Il commentone della 38esima giornata di Serie A

Sono Roma e Como le altre due squadre che affronteranno la Champions League nella prossima stagione: i lariani superano al fotofinish il Milan, che perde clamorosamente in casa contro il Cagliari. In zona retrocessione, il Lecce resta in Serie A, mentre la Cremonese saluta la massima serie dopo un solo anno.
Fiorentina vs Atalanta
La 38esima e ultima giornata si apre al Franchi, dove si affrontano Fiorentina e Atalanta. I primi 45 minuti vedono quasi un assalto totale della Dea, che però non riesce a trovare la via del gol grazie a uno straordinario Christensen: l’estremo difensore danese, all’esordio stagionale in campionato, è decisivo con alcuni interventi, che tengono a galla i viola. E, alla prima vera occasione gigliata, ecco che arriva la beffa per la squadra di Palladino: filtrante di Brescianini per Piccoli, che lascia sul posto Hien con un bel gioco di gambe e infila Sportiello sul primo palo, che si fa sfuggire il pallone dalle mani. Brutta papera dell’ex, che con la maglia della Fiorentina ha collezionato 39 presenze nell’arco di due stagioni, tra il 2016 e il 2018. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match: i padroni di casa lasciano il pallino del gioco agli orobici, che non vogliono concludere la stagione con una sconfitta. Tuttavia, sulla strada dei nerazzurri si frappone sempre il solito Christensen, che, a fine partita, riceverà il premio di migliore giocatore dell’incontro: da evidenziare, in particolare, il miracolo al minuto 77, che strozza in gola l’urlo di gioia di Sulemana. Ad ogni modo, dopo tantissime chances promettenti, arriva la rete della parità: Zappacosta riceve sulla destra, arriva sul fondo e cerca Scamacca a centro area, con Comuzzo che lo anticipa ma devia il pallone all’interno della propria porta. Finisce 1-1 tra Fiorentina e Atalanta, con un rendimento ben al di sotto delle previsioni di inizio anno per entrambe.
Bologna vs Inter
Si conclude a Bologna la stagione trionfale dei nuovi Campioni d’Italia. Partono forte i felsinei, che cercano di fare bella figura contro i nerazzurri. Ma ad andare in vantaggio sono proprio gli uomini di Chivu: Dimarco si incarica della battuta di un calcio di punizione da poco più di 20 metri e incastra il pallone all’incrocio dei pali, con Skorupski che sfiora soltanto. Con ben 7 gol e 18 assist, Federico Dimarco dimostra ancora una volta di essersi meritato il premio come miglior giocatore del campionato, avendo anche stabilito il record assoluto di passaggi vincenti in una singola stagione di Serie A. I rossoblu però non ci stanno e si gettano all’attacco, pareggiando immediatamente i conti: Castro punta in campo aperto Carlos Augusto e De Vrij, con l’olandese che ferma l’ex Velez: il pallone schizza buono per Bernardeschi, che da pochi passi trafigge Martinez. E in chiusura di primo tempo arriva anche il sorpasso: traversone di Bernardeschi che viene liberato dalla difesa meneghina, con la sfera che termina sul mancino di Pobega: l’ex Milan non colpisce molto bene ma le deviazioni prima di Sucic e poi di Lautaro ingannano Martinez, preso completamente in controtempo. La seconda metà di gara riprende da dove ci aveva lasciato: altra scorribanda offensiva degli emiliani e altro gol, con Zielinski che interviene in scivolata e sorprende il proprio portiere, non perfetto nella circostanza. È una partita che non conta ormai più nulla, ma la capolista non vuole chiudere la stagione con un ko: da una splendida giocata di Diouf al 64’, che spezza un raddoppio passando con un tunnel ai danni di Miranda, accorcia le distanze Pio Esposito, che sigla un tap-in facile dopo il palo colpito dall’ex Lens. Doppia cifra stagionale per il prodotto del settore giovanile, che si toglie una grande soddisfazione alla prima annata nella massima serie. Il Biscione sembra un po’ spento ma è sempre Diouf a riaccenderlo: al 70’ il francese sfiora il palo, mentre all’86’ ripristina l’equilibrio: splendida imbucata di Topalovic per il 17, che brucia Miranda in velocità e poi scarica un missile sotto alla traversa, peraltro con il piede debole. Da segnalare l’ottimo ingresso anche dei giovani nerazzurri: Topalovic molto bravo a servire l’assist, Cocchi attento nelle letture difensive e grintoso. Grande spettacolo offerto da Bologna e Inter, che regalano un pirotecnico 3-3.
Lazio vs Pisa
Alle 20.45 di sabato giocano Lazio e Pisa. Parte fortissimo l’Aquila, con Semper protagonista assoluto in almeno tre occasioni, ma ad andare in vantaggio sono le Torri: ottima transizione dei nerazzurri, traversone di Aebischer e grande stacco aereo di Moreo, che sigla la settima rete in campionato alla prima stagione in Serie A. I capitolini vengono tenuti a galla da un super riflesso di Furlanetto ai danni di Angori e riescono a pareggiare i conti al 33’: splendida giocata di Belahyane e appoggio a rimorchio per Dele-Bashiru, che controlla alla perfezione e poi piazza all’angolino, con Semper che stavolta non può nulla. Passano appena 2 minuti e la rimonta si concretizza, con il giocatore più atteso che va a segno: uno-due tra Pedro e Noslin, con lo spagnolo che, dal limite dell’area, beffa il portiere con il mancino. 209 presenze, 39 gol e 19 assist: queste le statistiche di Pedro con i biancocelesti, che saluta dopo 4 stagioni e uno storico passaggio dalla Roma alla Lazio. Nella ripresa l’unica emozione è il commovente saluto al classe ’87, con pochissime occasioni e il risultato che non varia. Vittoria interna per la Lazio, che probabilmente saluterà anche Maurizio Sarri a fine stagione; ultima gara anche per il Pisa, che l’anno prossimo cercherà di combattere per tornare nella massima serie.
Parma vs Sassuolo
La domenica si apre con la sfida dell’ora di pranzo tra Parma e Sassuolo. Primo tempo molto combattuto, con tantissime occasioni per i padroni di casa nei primi 20 minuti, ma la chance più grossa è per i neroverdi: splendido anticipo di Nzola sul primo palo, con l’angolano che colpisce il legno in allungo. Nella ripresa prevale la voglia di vincere dei crociati, che viene premiata all’80’: Almqvist riceve da Sorensen e la mette al centro per Pellegrino, che di testa trova il dodicesimo gol stagionale con i gialloblu. Termina con un successo il campionato del Parma, mentre il Sassuolo, nonostante la sconfitta, si piazza 11esimo.
Napoli vs Udinese
Alle 15 giocano gli ex Campioni d’Italia, con Conte alla partita d’addio dopo uno Scudetto, una Supercoppa e un secondo posto. Gli azzurri partono con il piede sull’acceleratore e, dopo qualche buona occasione, trovano il meritato vantaggio: imbucata con il contagiri di De Bruyne per Hojlund, che trafigge Okoye con un preciso diagonale. Nel secondo tempo l’unico momento saliente è il cartellino rosso per Kabasele: il belga trattiene vistosamente Hojlund e, poiché l’ex Atalanta resiste all’assalto, decide di stenderlo con un calcione intenzionale, a palla lontana. In un primo momento il direttore di gara Zanotti, all’esordio in Serie A, decide di ammonire l’ex Watford, ma poi, dopo aver rivisto le immagini al monitor, cambia il colore del cartellino. Vittoria di misura anche per i partenopei, che chiudono la stagione alle spalle dell’Inter.
Lotta Champions e Lotta Salvezza
In serata si affrontano, in contemporanea, tutte le squadre che inseguono i propri obiettivi, con la corsa Champions e la corsa salvezza che si intrecciano: Milan-Cagliari, Verona-Roma, Torino-Juventus, Cremonese-Como e Lecce-Genoa. Le gare iniziano tutte con un po’ di ritardo, dovuto agli scontri pomeridiani a Torino: un tifoso bianconero è stato colpito da un oggetto contundente (da capire se una bottiglia di vetro o un lacrimogeno) ed è stato trasportato prima all’ospedale Mauriziano, poi alle Molinette, in codice rosso per un trauma cranico. A creare ancora più confusione è il tifo organizzato della Vecchia Signora, che chiede ai giocatori di non giocare minacciando una possibile invasione di campo: alla fine il calcio d’inizio viene rimandato di un’ora e il settore ospiti si svuota. Nel frattempo, iniziano tutte le altre gare. Pronti, via e si sblocca subito il parziale a San Siro: lancio lungo di Tomori, spizzata di Gimenez e diagonale perfetto di Saelemaekers, che torna al gol dopo 197 giorni di astinenza. E, dopo pochissimi minuti, si stappa anche il match di Via del Mare: grande imbucata di Ramadani per Cheddira, che resiste alla carica di Otoa ma centra in pieno Leali: il pallone diventa buono per Banda, che si defila sul destro, si ostacola un po’ con Pierotti ma poi, con grande caparbietà, infila l’estremo difensore del Grifone. Sembra una serata tranquilla sia per il Lecce che per il Diavolo, ma come spesso è capitato durante la stagione, la squadra di Max Allegri si chiude in difesa e lascia il pallino del gioco in mano agli avversari. Ne approfitta il Casteddu: al 19’ è super Maignan sul tiro a giro di Gaetano, ma sul corner seguente non può nulla sulla deviazione sottoporta di Borrelli, che deposita in rete dall’interno dell’area piccola. Tutto da rifare, dunque, per i rossoneri. Intanto, al 35’, arriva anche il vantaggio lariano a Cremona: Diao supera in velocità Terracciano e mette in mezzo per Douvikas, con Audero che salva con un miracolo; l’azione non finisce qui e Jesus Rodriguez ci prova dal limite: il tiro dello spagnolo è un po’ strozzato ma colpisce Grassi, che inganna il proprio portiere. A Verona fatica la Roma di Gasperini, che non riesce a trovare il bandolo della matassa: oltre a una bella parata di Montipò su punizione di Dybala, l’occasione più ghiotta è sul destro di Bowie, che con una finta di corpo elude l’intervento di Ghilardi ma sbatte su un monumentale Svilar. La situazione all’intervallo è la seguente: Milan, Roma e Como a pari punti, con le prime due che sarebbero qualificate in Champions, mentre servirebbe un miracolo alla Cremonese, vicinissima alla Serie B. Via libera per il secondo tempo e, contemporaneamente, inizia anche il derby della Mole, con la Juventus che ha speranze ormai più che ridotte. Avvio di ripresa aggressivo per il Como, che trova subito il raddoppio: Smolcic recupera il pallone sulla trequarti e imbuca per Rodriguez, bravissimo ad alzare la testa e a servire il tutto solo Douvikas. Quattordicesima rete in campionato per il greco, che stacca Malen e si posiziona al secondo posto in classifica marcatori. La Cremo è ormai completamente abbattuta e demoralizzata, ma un contrasto riapre tutto: Vardy prende posizione davanti a Ramon in area di rigore e subisce un contatto, che Maresca ritiene falloso. Penalty leggero, della cui trasformazione si incarica Bonazzoli: il prodotto del settore giovanile dell’Inter non sbaglia, concludendo al centro della porta e spiazzando Butez. Ma gli episodi più importanti per gli equilibri europei arrivano al Bentegodi: prima Dybala viene steso al limite dell’area da Valentini, che riceve il secondo cartellino giallo, poi Sozza assegna un calcio di rigore ai giallorossi dopo revisione al VAR: è netto il tocco con il braccio di Bowie in area, in posizione innaturale e dunque punibile. Dagli 11 metri va Malen, che però calcia a mezza altezza e non angolando troppo: è bravissimo però Dybala ad arrivare sulla respinta e a riproporre per l’olandese, che insacca a porta vuota. 14esimo centro anche per l’ex Dortmund, che pareggia lo score di Douvikas nonostante abbia giocato solamente il girone di ritorno. La notizia più clamorosa arriva, però, da Milan-Cagliari, con i rossoblu che completano la rimonta al 57’: punizione battuta da Gaetano che diventa buona per Borrelli, bravo a coordinarsi velocemente ma Maignan salva: la sfera resta in zona pericolosa e arriva sulla testa di Juan Rodriguez, che da pochi metri spinge in porta e realizza la prima rete in assoluto in Serie A. Quasi in contemporanea si sblocca anche il derby: splendida percussione palla al piede di Thuram e servizio per Vlahovic, che, anche grazie a una deviazione, spiazza Paleari. Nel mentre, il Como si mette al sicuro, blindando la qualificazione: al 74’ viene assegnato un rigore alquanto dubbio per un’entrata in gioco pericoloso, anche se è più Douvikas ad andare verso il piede di Grassi che non il contrario. Proteste feroci dei giocatori grigiorossi, con Maresca che espelle Djuric e Okereke (in panchina) e anche Grassi. Dal dischetto è glaciale Da Cunha, che calcia centralmente come Bonazzoli. E, al minuto 81, il brasiliano realizza la doppietta personale: riceve palla al limite, se la sposta sul mancino e trafigge Audero sul primo palo, mandando in estasi il settore riservato ai tifosi biancoblu. Anche la Roma chiude i giochi, al 92’: splendida ripartenza guidata da Dybala, che poi serve El Shaarawy con il tacco: il Faraone trafigge in diagonale Montipò, regalando la Champions alla Magica all’ultima partita con i capitolini. I verdetti sono ormai più che chiari, con la Juventus che viene informata dei risultati delle avversarie e torna in campo per il secondo tempo con uno spirito diverso: i bianconeri sono condannati all’EL e l’esito del derby diviene ininfluente ai fini della classifica. Ciononostante, a inizio ripresa arriva il raddoppio: ottima ripartenza del duo Conceicao-Vlahovic, con il portoghese che arriva al limite dell’area e poi serve l’ex Fiorentina, bravo a piazzare all’angolino con il piatto del piede destro. Tuttavia, come detto, gli uomini di Spalletti sono mentalmente più distaccati nei secondi 45 minuti e subiscono il pari: al 60’ Casadei dimezza lo svantaggio da corner, con un gran colpo di testa che prende in controtempo Perin, mentre il 2-2 arriva all’84’: altro calcio d’angolo e altra incornata di Casadei, con Perin che stavolta salva; il pallone resta però in area e il più lesto è Che Adams, che non fallisce da pochi passi e conserva l’imbattibilità contro la Vecchia Signora dopo lo 0-0 dell’andata.
Si chiude così il campionato, con i rispettivi verdetti: l’Inter vince il titolo e giocherà la prossima Champions League assieme a Napoli, Roma e Como, alla prima storica qualificazione nella massima competizione europea; Milan e Juventus vanno invece in Europa League, mentre l’Atalanta affronterà la Conference. Infine, si salva all’ultimo il Lecce: a retrocedere saranno Pisa, Verona e Cremonese.

