scompiglio è Mercuri, che tiene sempre in ansia la difesa rossoblù. Nel finale è l’ex Vastese Di Nardo a pescare l’angolino e a siglare il raddoppio che manda il Campobasso in serie C. Per il Chieti ora è il momento di pensare al futuro.
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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CHIETI (4-3-3): Serra F. 6; Laziz 6,5 (32’ st Di Sabatino sv), Esposito C. 6, Vesi 6, Caterino 6 (32’ st Tortora sv); Forgione 6 (39’ st Mancini sv), Castellano 6,5, Gaye 6; Cucciniello 6, Fall 5,5 (39’ st Sueva sv), Mercuri 6,5. A disposizione: Antignani, Marino, Ardemagni, Gatto A., Canale. Allenatore: Luiso
CAMPOBASSO (3-5-2): Esposito M. 6; Di Filippo 6,5, Gonzalez 6,5, Bonacchi 6; Pacillo 5,5 (1’ st Lombari 7), Serra A. 6, Maldonado 6, Grandis 6 (24’ st Abonckelet 6), Parisi 6; Di Nardo 7, Romero 6,5 (24’ st Rasi 6). A disposizione: Di Donato, Lambiase, Coquin, Pontillo, De Cerchio, Persichini. Allenatore: Pergolizzi
Arbitro: Terribile di Bassano del Grappa
Reti: 17’ st Romero, 40’ st Di Nardo
Note: spettatori circa duemila, di cui 500 tifosi ospiti. Ammoniti Fall e Gonzalez. Angoli: 5-6. Recupero: 0’ pt e 6’ st.
CHIETI
Il Campobasso festeggia la promozione in serie C con un turno d’anticipo, il Chieti saluta i tifosi con una sconfitta e vede sfumare quasi definitivamente le speranze di raggiungere i play off. All’Angelini la capolista vince 2-0 e brinda al ritorno nei professionisti dopo due anni di assenza davanti a 500 tifosi rossoblù che hanno riempito e colorato il settore ospiti. Trenta secondi dopo il triplice fischio, arriva la notizia del risultato finale dell’Aquila a Termoli (0-0) che dà il via alla festa dei molisani. In campo scende anche il presidente rossoblù Matt Rizzetta per festeggiare insieme a giocatori e staff.
Per il Chieti, invece, pochi sorrisi e solo tanta delusione per una stagione travagliata e al di sotto delle aspettative che sta per concludersi nell’anonimato. L’obiettivo iniziale della società era lottare per vincere il campionato. Il campo ha detto tutt’altro: i neroverdi, pur con una squadra più forte e con investimenti maggiori rispetto allo scorso anno, hanno abbandonato la corsa promozione a gennaio e, quasi sicuramente, termineranno la stagione fuori dai play off. Solo la matematica tiene ancora in vita il Chieti. Per agganciare il quinto posto, distante due punti, i neroverdi all’ultima giornata devono vincere in trasferta con il Matese (già retrocesso) e sperare che il Roma City perda e che Vigor Senigallia e Atletico Ascoli non vincano. Incastri piuttosto improbabili. Meglio iniziare a programmare subito la prossima stagione con tanti nodi da sciogliere per il patron Serra che, tra le altre cose, deve ricucire anche lo strappo con una tifoseria delusa e in rotta con il dg Sartiano. Contro la capolista Campobasso, senza lo squalificato Salvatore e l’infortunato Conson, Luiso ridisegna il Chieti con tre under in difesa (Laziz, Esposito e Caterino) e con Cucciniello spostato più avanti. Un 4-3-3 in fase offensiva trasformato in un 4-4-2 in fase di non possesso.
Luiso imposta una partita difensiva per poi ripartire in contropiede con gli strappi di Mercuri. Il Campobasso parte subito forte e nei primi dieci minuti mette alle corde i neroverdi, collezionando quattro palle gol. La più clamorosa arriva all’8’ con Laziz a salvare sulla linea il colpo di testa di Gonzalez. Il Chieti, dopo l’assalto iniziale dei molisani, tiene botta e non concede più nulla alla capolista, rischiando anche di passare in vantaggio al 15’ con Ciro Esposito che di testa sfiora il palo sugli sviluppi di un corner. Al 42’ i teatini protestano per un fallo di mano in area di Bonacchi non sanzionato dall’arbitro.
Nella ripresa, il Campobasso cambia marcia con l’ingresso in campo di Lombari che dopo cinque minuti colpisce la traversa. È il preludio al gol che arriva al 62’ quando Romero raccoglie un traversone dalla sinistra e in spaccata anticipa Vesi beffando Serra. Il Chieti fa quel che può, ci mette tanta volontà ma davanti, senza Salvatore, non riesce a pungere. L’unico a creare scompiglio è Mercuri, che tiene sempre in ansia la difesa rossoblù. Nel finale è l’ex Vastese Di Nardo a pescare l’angolino e a siglare il raddoppio che manda il Campobasso in serie C. Per il Chieti ora è il momento di pensare al futuro.
Giammarco Giardini
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