Il derby regala il segno X

San Nicolò più intraprendente, il Chieti sfiora il colpo nel finale
TERAMO. Segno X nell’atteso derby del “Gaetano Bonolis”. Nessuna rete ma le emozioni non sono mancate. Non è stata una sfida memorabile, con il San Nicolò che ha spinto maggiormente creando anche le migliori occasioni per passare. Nel finale, però, il Chieti è anche andato vicino al colpo esterno. Discreta cornice di pubblico sugli spalti con duecento tifosi a sostegno dei colori neroverdi.
Per i biancazzurri di casa secondo derby stagionale dopo quello di sette giorni prima ad Avezzano. Dopo gli iniziali tentativi di Moretti e De Clemente, la fase di studio è stata interrotta attorno al 20’ con Merlonghi, tiro debole dal limite e palla che si perde sul fondo. Bella la seconda parte della prima frazione. Al 21’ Calore strappa i primi applausi della sua gara alzando in angolo una conclusione insidiosa di Esposito. Dall’altra parte, al 26’, lo specialista, Margarita, coglie l’incrocio dei pali, direttamente su punizione, con Diouf battuto. Prima vera recriminazione per gli uomini del presidente Di Giovanni. È da applausi, al 34’, la combinazione Merlonghi-Massetti con il primo che, davanti all’estremo ospite, non riesce a trovare l’impatto con la sfera.
È lo stesso esterno offensivo ad aprire la ripresa, dopo appena 45 secondi: conclusione dal limite dell’area e pallone che sfiora il palo alla sinistra di Diouf. Il Chieti è guardingo e prova ad agire di rimessa, concedendo, comunque, pochi spazi agli avanti di casa. Al 6’, però, Massetti va via sulla destra, Margarita appoggia per l’accorrente Merlonghi: neroverdi salvati, quasi sulla linea, da Scintu che devia in angolo. Altra palla-gol pericolosa, per la squadra di Epifani, al 23’. Dalla sinistra il cross è di Mozzoni, la sponda di testa è di Margarita per Moretti che, da distanza ravvicinata, prova a girarsi: Diouf respinge e salva i suoi. In un’azione di rimessa, al 34’, quando la stanchezza inizia a farsi sentire, il Chieti va vicino al vantaggio. Esposito, in posizione più che dubbia di fuorigioco, entra in area e conclude. Ci vuole un bell’intervento di Calore per negare la gioia della rete agli ospiti. Poi Pretara si rifugia in angolo. È in pratica questa l’ultima emozione del match perché, nei restanti 19 minuti, compresi i quattro di recupero, la spinta e la manovra del San Nicolò, e gli innesti dalla panchina di Lazzarini e D’Egidio, non riescono a produrre altre occasioni degne di nota.
E così, al fischio finale di D’Ambrogio di Frosinone, un pareggio che può andar bene a entrambe le formazioni che muovono la classifica.
Secondo pari, in due giornate, per il San Nicolò, primo segno X per i neroverdi.
«Non era una partita facile per noi», ha sottolineato a fine gara il tecnico Massimo Epifani, «visto che non eravamo nelle migliori condizioni con Forgione fuori e con Petronio in dubbio fino all’ultimo. Per larghi tratti, però, ho rivisto la squadra dell’anno scorso e infatti se c’era qualcuno che doveva vincere eravamo noi. Siamo stati bravi a non far giocare il Chieti e, rispetto ad Avezzano», conclude Epifani, «abbiamo fatto un bel passo in avanti».
L’allenatore del Chieti Donato Ronci, dall’altra parte, analizza così il match. «Nel primo tempo il San Nicolò ci ha messo sotto e siamo stati bravi a non capitolare. Nel secondo tempo ho corretto qualcosa, li abbiamo aspettati di più, provando, poi, a ripartire. Più gioco da parte loro, ma occasioni ne abbiamo avute anche noi. Mi è piaciuto molto il fatto che i ragazzi non hanno mai mollato riuscendo anche a saper soffrire».
Matteo Falzon
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