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Il commentone della 6a giornata di Serie A

12 Ottobre 2026

Como e Roma pareggiano e favoriscono l'avanzata di Inter e Lazio, che restano prime e distanziano i giallorossi. Si fermano ancora sia Milan che Juve, mentre torna a vincere e convincere il Napoli. Infine, prima vittoria per Genoa e Bologna

Genoa vs Fiorentina

La Serie A riprende dopo la sosta più lunga della storia con la sfida tra Genoa e Fiorentina. Al Ferraris il Grifone insegue la prima vittoria in campionato dopo un avvio turbolento, mentre la viola vuole continuare la sua striscia di imbattibilità sotto la guida di Vanoli. Partenza a razzo dei padroni di casa, che la sbloccano dopo appena 7 minuti: gran colpo di tacco di Osmajic a liberare El Shaarawy, con De Gea che si fa trovare pronto: l’ex estremo difensore del Manchester United non è però perfetto nella respinta e favorisce Ellertsson, il cui tiro sbilenco viene girato in porta proprio da chi aveva iniziato l’azione, ovvero Osmajic. Terza rete nelle ultime quattro giornate per il montenegrino, che sta cercando di caricarsi la squadra sulle spalle in questo momento di difficoltà. I rossoblu non sono però sazi e cercano di viaggiare sulle ali dell’entusiasmo, sfruttando anche le amnesie difensive dei toscani: Osmajic ci crede su un filtrante di Traoré che sembrava facilmente leggibile, arriva sul fondo e crossa in mezzo: Ranieri è in vantaggio ma buca clamorosamente l’intervento, con Messias che ringrazia e fa 2-0 da pochi passi. Mani nei capelli per Vanoli, che in appena un quarto d’ora deve stravolgere il piano gara a causa di disattenzioni costate carissimo. I gigliati provano a svegliarsi ma sono anche un po’ sfortunati: al 19’ Gnonto dimezza lo svantaggio ma il gol viene annullato per una precedente posizione di offside di Beto, al 41’ Oulai non inquadra lo specchio della porta per centimetri e al 45’ Bijlow si distende e salva a mano aperta un piazzato di Mastantuono. Nella ripresa ci si aspetta una Fiorentina arrembante ma l’intensità diminuisce e lo spettacolo non ne beneficia. Tuttavia, una scorribanda offensiva di Jimenez frutta la rete che riapre tutto, al 73’: lo spagnolo arriva sul fondo e cerca un compagno in area, con Vasquez che, nel tentativo di chiudere la linea di passaggio, colpisce goffamente in scivolata e inganna il proprio portiere. E all’83’ arriva una super opportunità per pareggiare: dopo un po’ di confusione sulla trequarti dei liguri, Ndour si impossessa della sfera e fa partire un gran destro, che si stampa sul palo. Il Grifone riesce così a conquistare i primi tre punti stagionali, mentre la viola deve presto cancellare una prestazione non all’altezza.

Inter vs Parma

Alle 18 scendono in campo i Campioni d’Italia, che affrontano il Parma del neoarrivato Gilardino. L’Inter è fin da subito molto aggressiva, ma anche i crociati sono ben messi in campo, dividendosi bene lo spazio e aggredendo i nerazzurri quando necessario. Passano però 13 minuti e i padroni di casa trovano il vantaggio, scartando un regalo offerto dai gialloblu: Corvi e Keita non si capiscono e Sucic sradica il pallone dai piedi del belga, prima di far partire un missile che si insacca in porta dopo aver toccato anche la traversa. Ritorno da titolare con gol per l’ex Dinamo Zagabria, che spegne sul nascere le polemiche sul suo impiego. Come spesso visto in questa stagione, il Biscione non si ferma più dopo essersi sbloccato. E anche stavolta è così: al 15’ Diego Carlos si rende protagonista del più classico degli step on foot su Esposito e Bonacina, dopo revisione al monitor, assegna la massima punizione. Dal dischetto va come al solito Calhanoglu, che batte Corvi ma non senza brivido: il prodotto del settore giovanile ducale intuisce l’angolo ma la sfera gli scivola sotto al corpo, con l’Inter che raddoppia così i conti. La Beneamata è in gestione assoluta del match, spegnendo l’entusiasmo di Delprato e compagni. Ora però la squadra di Chivu si diverte e vuole far divertire: uno-due di pregevole fattura tra Esposito e Mkhitaryan, che poi imbuca per Thuram: il figlio d’arte punta la porta e, con un gran diagonale, firma il tris. Gol speciale per Tikus, nato proprio nella provincia emiliana nel pieno dell’avventura di papà Lilian con il Parma. Nella ripresa poche emozioni degne di nota: Gilardino non vuole subire altre reti per evitare che il parziale diventi troppo pesante, mentre i nerazzurri gestiscono le energie prima del tour de force che li aspetta in questo mese. Vittoria senza troppe discussioni per la capolista, che stacca Roma e Lazio in attesa delle loro partite.

Napoli vs Frosinone

In serata si affrontano Napoli e Frosinone, due squadre che hanno avuto un rendimento ben diverso rispetto alle aspettative: i partenopei hanno perso qualche punto di troppo e si trovano costretti a inseguire il trenino in vetta, mentre i ciociari hanno stupito tutti con un gioco a tratti spettacolare. Inizio di gara molto combattuto, con entrambe alla ricerca del vantaggio: alla super occasione di Hojlund, che colpisce il palo dopo un movimento splendido per smarcarsi, rispondono Oyono e Kvernadze, che si ritagliano lo spazio per calciare ma concludono senza precisione. È però al 25’ che arriva l’episodio che cambia tutto: Hojlund scatena tutto il proprio strapotere fisico, prende posizione ai danni di Cittadini e viene toccato in area, con Feliciani che indica il dischetto. Situazione al limite: il contatto c’è ma sembra troppo poco per vedere fischiato un calcio di rigore, specialmente per via del metro di valutazione adottato prima della sosta. Ad ogni modo, dagli 11 metri si presenta Hojlund, che viene però ipnotizzato da Palmisani. Passa però qualche manciata di secondi e il direttore di gara ordina la ripetizione del penalty, proprio a causa della posizione dell’estremo difensore giallazzurro: il classe 2004 aveva entrambi i piedi oltre la linea di porta. Sul dischetto stavolta si presenta il vero rigorista designato, Kevin De Bruyne, che con freddezza spiazza il portiere e sigla la sua seconda rete in campionato dopo quella contro il Genoa alla prima giornata. L’episodio taglia completamente le gambe alla formazione di Alvini, che esce mentalmente dal match: dopo appena 3 minuti arriva il raddoppio firmato da Noa Lang, che si fa trovare al posto giusto nel momento giusto e deposita in porta. Prima della fine della prima frazione gli azzurri hanno più di un’opportunità per aumentare lo score, ma senza fortuna: prima Palmisani salva su Lang, poi Neres manca il bersaglio per un soffio. Nella ripresa i campani cercano di amministrare le fasi della gara senza sbilanciarsi in attacco, per evitare che i Canarini possano tornare in partita: la chance più grande per Bracaglia e compagni è al minuto 90, con Bobcek che liscia un tap-in a porta quasi sguarnita dopo una grande giocata dell’ex Zerbin. E nel recupero arriva anche il terzo gol: buon movimento di Giovane e palla perfetta per De Bruyne a centro area, che non si fa pregare e firma la doppietta personale. Allegri vince e convince dopo le critiche di inizio stagione, anche se la notizia più importante non è il risultato: McTominay torna in campo dopo l’intervento di ablazione cardiaca di inizio settembre, con un rientro in tempi record rispetto alle previsioni iniziali dello staff medico.

Como vs Roma

All’ora di pranzo di domenica va in scena il big match di giornata, che mette di fronte due delle squadre più in forma di questo campionato: il Como è chiamato a riscattare il ko esterno contro il Frosinone ma è anche galvanizzato dall’esordio in Champions League, mentre la Roma vuole rispondere all’Inter e restare attaccata alla vetta della classifica. Como-Roma è anche un match che contrappone due dei tecnici più bravi della nostra Serie A: Fabregas ha fortemente creduto nel progetto comasco e ha portato i lombardi dalla Serie B alla Champions, mentre Gasperini negli anni è riuscito a innalzare sempre più il livello del suo gioco fino ad arrivare a conquistare anche il primo storico trofeo europeo della storia dell’Atalanta, vale a dire l’Europa League. Partenza a razzo fin dai primi minuti, con occasioni da entrambe le parti: alla conclusione debole e centrale di Dybala, da posizione però più che favorevole, risponde Nico Paz, con Gollini che esce a valanga e gli chiude lo spazio alla perfezione. Ma l’occasione migliore arriva qualche minuto più tardi, all’11’: Dybala recupera palla sulla trequarti avversaria e appoggia per Koné, che difende il pallone con il fisico e poi lo scarica per Pellegrini: il capitano giallorosso non ci pensa due volte e fa partire un destro a giro di prima intenzione, che scheggia il palo e termina sul fondo. La gara si spegne un po’ nei minuti seguenti e l’incontro diventa più bloccato, con le due squadre che non vogliono concedere spazi agli avversari: l’unica, altra, vera opportunità è al 24’ per Malen, che viene imbeccato sul filo del fuorigioco, se la porta avanti con la testa, salta anche Butez ma poi conclude sull’esterno della rete da posizione defilata. Tuttavia, nella ripresa arriva il colpo di scena, dopo 8 minuti: Malen vince un duello con Ramon ma si allunga la sfera, cercando di servire in scivolata Molina. L’ex attaccante del Borussia Dortmund non si accorge però del rientro di Kaiki, che arriva per primo sul pallone vagante e viene travolto dall’olandese: Fabbri non ha dubbi ed estrae immediatamente il cartellino rosso, con Malen che resta incredulo. Rivedendo bene l’episodio, il direttore di gara giudica correttamente nella circostanza, punendo la vigoria sproporzionata dell’intervento, che mette a rischio l’incolumità dell’avversario, nonostante Malen tocchi anche il pallone prima di colpire l’esterno brasiliano. Resta quindi in 10 uomini la Magica, con oltre mezz’ora ancora da giocare. I lariani hanno un’occasione ghiottissima, ovvero quella di poter sfruttare la superiorità numerica per avvicinarsi alla testa della classifica: la retroguardia capitolina è però molto attenta, concedendo solo conclusioni dalla distanza, mai veramente pericolose. Alla sesta giornata e, più precisamente, alla 54esima partita, arriva il primo 0-0 del nostro campionato, in una sfida in cui difficilmente si poteva prevedere questo risultato a bocce ferme.

Lazio vs Monza

Alle 15 si giocano Lazio-Monza e Lecce-Bologna. All’Olimpico la Lazio vuole continuare a sognare, alla ricerca di una vittoria che le permetterebbe di condividere la vetta della classifica con l’Inter. Pronti, via e si sblocca subito l’incontro: Noslin emerge dal traffico e appoggia per Nuno Tavares al limite, che scaraventa il pallone in porta con una potenza incredibile. Primo gol in maglia biancoceleste per il portoghese, che non segnava addirittura da 1330 giorni: l’ultima volta risale al febbraio del 2023, con una rete decisiva nella vittoria del Marsiglia contro il Tolosa. È evidente che i capitolini siano in fiducia e provano anche delle giocate tecnicamente non banali: ha fatto un gran lavoro Gattuso fin qui, in un ambiente molto complicato soprattutto per via dello sciopero del tifo laziale contro il proprio presidente Lotito. E al 23’ arriva il raddoppio: Taylor giganteggia a centrocampo e poi offre a Noslin, che alza la testa e vede smarcato Isaksen dall’altra parte: il danese calcia a giro di prima intenzione, pescando l’angolino e sorprendendo Tornqvist. Ma è a ridosso del 34’ che arriva l’episodio decisivo: i brianzoli attaccano e chiedono un calcio di rigore, ma Collu lascia correre; sul ribaltamento di fronte Noslin anticipa Lucchesi e prende posizione, con il difensore italiano che lo trattiene in campo aperto: ineccepibile l’espulsione per Dogso, che condanna i biancorossi a giocare più di un tempo in inferiorità numerica. Nella ripresa succede però di tutto: dopo neanche un giro d’orologio i lombardi tornano in partita, con un bel colpo di testa di Goglichidze dall’interno dell’area piccola. Moto d’orgoglio degli uomini di Juric, che vogliono cercare di ripristinare l’equilibrio nonostante l’uomo in meno. Nei minuti subito seguenti la retroguardia dell’Aquila viene messa a dura prova, con diverse occasioni in pochi minuti: al 50’ Mandas disinnesca un contropiede da manuale con un po’ di fortuna, con la palla che rimbalza davanti alla linea di porta ed esce fuori a seguito di un intervento non perfetto; al 55’ Birindelli spreca un’altra, ottima ripartenza, strozzando la conclusione da posizione ghiotta; al 57’ serve invece un miracolo di Mandas per scongiurare la beffa, ribattendo l’incornata di Dany Mota con un gran colpo di reni. L’atteggiamento del primo quarto d’ora della ripresa non deve essere sicuramente piaciuto a Gattuso, che continua a sbracciarsi in panchina per cercare di far tornare l’attenzione in campo. Nel finale i padroni di casa hanno molte occasioni per chiudere i conti: prima Tornqvist salva un gran tiro a giro di Zaccagni, poi il palo strozza in gola l’urlo di gioia di Isaksen. Ma a due minuti dal 90’ arriva il gol della sicurezza: grande lavoro della catena di sinistra, con Pedraza che è bravo a sovrapporsi internamente e a metterla a centro area per Pinamonti, che da pochi passi graffia il tabellino per la prima volta da giocatore della Lazio. Zaccagni e compagni tengono il passo dell’Inter, non senza affanno contro un Monza a cui va riconosciuta grande tenacia.

Lecce vs Bologna

Al Via del Mare si affrontano Lecce e Bologna, entrambe alla ricerca di punti e certezze. Inizia meglio la formazione di Palladino, che al 17’ trova il vantaggio: bella giocata di Cambiaghi e cross morbidissimo sul secondo palo per Orsolini, che si coordina alla perfezione e, in semirovesciata, trafigge Falcone, che non riesce a trattenere il pallone. Gol splendido dell’ascolano, al rientro da titolare dopo l’infortunio contro l’Atalanta alla terza giornata. I rossoblu provano a sfruttare l’inerzia e hanno qualche chance di raddoppiare prima dell’intervallo: Zortea e Miranda sollecitano i riflessi di Falcone, che non si fa superare e salva il risultato. Nel secondo tempo la squadra di Eusebio Di Francesco torna dagli spogliatoi con voglia e coraggio, che viene premiato al 64’: lancio di Danilo Veiga e anticipo di Fatah su Pessina, che esce completamente fuori tempo e viene beffato dall’ala svedese. Il gol ripristina l’equilibrio, che però dura solo 10 minuti: splendida apertura di Orsolini per Cambiaghi, che arriva sul fondo e mette un pallone solo da insaccare sul destro di Enem, bravo a smarcarsi e a siglare il più comodo dei tap-in. Prima vittoria in campionato per i felsinei, che hanno sfruttato la sosta per assimilare quante più nozioni possibili sugli schemi del nuovo allenatore.

Sassuolo vs Milan

Alle 18 il Milan viene ospitato dal Sassuolo, storica bestia nera del Diavolo: i rossoneri hanno vinto solo 13 volte in 26 precedenti, con 8 vittorie dei neroverdi e le restanti finite in pareggio. Insomma, una gara mai banale per la squadra di via Aldo Rossi. Primo tempo molto bloccato, con tanti errori tecnici e continue interruzioni: sembra che dopo la sosta la linea arbitrale abbia subito qualche modifica, con un maggior numero di falli fischiati e una conseguente diminuzione del tempo effettivo di gioco. Dunque, come detto, i primi 45 minuti non sono giocati all’insegna del divertimento e della spettacolarità, con le due formazioni che sostanzialmente si annullano: le occasioni migliori arrivano nel maxi recupero (ben 7 minuti, a causa degli infortuni di Gabbia e Leysen): è attento Muric sulle due conclusioni velenose ma centrali di Ramos, così come è bravo a mandare in corner un colpo di testa ravvicinato di Pavlovic. Nella ripresa serve qualcosa in più se si vogliono creare i presupposti per segnare. E al 63’ arriva il gol del vantaggio: costruzione a tre tra Pulisic, Modric e Rabiot, che lascia sfilare e poi scarica un missile sotto alla traversa, beffando Muric sul primo palo. Il nazionale francese stappa un match difficilissimo, grazie alla quinta partecipazione complessiva ai gol: l’ex Juve è alle spalle solo di Malen in questa speciale classifica, a testimonianza del ruolo chiave che riveste nel centrocampo meneghino. Passano però solo 5 minuti e al Mapei Stadium torna a regnare l’equilibrio: corner basso di Laurienté che passa tra molte gambe, con Odenthal che è il più lesto di tutti e con una zampata inganna Maignan. Termina con un pareggio un po’ incolore la sfida tra Sassuolo e Milan, con il Diavolo che si allontana sempre più dalle capoliste Inter e Lazio. Bisognerebbe forse aprire una parentesi su Amorim: il tecnico portoghese è all’inizio di un ciclo, ma le uscite stagionali fin qui sono state abbastanza deludenti. Ci si immaginava un Milan più arrembante e propositivo, ma l’abbiamo potuto osservare solo a sprazzi in queste prime 7 partite tra campionato ed Europa League: ci si aspetta un cambio di rotta nelle prossime settimane, con parecchi impegni ravvicinati che possono darci qualche indicazione sulle ambizioni stagionali dei rossoneri.

Cagliari vs Juventus

L’ultima gara del weekend è la sfida tra Cagliari e Juventus, che hanno uno stato d’animo ben diverso: il Casteddu ha realizzato la migliore partenza della sua storia, con ben 4 vittorie in 5 giornate, mentre la formazione di Spalletti è reduce da un avvio parecchio sottotono, con solo 10 punti conquistati e prestazioni poco convincenti. I rossoblu sono aggressivi fin dai primi minuti, con un pressing efficace che non permette un giro palla fluido ai bianconeri: è fondamentale il lavoro senza palla dei due trequartisti, Maldini e Massolin, che contribuiscono a creare densità in mezzo al campo. E l’attenzione degli isolani viene ripagata al 20’, con anche un pizzico di fortuna: grande percussione di Maldini, che punta la porta indisturbato senza che nessuno lo contrasti; il figlio d’arte prova allora la conclusione, che viene però murata e, a seguito di un rimpallo, termina tra i piedi di Mendy: il classe 2007 è reattivo e prezioso nella sponda per l’ex Monza, che con il piatto mancino infila Vicario da pochi passi. Forma smagliante per Daniel Maldini, alla quarta rete consecutiva in campionato. I padroni di casa cercano di sfruttare il momento favorevole e, al 32’, vanno vicini anche al doppio vantaggio: Winks fa partire una bordata dal limite, con Vicario che riesce a salvarla con la punta delle dita. Nel secondo tempo cambia però qualcosa: Spalletti striglia la squadra all’intervallo e opta per l’ingresso in campo di Zhegrova. Il kosovaro si conferma pericolosissimo, creando molti grattacapi alla difesa rossoblu: serve un super Caprile per mantenere il risultato invariato, con 3 belle parate tra il 52’ e il 64’ proprio ai danni dell’ex Lille. L’impressione è però che le opportunità non siano frutto di azioni corali, ma che derivino sempre da giocate individuali: i piemontesi sembrano quasi senza idee, continuando a tenere il pallino del gioco ma con un possesso palla sterile e fine a se stesso. Ma al minuto 81, quando ormai le energie fisiche e mentali sembrano venir meno, arriva il pari: gran movimento di Alajbegovic e bel cross a rientrare, con Kolo Muani che pizzica appena la sfera e inganna Caprile dall’interno dell’area piccola. C’è ancora speranza per la Vecchia Signora, che si getta immediatamente all’attacco: è clamorosa l’occasione all’85’, sempre sull’asse che ha portato al pareggio: Alajbegovic disegna un’altra, splendida parabola per Kolo Muani, che con il piatto colpisce incredibilmente la traversa da due passi. Finisce 1-1 tra Cagliari e Juventus, con il clima che si fa rovente dopo il fischio finale: nell’andare a salutare il tecnico avversario, Spalletti lo provoca con riferimento alle perdite di tempo: Pisacane non la prende bene e i due vengono separati dai componenti delle panchine, per poi essere puniti con l’espulsione da parte dell’arbitro Marcenaro. In conclusione, va elogiata nuovamente la prestazione della squadra di Pisacane: il Casteddu è stato bravissimo ad adattarsi alle diverse fasi della partita, con un primo tempo splendido e una ripresa più sofferta, sempre tenendo a mente il valore tecnico degli avversari.

A chiudere la sesta giornata i posticipi Atalanta-Venezia, con gli arancioneroverdi ancora alla ricerca del primo punto in campionato, e Torino-Udinese, entrambe protagoniste di un avvio non esaltante.

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