IL CONFINE FRA REALISMO E FANTASIA
di STEFANO TAMBURINI L’ora solenne dei grandi proclami ha già attraversato l’oceano e i fusi orari e adesso gran parte di quelli che temevano di veder morire i sogni nel cuore di un debutto...
di STEFANO TAMBURINI
L’ora solenne dei grandi proclami ha già attraversato l’oceano e i fusi orari e adesso gran parte di quelli che temevano di veder morire i sogni nel cuore di un debutto amazzonico sono lì che fantasticano su formazioni a tre punte e chissà quanti altri azzardi tattici. Il borsino dell’entusiasmo, si sa, spesso non va di pari passo con la logica. Pochi giorni fa per ipotizzare scenari apocalittici era stato sufficiente il settimo incontro consecutivo senza vittorie. Quello al cospetto di un modesto Lussemburgo capace di pareggiare allo scadere in una sfida senza alcuna tenzone agonistica. Ora cambia tutto grazie a cinque gol in un’amichevole con una squadra di club brasiliana già in vacanza. Basta e avanza per far abbandonare a tanti la cautela che andrebbe legata agli ultimi test a ridosso dei grandi appuntamenti.
Il ct Cesare Prandelli ha giustamente raccomandato prudenza, prendendo per quel che realmente valgono la tripletta di Ciro Immobile e la doppietta di Lorenzo Insigne. E facendo altrettanto anche con ciò che non è andato per il verso giusto, ad esempio i tre gol incassati. Sapeva benissimo che in tanti gli avrebbero chiesto di un’ipotetica coppia d’attacco Balotelli-Immobile, fantasticando su moduli al momento senza fondamento. Ha risposto per quel che poteva, senza voler offrire troppe indicazioni al rivale Roy Hodgson. Del resto, anche dall’altra parte non scherzano: il dinamico duo composto dallo psicologo e dal capo della comunicazione della federazione inglese ha vietato ai giocatori di parlare delle Falkland (isole contese con gli argentini che le chiamano Malvinas) e dell’Italia. Ecco, se ci hanno messo sullo stesso piano di un piccolo arcipelago per il quale hanno sparato e ucciso, allora vuol dire che il nervo un po’ più scoperto è il loro. Proprio per questo conservare un po’ di sano realismo è già un modo per partire in vantaggio. In fondo, come dice il presidente Giorgio Napolitano, «non ci dobbiamo accontentare». Prandelli ha avuto la risposta giusta: «Al presidente non si risponde, lo si ascolta». Come dire, le ambizioni ci sono ma una cosa alla volta. Il confine fra realismo e fantasia almeno in ritiro per il momento sembra ben tracciato. Fuori no ma ci sarebbe da stupirsi solo del contrario.
@s__tamburini
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