Il commentone della 33esima giornata di Serie A

Sempre più a un passo lo scudetto per l'Inter, che approfitta della sconfitta del Napoli in casa contro la Lazio. In zona Champions la Juve si avvicina all'obiettivo, complici i risultati di Como e Roma
Sassuolo vs Como
La 33esima giornata si apre al Mapei Stadium, dove il Sassuolo ospita il Como. È un match molto delicato per la formazione ospite, che non può più permettersi di perdere punti nella lotta alla Champions League, con un occhio però anche alla super sfida di martedì contro l’Inter, che potrebbe consentire ai lariani di conquistare la finale di Coppa Italia per la prima volta nella loro storia. La partita stenta a decollare ed è molto tattica, oltre che ricca di errori tecnici. Ma al 42’ cambia il punteggio: Laurienté controlla un pallone pericolosissimo in area e dribbla due avversari, prima di imbucare per Nzola: l’angolano anticipa Moreno e poi manda in porta Volpato, che con un tocco morbidissimo scavalca Butez e firma il vantaggio. Contropiede da manuale, reso possibile da una giocata molto rischiosa ma decisiva. Passano appena 2 minuti e arriva il raddoppio: Matic gira su se stesso e nasconde il pallone a Baturina, servendo poi Laurienté tra le linee: il francese premia il movimento sul filo del fuorigioco da parte di Nzola, che vince il duello con Butez aprendo il piattone. Uno-due micidiale dei neroverdi, che in 108 secondi stendono i biancoblu. La squadra di Fabregas sembra emotivamente a terra, ma nel recupero di primo tempo riesce a trovare il gol che dimezza lo svantaggio: traversone un po’ arretrato di Smolcic per Nico Paz, che di testa, nonostante non sia la specialità della casa, insacca in porta, con una traiettoria che Turati non riesce a disinnescare. Sembra la fotocopia di Como-Inter, ma a ruoli invertiti: ci si aspetta che nella ripresa i lombardi possano beneficiare della rete del 2-1, ma in realtà non avviene una vera e propria reazione. Di fatti, il canovaccio tattico non cambia e le occasioni scarseggiano. L’unica, gigantesca opportunità è sul mancino di Nico Paz: il fantasista argentino aggancia un pallone difficilissimo e supera Coulibaly con lo stop, cercando poi di scavalcare il portiere con un pallonetto: l’esecuzione è quasi perfetta, con Turati che salva tutto con un eccezionale colpo di reni, anticipando anche il possibile intervento di Morata sulla linea di porta. Termina 2-1 per gli emiliani, che si portano a quota 45 superando, momentaneamente, l’Udinese; doccia gelata, invece, per Da Cunha e compagni, che due giornate fa erano i favoriti per il quarto posto e ora inseguono la Juventus, che può portarsi a +5, e possono essere scavalcati dalla Roma.
Inter vs Cagliari
In serata gioca la capolista, che affronta il Cagliari di Pisacane. I primi 45 minuti sono giocati a ritmi molto bassi, con diverse difficoltà da parte dei nerazzurri a servire gli attaccanti. E, a conferma di quanto detto, le chance migliori capitano proprio grazie alle due punte: al 16’ dialogano Esposito e Thuram, con il francese che cerca di restituire il pallone all’ex Spezia, sbagliando però la misura: tuttavia, la sfera resta in zona pericolosa e finisce tra i piedi di Dimarco dopo un rimpallo, ma l’esterno italiano viene murato dall’intervento decisivo di Adopo, che si sostituisce a Caprile. Al 40’ ecco l’altra opportunità: lancio millimetrico di Barella per Esposito, che addomestica alla perfezione con il petto e poi prova ad aprire la conclusione, ma Caprile respinge il tentativo, che esce fuori poco angolato. Nella ripresa il Biscione scende in campo con una carica diversa e i frutti si vedono subito: Josep Martinez esce dai pali per anticipare Palestra e rilancia lungo, con la palla che torna in possesso nerazzurro dopo un accenno di rinvio. Azione che si sviluppa tutta di prima tra Dimarco, Pio Esposito e Mkhytarian, che imbuca per Barella: il capitano dell’Inter (a causa dell’assenza di Lautaro) viene steso da Mina ma subentra Dimarco, che con un cross rasoterra serve Thuram, bravo a smarcarsi e a depositare in porta da pochi passi. Oltre alla splendida combinazione, bisogna elogiare Federico Dimarco, che eguaglia il record di assist del Papu Gomez in una singola stagione di Serie A: per l’ex Verona sono 16 gli assist all’attivo, con ancora 5 giornate alla fine per migliorare lo score. Passano appena 3 minuti e arriva il raddoppio: mentre tutto lo stadio urla a squarciagola “la capolista se ne va”, in un clima di assoluta festa, Barella fa sua una respinta, controlla a seguire e spacca la porta, andando a segno per la seconda volta nelle ultime tre partite. L’ex della gara non esulta, ma viene portato in trionfo dai compagni di squadra, in particolare da Thuram. E al 92’ arriva il tris: altra ottima transizione dei meneghini e Dumfries la appoggia per Zielinski, che con un tiro di collo esterno toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali. Vittoria senza storie dei padroni di casa, che ora vedono il traguardo davvero a un passo.
Udinese vs Parma
Il sabato inizia con la sfida tra Udinese e Parma. Primo tempo di studio tra le due squadre, che non riescono a impensierire più di tanto la retroguardia avversaria. Ma nel secondo tempo si stappa subito il match: imbucata di Strefezza per Elphege, che manda fuori tempo Kabasele facendo piede perno sul terreno di gioco e poi spiazza Okoye, siglando la prima, meravigliosa rete in campionato. Gran gol del francese, che ha anche l’occasione per raddoppiare, al 59’, ma la spreca: cross basso di Delprato che Okoye si fa sfuggire dalle mani, ma l’ex Grenoble non ne approfitta da pochi passi. Con il passare dei minuti ci provano con più insistenza i friulani, con il picco di pericolosità che viene raggiunto a cavallo del 75’: Solet si avventura in dribbling e taglia tutto il campo per via orizzontale, con la conclusione che viene murata: il pallone torna però sul destro del francese che la ripropone in mezzo per Gueye, la cui deviazione aerea si stampa sulla traversa. La sfera resta in zona pericolosa e diventa buona per Zaniolo, che però conclude incredibilmente a lato dall’interno dell’area piccola. Chance enorme, non sfruttata dal classe ’99. E negli istanti finali di partita l’ex Roma ha un’altra buona possibilità: gran sponda di Buksa per il numero 10, che al volo con il destro non colpisce alla perfezione, ma serve un grande intervento di Suzuki per sventare il pericolo. Successo esterno per i crociati, che si portano in tredicesima posizione e a +12 dalla zona retrocessione, a un passo dal verdetto aritmetico.
Napoli vs Lazio
Alle 18 si affrontano Napoli e Lazio, con Sarri che torna al Maradona da avversario per la quinta volta in carriera. Pronti, via e l’Aquila la sblocca subito: azione perfetta, con Zaccagni che premia la sovrapposizione interna di Taylor che serve Cancellieri con un passaggio a rimorchio, bravo a insaccare da pochi passi. Si è visto per brevissimi tratti il gioco del tecnico napoletano, che ha dovuto affrontare una situazione difficilissima prima con il mercato bloccato e poi con lo sciopero del tifo, ma si può proprio notare che questa sia una delle trame di gioco ormai codificate. Gli azzurri sono completamente nel pallone e, da un errore clamoroso, concedono una gigantesca occasione per il 2-0: Lobotka appoggia per Buongiorno ma il pallone è troppo corto, con Noslin che va a contendere il pallone all’ex capitano del Torino e vince il rimpallo: l’olandese si invola così verso la porta, evita il recupero di Beukema e viene steso da Lobotka. Calcio di rigore ineccepibile, della cui esecuzione si occupa Zaccagni: il capitano biancoceleste si fa però ipnotizzare dagli 11 metri e fallisce il tap-in, anticipando anche il possibile colpo a botta sicura di Cancellieri. Sembra che questa possa essere la scintilla che cambi il match, ma così non è: se possibile aumenta ancora di più la pressione offensiva dei capitolini, mentre i campani subiscono senza reagire. Milinkovic-Savic è protagonista nel finale di tempo per evitare un passivo più pesante: oltre al rigore parato, salva un tiro velenoso dello scatenato Cancellieri e respinge anche un diagonale di Tavares. Nella ripresa non cambia molto: ci si potrebbe aspettare una rientro dagli spogliatoi ben diverso, specialmente per la squadra di Conte, ma così non è. E al 57’ arriva anche il sigillo sulla partita: ripartenza incredibile del duo Noslin-Tavares, con il portoghese che accelera, arriva quasi sul fondo e mette in mezzo per Cancellieri, che stavolta però sbaglia tutto. Ma nonostante l’errore la Lazio è anche un pizzico fortunata, perché l’ex esterno dell’Empoli serve inavvertitamente Basic, che trafigge Milinkovic-Savic. L’unico vero tentativo dei campioni d’Italia in carica arriva al 59’: Alisson Santos riceve da Hojlund e conclude con potenza sul primo palo, scheggiando il legno. Vittoria senza discussioni della Lazio, che continua il trend positivo al Maradona: sono 4 le vittorie consecutive in questo stadio. D’altra parte, il Napoli perde l’imbattibilità in campionato dopo ben 27 partite, con la striscia che era partita proprio dopo la sconfitta dell’8 dicembre 2024 contro i biancocelesti. Infine, una piccola nota per concludere: i partenopei sono apparsi mentalmente scarichi, come se le energie trovate finora fossero finalizzate all’obiettivo scudetto (contrariamente da quanto sempre dichiarato da Conte) e, vedendo il cammino nerazzurro, pian piano la possibilità di competere per il titolo si è ridotta. Dunque, è come se fino a questo momento i campani abbiano dato il 100% e ora, accorgendosi di non riuscire a rimontare, abbiano gettato un po’ la spugna: occhio però al posto Champions, ancora non pienamente al sicuro.
Roma vs Atalanta
In serata va in scena una sfida delicatissima per l’Europa, che vede la Roma ospitare l’Atalanta. È una partita molto delicata anche per Gasperini, che da una parte affronta il proprio passato, la società in cui è migliorato e in cui si è tolto tante soddisfazioni, dall’altra è anche vittima di alcuni striscioni un po’ polemici da parte dei tifosi giallorossi, che non hanno apprezzato lo scontro verbale tra il tecnico di Grugliasco e Claudio Ranieri, specie in un momento così importante della stagione. Avvio disastroso dei giallorossi, che dopo 12 minuti vanno in svantaggio: brutto errore in disimpegno di Hermoso, con De Roon che recupera palla: il capitano atalantino serve subito Krstovic, che stoppa e, senza neanche guardare la porta, conclude, pescando l’angolino. Rete meravigliosa del montenegrino, che arriva così in doppia cifra in Serie A. La Magica prova a lasciarsi tutto alle spalle e a ripristinare velocemente l’equilibrio, grazie a un Soulé molto attivo: l’argentino ci prova due volte dal limite, ma senza creare grossi grattacapi alla retroguardia nerazzurra. Il rischio più grande per Carnesecchi e compagni è al minuto 24: ottima combinazione tra El Shaarawy e Malen, con l’olandese che viene servito a tu per tu con il portiere ma lo colpisce in pieno, grazie a una splendida uscita a valanga dell’ex Cremonese. La Dea non resta però a guardare e, al 33’, ha una grandissima opportunità per raddoppiare: Ederson ruba il pallone ad El Aynaoui sulla fascia destra, poi rientra per evitare la scivolata del marocchino e infine cerca di ingannare Svilar con la punta, ma l’estremo difensore belga naturalizzato serbo si supera. I giallorossi cercano di penetrare nell’attentissima difesa avversaria e ci riescono al fotofinish del primo tempo: Celik crossa con il mancino a rientrare, Rensch fa la sponda ed Hermoso si coordina alla perfezione, rimediando all’errore iniziale con una girata perfetta. Nella ripresa si potrebbe immaginare una sfida ricca di occasioni come nel primo tempo, ma non possiamo che restare delusi: le uniche chances sono per i capitolini, con Carnesecchi che devia una bella conclusione di Malen da posizione più che defilata e con Hermoso che sfiora la doppietta, prendendo la parte alta della traversa con un bel colpo di testa. Roma e Atalanta si dividono la posta in palio, con un pareggio che non fa contenta nessuna delle due.
Cremonese vs Torino
La domenica si apre con la sfida salvezza dell’ora di pranzo tra Cremonese e Torino. Allo Zini la Cremo è affamata di punti se vuole restare nella massima serie per il secondo anno consecutivo, impresa che non riesce dalla stagione 1994/1995. Il primo tempo è però molto bloccato, con pochissime occasioni e un ritmo molto basso. Nella ripresa cambia lo scenario, al minuto 61: corner a uscire di Vandeputte, sponda quasi casuale e anticipo di Baschirotto ai danni di Paleari, con il pallone che termina in fondo alla rete. Sembra tutto fatto per il vantaggio dei grigiorossi, ma il direttore di gara Fabbri viene richiamato al monitor per il tocco del capitano della Cremo. Guardando il replay si vede come l’ex Lecce anticipi Paleari per una frazione di secondo, ma forse viene mostrato dal VAR La Penna e dall’AVAR Doveri un frame errato, in cui sembra che il portiere granata sia in possesso del pallone. Ad ogni modo, i padroni di casa hanno tanto da recriminare, ma devono lasciarsi l’episodio alle spalle se vogliono vincere la partita. Non è però facile e, di fatti, il momento in cui i grigiorossi tornano ad attaccare con convinzione è durante i minuti di recupero: prima Okereke conclude debolmente da fuori area, poi Bonazzoli non inquadra lo specchio. Nel mezzo una super chance per i piemontesi, con Sandro Kulenovic: il croato guida la ripartenza e, appena entrato in area, fa partire un bel diagonale, su cui Audero risponde da campione. Termina 0-0 tra Cremonese e Torino, con i lombardi che si portano, seppur provvisoriamente, a +1 sul Lecce.
Verona vs Milan
Alle 15 il Milan gioca a Verona, con i gialloblu ormai prossimi alla retrocessione. È una sfida da non sottovalutare per la squadra di Allegri, che è reduce da 3 sconfitte nelle ultime 4, perché le avversarie potrebbero avvicinarsi in queste ultime giornate ancora da giocare. I rossoneri hanno la ghiotta opportunità di agganciare il Napoli al secondo posto ma faticano a rendersi pericolosi: qualche squillo dalle parti di Montipò ma niente che possa minacciare la porta scaligera. Tuttavia, al 41’, arriva il vantaggio: Rabiot entra in possesso a centrocampo e allarga per Leao: il francese si lancia nello spazio e viene servito dall’ex Lille con un passaggio millimetrico, sul quale è molto bravo a pescare l’angolo alla sinistra del portiere. Come un fulmine a ciel sereno ecco l’1-0, che porta la firma di Adrien Rabiot per la sesta volta in stagione. Anche nella ripresa ci sono pochissime occasioni come nel primo tempo, con l’unica situazione degna di nota che è la rete annullata a Gabbia per un fuorigioco considerato attivo da parte del Bebote Gimenez. Da segnalare però un brutto momento all’inizio del secondo tempo, con diversi ululati razzisti rivolti in particolar modo a Maignan e a Leao. Dispiace che ancora si debba parlare di episodi del genere, ma finché non verranno individuati i responsabili e non verranno impartite pene esemplari, si continuerà ad avere un evidente problema razzismo: punire tutta una curva per colpa di una parte dei tifosi è ingiusto e dietro al gruppo si nascondono i colpevoli, mentre se venissero individuati sarebbe di certo un primo passo verso l’eliminazione del problema. Massima resa con il minimo sforzo per il Diavolo, che porta a casa 3 punti fondamentali soprattutto a livello morale.
Pisa vs Genoa
Alle 18 va in scena Pisa-Genoa. Match molto divertente, con le Torri che vanno in vantaggio dopo 19 minuti: gran corner a uscire di Angori e stacco imperioso di Canestrelli, che trova il primo gol in carriera in Serie A. Il gol dà coraggio ai nerazzurri, che insistono: un calcio d’angolo a favore dei liguri si trasforma in una gigantesca occasione per i padroni di casa, con Angori e Tramoni che si ritrovano soli contro Bijlow. Ma Angori sbaglia tutto, decidendo egoisticamente di calciare anziché servire il compagno, che avrebbe comodamente appoggiato nella porta vuota. Da sottolineare, ad ogni modo, il gran riflesso dell’ex estremo difensore del Feyenoord, i cui meriti sono comunque parecchi. Passano i minuti e, al 41’, arriva il pari: rimessa lunga di Martìn e appoggio di Colombo per Baldanzi, che serve orizzontalmente Ekhator: l’italo-nigeriano classe 2006 conclude di prima intenzione, incastrando il pallone all’incrocio dei pali. Azione meravigliosa del Grifone e gol splendido di Ekhator, il quarto in stagione. A fine primo tempo c’è spazio per un’altra, enorme chance, stavolta sul mancino di Colombo, che fa tutto bene ma non inquadra il bersaglio per centimetri. E nella ripresa ecco l’episodio che permette ai rossoblu di completare la rimonta: ottima palla di Ekhator per Baldanzi, la cui conclusione viene respinta con un braccio da parte di Canestrelli. Crezzini è sicuro e indica immediatamente il dischetto, nonostante le immagini ci trasmettano più di un dubbio: c’è sicuramente il tocco con la mano, ma d’altra parte è anche vero che è una posizione congrua, con il braccio che poggia sul terreno di gioco a causa dell’intervento in scivolata del numero 5 nerazzurro. Comunque, dagli 11 metri va Colombo, che toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali e fa volare il Genoa. È una vittoria fondamentale per la squadra di De Rossi, che si porta a +12 ed è quasi aritmeticamente salva, mentre per il Pisa si avvicina sempre di più la retrocessione in Serie B.
Juventus vs Bologna
In serata la Juventus ospita il Bologna, con la voglia di sfruttare il passo falso del Como e portarsi a +5 dal quinto posto con 5 partite ancora a disposizione; d’altra parte c’è la squadra di Vincenzo Italiano, reduce dalla pesantissima sconfitta per 4-0 al Villa Park. Avvio fortissimo dei bianconeri, che dopo appena 90 secondi la sbloccano: azione insistita, con Kalulu che poi crossa dalla trequarti e David anticipa tutti, toccando il pallone quel tanto che basta per indirizzarlo alle spalle di Ravaglia. La partita è così in discesa per la Vecchia Signora, che però non si accontenta del margine minimo: al 23’ è prodigioso Ravaglia nell’1 vs 1 con Conceicao, mentre al 33’ l’ex portiere del Frosinone viene salvato dalla traversa: Holm raccoglie una respinta al limite dell’area e si coordina alla perfezione, venendo però fermato dal legno. Nella ripresa i felsinei cercano di affacciarsi dalle parti di Di Gregorio ma con scarsi risultati: da annotare solamente una conclusione che termina di poco a lato da parte di Orsolini, al minuto 47. E, al 57’, ecco che arriva il doppio vantaggio: altra azione prolungata da parte dei piemontesi, con la sfera che poi carambola sul destro di McKennie: il texano è bravissimo a dare uno sguardo a centro area e a servire con i tempi giusti l’inserimento di Khephren Thuram, che di testa chiude i conti. Nel tempo ancora a disposizione i felsinei vanno a un passo dal gol che avrebbe potenzialmente potuto cambiare l’ultima mezz’ora di gioco, ma non la concretizzano e dunque il finale è di ordinaria amministrazione. La grande chance non sfruttata è costruita molto bene, ma pecca nel tentativo finale: Moro allarga alla perfezione per Orsolini, che punta Kelly e poi premia la sovrapposizione di Zortea: l’ex Cagliari mette un pallone forte e teso a centro area sul quale Castro buca mentre Rowe no, che però centra in pieno il montante da pochi passi. Vittoria dal sapore di Champions League per la Juventus, che ora cerca di lasciarsi alle spalle le avversarie e mette una seria ipoteca sulla qualificazione nella massima competizione europea.
A chiudere la 33esima giornata il posticipo tra Lecce e Fiorentina, con i giallorossi che devono rispondere al pareggio della Cremonese e con la viola che può dare una spallata decisiva alla zona retrocessione, con l’ultimo posto in classifica che è ormai soltanto un (brutto) ricordo.
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