Il derby è dell’Aquila, aggancio all’Avezzano

20 Novembre 2023

Trionfo rossoblù in una gara di cuore e grinta, marsicani senza idee condannati da un beffardo autogol di Pertosa 

L’AQUILA. Aggancio riuscito, con gioco, cuore e grinta. L’Aquila trova nell’atteso derby le conferme che cercava e soprattutto quei tre punti che le consentono di agganciare in classifica l’Avezzano, rimanendo saldamente dietro il treno delle primissime. Il beffardo autogol di Alessio Pertosa è solo la macchia più evidente di una nera domenica in casa marsicana. Per Senesi e compagni solo tanto non gioco nella peggior partita della stagione – forse alla pari di quella in casa nel primo derby stagionale col Notaresco – come candidamente ammesso a fine gara dal tecnico biancoverde Giuseppe Ferazzoli, che non ha cercato alibi neppure nelle assenze, compresa quella dell’ultim’ora del talentuoso Costa Ferreira (problema muscolare nella rifinitura di sabato). La squadra che finora ha conquistato più punti in trasferta, come la capolista Sambenedettese, è evaporata nel gremito catino del Gran Sasso-Acconcia.
Un derby che ha innanzitutto regalato un sontuoso colpo d’occhio e farà a lungo sorridere il cassiere rossoblù. Quasi 4.600 paganti, con folta e rumorosissima presenza biancoverde, e record assoluto per l’impianto aquilano.
Squadre scese in campo con identico modulo (4-3-3) ma idee diametralmente opposte. L’Aquila è partita forte, con Del Pinto e Ouali a giganteggiare in mediana, con un inafferrabile Carbonelli e con l’intelligenza tattica della coppia argentina Banegas-Galesio. Di fronte un Avezzano timoroso e che più e più volte ha sbandato in difesa, regalando al portiere Cultraro la medaglia del migliore in campo, con almeno tre parate decisive tra inizio e fine primo tempo. Ferazzoli gli alibi non li ha cercati ma è apparso evidente il peso specifico dato dall’assenza inaspettata di Costa Ferreira nel cuore del gioco marsicano.
Nella ripresa proprio Ferazzoli ha provato a mischiare le carte per raddrizzare la barra di una nave apparsa fragile in un mare in tempesta. Ma neppure il cambio modulo (4-3-2-1) con gli ingressi dell’ex Lazio Onazi, all’esordio assoluto, e di Angelilli – per Bolo e un impalpabile Ortolini – ha rimesso in equilibrio il derby. L’Aquila ha rialzato i giri del motore fino a trovare in modo rocambolesco e fortunoso la rete del vantaggio. Nata al 21’ del secondo tempo quando Pertosa ha maldestramente intercettato un cross da calcio d’angolo di Banegas spingendo il pallone nella sua porta. Il centrale difensivo ha accusato il colpo, Ferazzoli lo ha sostituito. Sperando in qualche guizzo del subentrato D’Alessandris e in una reazione della sua squadra. Che non è mai arrivata. Niente gioco e zero tiri nello specchio della porta, dove Michielin è stato quasi lo spettatore non pagante. A differenza del collega dall’altra parte del campo che ha invece sventato da campione almeno un’altra occasionissima per L’Aquila, capitata sui piedi di Banegas.
Tra una settimana un nuovo esame di maturità per L’Aquila, attesa a San Benedetto del Tronto. Per l’Avezzano la strada del riscatto conduce al Dei Marsi dove arriva il Roma City. Avversario non facile. Si vedrà se le scorie del derby perso malamente saranno svanite.