Il Coni dà il premio sul palco a quattro ultrà con il Daspo

Dal tubo lanciato ad altezza uomo fino al manganello telescopico e al sedicenne rapinato in strada: ecco di cosa sono accusati coloro che hanno ricevuto una targa in ateneo
CHIETI. Ci vuole un talento particolare per trasformare una festa dello sport in un cortocircuito istituzionale, e a Chieti ci sono riusciti senza nemmeno arrossire. Venerdì pomeriggio il Coni, che dello sport dovrebbe essere il tempio morale, ente pubblico sorvegliato dalla presidenza del consiglio dei ministri, ha consegnato un premio nelle mani di chi non può neppure avvicinarsi a uno stadio, ovvero quattro ultrà del Chieti calcio che lo Stato, le sue leggi e un questore della Repubblica italiana considerano pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
La scenografia dell’evento, ospitato all’università d’Annunzio, ha offerto colpi d’occhio che meritano di essere raccontati. Da una parte sedevano le autorità cittadine, insieme al delegato provinciale del Coni Massimiliano Milozzi; dall’altra una platea arricchita dalla presenza dei bambini delle scuole, spettatori ideali per assorbire i valori educativi della giornata. E poi, naturalmente, c’erano i premiati. A ritirare sul palco la targa tributata alla Curva Volpi, con la motivazione «per l’attaccamento alla città e ai colori neroverdi», c’era una delegazione. Più nel dettaglio: sei persone, di cui quattro che, per una curiosa coincidenza, sono le uniche in quella sala a non poter mettere piede in un impianto sportivo, nemmeno per amichevoli o sedute d’allenamento, essendo destinatarie di Daspo firmati dal questore e validi su tutto il territorio nazionale e negli Stati dell’Unione europea.
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