IL DESTINO RICONSEGNA IL VERONA A PAZZINI
La casualità nel calcio, si sa, può diventare un fattore. Una sliding door che può cambiarti la stagione. Vi ricordate come andò la storia del centravanti del primo Pescara di Zeman? Maniero era...
La casualità nel calcio, si sa, può diventare un fattore. Una sliding door che può cambiarti la stagione. Vi ricordate come andò la storia del centravanti del primo Pescara di Zeman? Maniero era stato il titolare per tutto il precampionato ma al boemo non piacque come si presentò vestito alla partenza della prima trasferta per Verona e lo mise fuori; lì giocò Immobile, Immobile fece subito gol e non si fermò più.
Ecco, proprio a Verona, ieri, una di quelle porte si è aperta per Giampaolo Pazzini. Anzi, si è riaperta. La storia è questa: l’Hellas a giugno ha comprato Samuel Di Carmine, bomberissimo del Perugia 2017-18 (22 gol) e lo ha pagato tanto, 2,5 milioni. È il grande colpo dell’estate di B. Nella testa di Fabio Grosso, lui sicuro, poi altri dieci.
A giugno succede pure un’altra cosa: a Verona rientra dal prestito al Levante Pazzini. Si è messo alle spalle un’annata balorda, spesa per metà in A con i gialloblù ma vedendo poco il campo e smarrendo la sintonia con Pecchia e per l’altra metà con il club spagnolo, dove segna subito, al debutto, contro il Real Madrid, guadagnandosi una montagna di titoloni per poi, piano piano, invece, scivolare in panchina e addirittura in tribuna. Totale: quel gol, appena nove partite e adios.
Contro il Carpi, ieri, figuriamoci, si parte con Di Carmine. No, contrordine: ha un problemino muscolare proprio il giorno prima. «Non lo rischiamo, gioca il Pazzo». E pure con la fascia di capitano. Bum, bum, bum: tripletta. Il Bentegodi si è di nuovo inchinato ai suoi piedi, come due stagioni fa quando ne fece 23 e fu il vero carburante per la promozione in A.
Pazzini non è quell’Immobile, che era un fiore che ancora doveva sbocciare, ha 34 anni e 150 gol in carriera, ma ha capito che aveva un’occasione e, soprattutto, si è ricordato che in questa serie B lui può essere ancora l’uomo in più.
Adesso, casomai, il problema è tutto per l’allenatore: Di Carmine smaltirà in fretta il suo infortunio e allora che si fa? Fabio Grosso, sornione, sorride… Avercene di problemi così.
* giornalista Sky Sport

