Il diesse ombra Leone va incontro alla squalifica

Lavora con Sebastiani ma non viene ufficializzato: colpa dei problemi che si porta dietro da Lanciano
PESCARA. Il diesse “in pectore” del Pescara, Luca Leone, rischia una lunga squalifica. L’ex dirigente della Virtus Lanciano è alle prese con due deferimenti della Procura federale. Per ciò che concerne il primo processo, la sentenza arriverà in tempi brevi. L’esito, infatti, si conoscerà entro la prossima settimana con la Procura che ha chiesto la squalifica di tre mesi, mentre per il Lanciano la richiesta è stata di 2 punti penalizzazione, oltre a 500 euro di ammenda. Anche se, nel frattempo, la società rossonera ha comunicato la decisione di non iscriversi al torneo di Lega Pro. Proprio mercoledì, poco prima dell’annuncio della famiglia Maio, è arrivato dalla Procura un nuovo deferimento a carico della società per il mancato pagamento degli stipendi e contributi di gennaio e febbraio 2016 entro il 18 aprile, che ha coinvolto anche il direttore sportivo in pectore del Pescara. Sul primo procedimento, in caso di stop, Leone potrà presentare il ricorso alla Corte federale di appello ed eventualmente, come ultima soluzione, appellarsi al Collegio di garanzia istituito presso il Coni. In ogni caso, oltre a questo processo, Leone ne dovrà fronteggiare un altro sempre per le stesse motivazioni. In pratica, al momento del presunto illecito amministrativo, figurava lui come legale rappresentante pro tempore del Lanciano che non ha presentato la documentazione del pagamento di ritenute Irpef e contributi Inps ai dipendenti rossoneri nei mesi indicati dalla comunicazione dalla Procura. Dunque, se dovesse essere squalificato, Leone non potrà rappresentare il Pescara in nessuna sede o portare avanti ufficialmente le operazioni di mercato. Forse per questo motivo il suo ingresso nel sodalizio biancazzurro non è stato ancora ufficializzato, nonostante il 46enne pescarese operi già da qualche settimana in tandem con il presidente Daniele Sebastiani.
Discorso diverso per Luciano Zauri, squalificato per due anni dal Tribunale federale nazionale (potrà fare ricorso alla Corte federale d'appello) per una presunta irregolarità commessa quando militava nella Lazio. Ebbene, Zauri potrà continuare a lavorare sul campo accanto a Oddo durante gli allenamenti, ma, se lo stop dovesse essere confermato, non potrà sedersi in panchina insieme agli altri componenti dello staff tecnico.
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