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Il commentone della 8a giornata di Serie A

26 Ottobre 2026

Nelle zone alte della classifica vincono Lazio e Inter, mentre la Roma rallenta con il Napoli e viene raggiunta dal Milan, con la vetta che ora è distante appena 4 punti. Nella lotta per non retrocedere colpaccio invece del Genoa, mentre merita una menzione la divertentissima sfida tra Atalanta e Frosinone, che termina con un clamoroso 4-4

Monza vs Torino

L'ottava giornata si apre con l'anticipo del venerdì tra Torino e Monza, entrambe reduci da grandi vittorie rispettivamente contro Parma e Cagliari. Primo tempo bloccato tra le due squadre, che faticano a imporre il proprio gioco e commettono diversi errori tecnici negli ultimi metri: manca un po' di brillantezza e lucidità, con lo spettacolo che ne risente. Ma al 39', proprio da una leggerezza in impostazione, nasce il vantaggio granata: sbaglia clamorosamente Foe Ondoa, che favorisce l'avanzata di Simeone sulla trequarti: il Cholito serve al momento giusto Fitz-Jim, che se la aggiusta e calcia sotto la traversa, trovando così il primo gol in Serie A. Nella ripresa torna prestissimo l'equilibrio, anche stavolta causato da un errore da matita blu: Comuzzo ferma Dany Mota e poi, senza guardare, appoggia alle sue spalle, sbagliando però la misura del passaggio: sul pallone vagante si avventa Varela, che con un tocco morbidissimo scavalca Perri e raggiunge Raimondo in cima alla classifica marcatori. La partita è ora aperta a ogni risultato e diventa molto combattuta. E al 61' i padroni di casa si riportano avanti: Gineitis sventaglia per Belghali, che si ritrova sulla fascia opposta a quella di appartenenza: l'esterno algerino rientra sul destro, si ferma, poi riparte e, con uno splendido tiro a giro, non lascia scampo a Tornqvist. Passano appena 11 minuti e il Toro riesce a chiuderla: Vlasic raccoglie un cross deviato di Belghali, se la sposta sul piede forte e firma la prima rete stagionale, tornando al gol in campionato a distanza di 180 giorni dall'ultima volta. Nel finale, ininfluente lo sfortunato autogol di Patterson, che inganna Perri con una deviazione goffa. Vittoria, dunque, per il Torino, che si porta a quota 13, a testimonianza dell'ottimo inizio di stagione.

Cagliari vs Bologna

Alle 15 di sabato si giocano Cagliari-Bologna e Como-Sassuolo. All'Unipol Domus si affrontano due delle tre squadre rossoblu del nostro campionato, reduci da un avvio ben diverso: il Casteddu ha 13 punti in classifica e, nonostante una brutta sconfitta nella scorsa giornata contro il Monza, si trova nella metà di sinistra della classifica; d'altra parte, invece, i felsinei hanno optato per un cambio di guida tecnica, affidando la panchina a Palladino dopo l’esperienza non convincente di Tedesco. I primi 45 minuti sono principalmente di studio, tra due squadre che non vogliono sbilanciarsi: entrambe pensano più a difendersi che ad attaccare, evitando di lasciare spazi scoperti per favorire gli avversari. Diventano perciò fondamentali le palle inattive, per smuovere le carte in zona offensiva. Ed è proprio da un calcio d’angolo che arriva il vantaggio emiliano, al 57’: corner perfetto di Miranda e incornata precisa di Casale, che prende il tempo alla retroguardia isolana e non lascia scampo all’incolpevole Caprile. Ci si aspetta ora una reazione da parte dei padroni di casa, che però faticano a trovare delle trame di gioco pulite, creando poche occasioni. Il canovaccio tattico del match resta dunque invariato e, grazie a un altro episodio, arriva il raddoppio: Bernardeschi si ritaglia dello spazio in zona centrale e carica il mancino, trovando l’opposizione con il braccio di Juan Rodriguez; rigore indiscutibile, della cui esecuzione si occupa proprio l’ex Juve: la conclusione è perfetta, spiazza Caprile e chiude i giochi. Seconda vittoria in campionato per Palladino, che ha iniziato con il piede giusto la nuova avventura.

Como vs Sassuolo

Al Sinigaglia si affrontano Como e Sassuolo, alla ricerca di punti per i propri obiettivi: i biancoblu sono in piena zona Champions, mentre i neroverdi, dopo un grande avvio, stanno affrontando un periodo di flessione. Il primo tempo non è entusiasmante, anche a causa delle fatiche settimanali degli uomini di Fabregas: sono in pochi ad aver giocato in carriera ogni tre giorni, con la gestione delle energie che diventa fondamentale per prevenire gli infortuni muscolari. L’unica chance degna di nota della prima metà di gara arriva al 14’, sul destro di Douvikas: il greco aggancia in area, si gira e prova a concludere verso la porta, con la sfera che viene deviata e colpisce l’incrocio dei pali prima di terminare sul fondo. Fabregas si rende conto però che, continuando così, sarebbe molto complicato portare a casa i 3 punti, per cui cerca di scuotere i suoi all’intervallo. E i frutti si vedono immediatamente: manovra avvolgente dei lariani, con Caqueret che chiede e ottiene l’uno-due da Kaiki: il centrocampista ex Lione è molto lucido nella scelta, mettendo in mezzo un pallone solo da appoggiare in porta per Douvikas, che non può sbagliare dall’interno dell’area piccola. I lombardi alzano i giri del motore, per mettere il risultato in cassaforte e per vivere un finale di partita tranquillo: al 53’ altra grande occasione, con Turati che è attento su Addai e con l’ex Van der Brempt che è provvidenziale nell’immolarsi sul colpo di testa a botta sicura di Caqueret. Il gol è però nell’aria e arriva, al 60’: Kaiki anticipa secco Berardi, lascia sul posto Caleta-Car con un tunnel e appoggia a rimorchio per Douvikas, che in scivolata non si fa pregare e firma la doppietta personale. Cinque gol in campionato e tre in Champions per Anastasios Douvikas, che si conferma bomber da area di rigore e punto fermo dei biancoblu. Nel finale Milla e Ramon sfiorano il tris con due azioni fotocopia, non cambiando però il risultato. Vittoria con il minimo sforzo per il Como, mentre continua il periodo nero del Sassuolo, con l’ultima vittoria che risale ormai a 41 giorni fa.

Napoli vs Roma

Alle 18 va in scena il big match di giornata, che vede protagoniste Napoli e Roma. È una sfida fondamentale per entrambe, ma per motivi diversi: i partenopei sono alla disperata ricerca di punti dopo averne persi troppi per strada, mentre la Lupa vuole cercare di mettere pressione a Inter e Lazio e accorciare le distanze in classifica. La gara promette emozioni fin dai primi minuti, non deludendo affatto le aspettative: alla gigantesca opportunità degli azzurri al 13’, con Rensch che salva in scivolata un gol già fatto, risponde qualche minuto più tardi Malen, che viene servito a centro area da Soulé ma non riesce ad angolare la conclusione, sprecando un’occasione d’oro. L’intensità della partita è dunque altissima, tra due squadre che non vogliono tirarsi indietro: anche sul piano atletico, lo spettacolo offerto è quello delle grandi occasioni, con i gol che non tardano ad arrivare. A stappare l’incontro ci pensano i padroni di casa, al 28’: punizione battuta da Politano e respinta solo parziale della retroguardia giallorossa, con Anguissa che si coordina sul pallone vagante e colpisce in rovesciata, beffando l’immobile Gollini tra i pali. Rete straordinaria, con un concentrato di classe e un pizzico di incoscienza, che permette agli uomini di Allegri di andare sul +1. Ora la Roma è costretta a sbilanciarsi maggiormente, ma deve fare attenzione a non lasciare troppo spazio alle ripartenze: è proprio su situazione di contropiede che i padroni di casa sfiorano il raddoppio, con Hojlund che mette un pallone perfetto a centro area dopo una cavalcata di quasi 60 metri ma Oliveira spreca tutto, trovando un super riflesso di Gollini sebbene il terzino uruguaiano avrebbe potuto fare di più dall’interno dell’area piccola. Scampato il pericolo, la Magica si getta nuovamente all’attacco, andando a un passo dal pari su palla inattiva: i capitolini muovono il pallone da calcio d’angolo e Wesley crossa in area, con la spizzata di Cristante che colpisce in pieno il palo, per la disperazione del capitano giallorosso. Nel secondo tempo pronti, via e cambia immediatamente il parziale: altra, ottima iniziativa di Politano, che lascia sul posto Wesley e mette in mezzo un traversone molto pericoloso per McTominay: il colpo di testa dell’ex Manchester United è fortissimo, con Gollini che per poco non compie un miracolo ma non riesce ad evitare il gol. Doccia gelata per Cristante e compagni, che subiscono a freddo la rete del doppio svantaggio e devono cercare di reagire il prima possibile. Ci si affida molto alla qualità di Soulé, finora il più attivo e pericoloso dei suoi: al 69’ è proprio il Peluca a prendersi la scena, scambiando il pallone con Malen e pescando l’angolino da fuori area, con una conclusione precisa e angolata. Era l’episodio che bramava Gasperini, anche per dare una scossa emotiva ai suoi. E appena 4 minuti più tardi arriva il clamoroso 2-2: altro corner battuto corto e traversone perfetto di De Roon per N’Dicka, che svetta più in alto di tutti: l’ivoriano colpisce in faccia Castro, che inavvertitamente favorisce Balerdi, bravo a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e a sfruttare l’occasione. La sfida si fa adesso caldissima: entrambe vogliono vincerla e non arretrano di un millimetro, per cui il divertimento è assicurato. E all’83’ arriva il nuovo vantaggio dei partenopei: Spinazzola trova un bel corridoio centrale e ci prova dal limite, ma Gollini respinge e Balerdi rinvia; il pallone diventa però buono per Oliveira, che serve immediatamente McTominay: lo scozzese controlla a seguire, se la aggiusta e fa partire una rasoiata dai 25 metri, che prende in controtempo Gollini e termina in buca d’angolo. Super doppietta di Scott McTominay, che è mancato tantissimo al Napoli a causa dello stop forzato per via di una lieve aritmia benigna. Ma la Roma è sempre viva e, proprio come il suo allenatore, non molla mai, neanche quando si ritrova spalle al muro: Wesley viene liberato sulla fascia destra e crossa alla perfezione a centro area, con Balerdi che insacca da pochi passi con un gol da attaccante puro, attaccando la porta con ferocia e voglia di incidere. Napoli e Roma si dividono la posta in palio regalandoci un divertentissimo 3-3, ricco di colpi di scena ed emozioni.

Lazio vs Parma

In serata la Lazio ospita il Parma, con la possibilità di volare al primo posto in solitaria per qualche ora. Inizia bene però il Parma, che non vuole sfigurare contro la formazione di Rino Gattuso: Romero è molto pericoloso al 6’, con Mandas che si deve immolare su un bel rasoterra del Rulo. Passano però due minuti e arriva un episodio contestatissimo, in area crociata: Frattesi ruba il tempo a Troilo e poi si frappone tra palla e avversario, con il numero 37 che lo stende da dietro: non sembra in discussione l’assegnazione della massima punizione, ma l’arbitro Arena lascia correre e la sala var decide di non intervenire. Episodio abbastanza incomprensibile, con il replay che certifica l’intreccio di gambe tra l’argentino e l’ex Inter. I biancocelesti però non vogliono farsi condizionare e cercano il vantaggio: al 24’ Isaksen è sfortunato, con il suo colpo di testa che sbatte sulla traversa e viene poi allontanato dalla difesa. Ma i gialloblu sono vivissimi e continuano a creare pericoli: Mandas si deve allungare su un’altra conclusione di Romero, potente ma poco angolata, mentre poi si limita ad accompagnare sul fondo un tiro strozzato di capitan Delprato. Come si può notare, la gara è molto aperta e interessante, con occasioni da ambedue le parti; la risposta dell’Aquila non tarda ad arrivare, con Isaksen che viene servito in profondità da Noslin e trafigge Corvi, ma la posizione di offside del danese rende tutto vano. Nella ripresa i capitolini partono fortissimo e gli sforzi vengono subito premiati: Taylor si ritrova il pallone tra i piedi dopo una deviazione di Diego Carlos e, con il mancino, fredda Corvi, tornando al gol dopo addirittura 7 mesi. Ora Zaccagni e compagni viaggiano sulle ali dell’entusiasmo e, appena 7 minuti più tardi, trovano il raddoppio: Nuno Tavares riceve in profondità da Taylor e mette in mezzo un cross basso e teso, con Diego Carlos che anticipa tutti ma devia il pallone nella propria porta. Nel recupero Lontani riporta un po’ di incertezza nei minuti finali, con un traversone che sbatte sul palo e inganna Mandas, ma senza cambiare l’esito del match. Vince ancora la Lazio, aumentando il proprio bottino a 22 punti (su 24 disponibili) e potendosi godere almeno una notte da sola in testa alla classifica.

Inter vs Fiorentina

La domenica inizia con la sfida dell’ora di pranzo tra Inter e Fiorentina, con i Campioni d’Italia chiamati a rispondere alla Lazio. I nerazzurri vogliono cercare di evitare di fare gli errori già commessi in stagione e partono con ordine ed equilibrio, senza concedere nulla alla viola e cercando invece di sorprendere la retroguardia avversaria quando possibile. Nella seconda parte del primo tempo i nerazzurri provano ad accelerare, ma De Gea è grande protagonista: l’ex estremo difensore del Manchester United è in stato di grazia e salva tre occasioni nell’arco di 9 minuti: al 35’ devia in corner con i piedi un rasoterra velenoso di Thuram, al 36’ smanaccia sulla linea un colpo di testa quasi perfetto di Esposito e al 44’ vince nuovamente il duello con Thuram, distendendosi su un tiro molto simile a quello di qualche minuto prima. Il canovaccio tattico del match è chiaro e anche nella ripresa resta invariato: è il Biscione a fare la partita, cercando di mettere sotto pressione la linea difensiva dei toscani. Ma, come un fulmine a ciel sereno, arriva l’incredibile vantaggio viola: dopo un altro miracolo di De Gea, la squadra di Vanoli si affaccia nella metà campo avversaria con Jimenez, in una circostanza apparentemente innocua: tuttavia, l’ex Milan, caricato dai fischi di San Siro in risposta alle provocazioni, tira fuori dal cilindro una conclusione incredibile dai 25 metri, con la sfera che si insacca proprio all’incrocio dei pali. Bolide pazzesco dello spagnolo, che porta avanti la Fiorentina al 65’ e complica i piani di Chivu. Ma la Beneamata reagisce immediatamente allo svantaggio e si getta subito all’attacco, per cercare di ripristinare l’equilibrio. E al 68’ arriva un episodio clamoroso, che probabilmente porterà con sé tante polemiche e forse anche qualcosina in più: Thuram riceve da Diouf, punta Viery e viene steso dal difensore brasiliano: l’arbitro Mariani avvicina il fischietto alla bocca e indica il penalty con il dito, per poi ripensarci e lasciar correre. Sono furenti le proteste degli 11 in campo e anche da parte della panchina, ma il VAR Fabbri e l’AVAR Santoro tacciono, lasciando invariata la decisione di campo. Questa situazione sembrava abbastanza netta anche a velocità normale, ma è il mancato intervento della sala var a fare ancora più rumore: sembra esserci un evidente problema di protocollo, con Orsato che ha ordinato di riguardare le immagini al monitor solo per episodi netti e cercando di disincentivare le revisioni da parte dell’arbitro di campo, dando maggiore responsabilità ma impedendo anche di correggere decisioni mal valutate. Ecco, l’episodio di questa partita non solo è un errore evidente, così come il rigore su Frattesi in Lazio-Parma, ma può anche essere l’occasione per migliorare l’utilizzo della tecnologia, fin qui spesso sfruttata in maniera errata. Ad ogni modo, nonostante quella che Chivu in conferenza stampa ha definito “ingiustizia”, i meneghini continuano ad attaccare a testa bassa e a mettere alle strette De Gea e compagni: nell’arco di tre minuti Carlos Augusto colpisce due traverse di testa da palla inattiva, con nel mezzo anche un’occasione per Bonny, che supera il portiere spagnolo con un lob ma poi viene murato da Fagioli al momento del tiro. Sembra veramente esserci poco da fare per i nerazzurri, ma nel momento di maggiore difficoltà, quando le energie sembrano calare, è sempre Thuram a caricarsi la squadra sulle spalle: Tikus scambia con Diouf, se la sistema con la suola e, con un colpo da biliardo, pesca l’angolino, rianimando tutto lo stadio. È appena iniziato il recupero e il Biscione continua a premere sull’acceleratore, con la viola che ora si difende a oltranza: ma sull’ennesimo traversone, stavolta addirittura di Akanji, Thuram ruba il tempo a Valdepenas che lo trattiene, rendendosi protagonista di una leggerezza che costa carissimo: Mariani indica il dischetto e il figlio d’arte corre subito sotto la curva per esultare, in totale trance agonistica in questo finale. San Siro canta e incita Zielinski, per poi accompagnare l’esecuzione in religioso silenzio: il polacco non trema dagli 11 metri, spedendo il pallone sotto la traversa e mandando in estasi il pubblico di fede interista. Vittoria al cardiopalma per l’Inter, trascinata da un Thuram in forma smagliante, che con l’infortunio di Lautaro è salito in cattedra anche dal punto di vista della leadership.

Atalanta vs Frosinone

Alle 15 si giocano Atalanta-Frosinone e Genoa-Venezia. Alla New Balance Arena scendono in campo Atalanta e Frosinone, che danno vita a un match incredibile ed emozionante. Ad aprire le danze ci pensano i Canarini, che trovano il vantaggio dopo appena 25 secondi: Ederson appoggia il pallone con troppa superficialità e serve inavvertitamente Schmid, che apre il piattone e trova il primo gol nella massima serie italiana. È l’antipasto di una gara ricca di reti ed emozioni: al 14’ è il solito Krstovic a pareggiare i conti, servito da De Ketelaere sul filo del fuorigioco e bravo a infilare Palmisani con l’interno destro. Ma la situazione di equilibrio dura appena 3 minuti, con i ciociari che tornano a condurre: Ghedjemis approfitta di un pallone lasciato per strada da Obric e Raimondo e punta la porta, servendo al momento giusto ancora Schmid, che trova così la rete del nuovo vantaggio. Ma la Dea non si fa abbattere e torna all’attacco: se al 21’ Oyono salva sulla linea un colpo di tacco di CDK, al 29’ ecco l’occasione per pareggiare nuovamente: colpo di testa di Brescianini e deviazione con il braccio di Cittadini, con il direttore di gara Marinelli che, dopo on field review, opta per l’assegnazione del penalty: dagli 11 metri si riscatta Ederson, spiazzando Palmisani e lasciandosi alle spalle l’errore dopo meno di un giro d’orologio. Ora i nerazzurri spingono fortissimo e, le tante occasioni, vengono premiate: Zappacosta mette in mezzo e Krstovic spinge in porta, completando la rimonta e siglando la sesta rete in campionato. Momento di forma strabiliante per l’ex Lecce, con ben 5 gol all’attivo nelle ultime tre gare di Serie A. Ma nella ripresa i giallazzurri trovano presto il 3-3: altra bella giocata di Ghedjemis e scarico a rimorchio per Calò, che con il destro disegna una parabola perfetta sulla quale Carnesecchi non può nulla. Ancora una volta, però, il pari dura appena 2 minuti: De Ketelaere si incunea in area, Krstovic è lucido ad appoggiare ed Elmas è freddissimo, spedendo il pallone all’incrocio e riportando avanti i suoi. I due allenatori predicano ora un po’ di equilibrio, ma la partita non smette di divertire: occasioni da una parte e dall’altra, con i due portieri grandi protagonisti sui tentativi di Ghedjemis e Zalewski. Ma nel finale, quando ormai le emozioni sembrano terminate, arriva il definitivo pari: Ghedjemis è scatenato e serve alle sue spalle Terzic, che in allungo riesce a spedire il pallone alle spalle di Carnesecchi. Termina così 4-4 la partita più pazza di questa Serie A, capace di regalarci ben 8 reti e di offrire uno spot splendido anche all’estero.

Genoa vs Venezia

Al Ferraris il Genoa ospita il Venezia dell’ex Nicola, che ha indossato per ben 183 volte la maglia rossoblu e ha anche ottenuto una salvezza con il Grifone, da allenatore, nella stagione 2019/2020. Questa partita è senz’altro una sfida salvezza, tra due squadre che vogliono portarsi fuori dalla zona rossa: dopo 24 minuti una doppia triangolazione tra Adams e Yeboah porta il numero 10 alla conclusione, con Bijlow che si supera. Dall’occasione per gli arancioneroverdi passa appena un minuto e stavolta è il Genoa ad affacciarsi nella trequarti avversaria, con un tentativo che è vincente: Ellertsson riceve da El Shaarawy sull’esterno, si accentra e fa partire un missile terra-aria imprendibile, che toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali. Nonostante l’eurogol, l’islandese non festeggia in segno di rispetto, non dimenticandosi della sua bella parentesi con i lagunari. Nel secondo tempo i Leoni Alati cercano di mettere sotto pressione la retroguardia rossoblu, con la pericolosità che aumenta con il passare dei minuti: a inizio ripresa Hainaut riceve un cross perfetto da Haps ma spreca tutto dall’interno dell’area piccola, poi Kike Perez scalda i guantoni di Bijlow con una gran botta da fuori. Ma l’occasione migliore per pareggiare i conti arriva nel recupero, sul destro di Akor Adams: il nigeriano inganna Frendrup con una bella giocata e poi ci prova con un gran diagonale, sul quale Bijlow risponde da fenomeno, andando giù con grande agilità e mettendo il lucchetto sul risultato finale. Seconda vittoria in campionato per la squadra di De Rossi, che aggancia il Monza al 15esimo posto in classifica; rimane complicata, invece, la situazione del Venezia, che nonostante le prestazioni convincenti resta il fanalino di coda di questa Serie A.

Lecce vs Juventus

Nel tardo pomeriggio gioca la Juve, che vola a Lecce contro la squadra di Eusebio Di Francesco. Spalletti vuole dare più equilibrio e sostanza ai suoi e sceglie di cambiare modulo, schierando i suoi giocatori con un 3-5-2: c’è molta curiosità sull’impiego dal primo minuto della coppia Kolo Muani-Woltemade, che in questo momento sembra dare pericolosità all’attacco bianconero. Il vantaggio è però confezionato da uno schema perfetto: punizione sulla trequarti, con Koopmeiners e Douglas Luiz sul pallone: il brasiliano scodella meravigliosamente, con un no look, per McKennie, che arriva con i tempi giusti e non lascia scampo a Falcone. E al 41’ l’ex Aston Villa si mette in proprio: riceve da Gatti al limite dell’area e fa partire un diagonale velenoso, che rimbalza davanti a Falcone e termina la propria corsa in fondo alla rete. La Vecchia Signora prova a uscire dalle difficoltà trascinata dal suo giocatore più tecnico, che sembra avere un’altra velocità di pensiero rispetto ai suoi compagni. Nella ripresa però i piemontesi calano, risentendo fisicamente delle tante partite ravvicinate e delle poche rotazioni di Spalletti; i Lupi non sono però in grande spolvero e le occasioni faticano ad arrivare. L’unico evento saliente, nel finale, è l’espulsione per proteste comminata a Gaspar, che esagera all’indirizzo di Maresca sebbene il provvedimento sembri esagerato, soprattutto considerando i precedenti di questa stagione. Torna a vincere la Juve, che si lascia alle spalle il ko casalingo contro la Lazio e si porta a -8 dalla vetta.

Udinese vs Milan

L’ultima gara del weekend vede affrontarsi Udinese e Milan, che inseguono una vittoria che potrebbe essere fondamentale: i bianconeri sono in piena crisi e si trovano con appena un punto di vantaggio sul Venezia, mentre il Diavolo vuole tenere il passo della Lazio e, soprattutto, dell’Inter, a una settimana dal derby. Pronti, via e la gara si sblocca subito: Modric batte velocemente un calcio di punizione e serve in profondità Pulisic, che aggancia e conclude in corsa, trovando un gran gol. Sono tante però le responsabilità della difesa friulana, che non comunica e tiene in gioco Capitan America. I rossoneri possono gestire così la partita a proprio piacimento: accelerano quando necessario, altrimenti si limitano a far girare la sfera per cercare il varco giusto. E al 40’ è Modric a inventare: il pallone d’oro individua un corridoio geniale per servire Tomori, che poi mette in mezzo: sul pallone arrivano però in contemporanea Bartesaghi e Pulisic, con l’ex Chelsea che ostacola il classe 2005 e l’occasione viene clamorosamente fallita. Nella ripresa il match non cambia tatticamente, con i meneghini che trovano il raddoppio dopo 20 minuti: ottimo sviluppo dell’azione, con Jashari liberato al tiro: la conclusione dello svizzero non è irresistibile ma Okoye non trattiene, favorendo il comodo tap-in di Hutchinson da pochi passi. Nel tempo rimasto a disposizione i rossoneri provano con tutte le proprie forze a far sbloccare definitivamente Goncalo Ramos, che è anche molto sfortunato: al 74’ il portoghese si ritrova il pallone tra i piedi dopo un rimpallo e ci prova con il mancino, ma Okoye salva miracolosamente grazie anche all’aiuto della traversa. Quinta vittoria in 8 giornate per il Milan, che resta imbattuto e aggancia la Roma al terzo posto in classifica.

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