IL CORAGGIO DI PUNTARE SUI GIOVANI
Tuffarsi è pericoloso. Ma è più scoraggiante rimanere lì, sul bordo, fermi a scrutare il fondo per capire quanto l’acqua sia profonda o commentandone la temperatura. Un po’ come la vecchia storia del...
Tuffarsi è pericoloso. Ma è più scoraggiante rimanere lì, sul bordo, fermi a scrutare il fondo per capire quanto l’acqua sia profonda o commentandone la temperatura. Un po’ come la vecchia storia del “vorrei ma non posso”. Un po’ quello che accade nel nostro Paese quando si parla dei giovani. Ci si riempie la bocca di belle parole, ma di fatti concreti pochi. Il calcio, con le dovute proporzioni, è lo specchio del nostro Paese. Si punta più sui “vecchi”, mentre ai giovani vengono concesse poche possibilità. Serve coraggio non solo in campo, ma anche nelle scelte. I maggiori talent scout italiani dicono che nel Pescara Primavera ci sono alcuni dei prospetti migliori del panorama nazionale. La squadra di Oddo galleggia a metà classifica, in campionato, ma ha dimostrato di avere stoffa. Non è un caso se al Torneo di Viareggio il Pescara è arrivato ai quarti di finale, persi poi contro l’Inter che si è aggiudicata il trofeo. I biancazzurri hanno superato il Bologna, Belgrano, Genk e la Roma. Quest’ultima si è giocata, qualche giorno fa, con il Chelsea, l’accesso alla finale della Youth League (hanno vinto gli inglesi 4-0). Al Viareggio in campo c’erano i vari Torreira, Di Rocco, Vitturini, Paolucci, e Milillo, solo per fare alcuni nomi. L’unico però della Primavera che ha convinto Baroni è Selasi. Il ghanese ha dato dimostrazione che si può e si deve puntare sui giovani. Torreira è seguito da mezza serie A, Vitturini è nel mirino della Juve, ma in prima squadra non trovano posto. (l.d.m.)
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