Il doppio pit-stop fatale per Raikkonen

La nuova mescola Pirelli favorisce chi imposta la gara su una sola sosta
MELBOURNE. Effetto pneumatici. Le performance viste in Australia confermano le aspettative Pirelli che ha affrontato la stagione agonistica con una mescola di nuova concezione: l’usura e il degrado sono stati estremamente contenuti e, nonostante i tempi sul giro fossero di circa due secondi più veloci rispetto allo scorso anno, la maggior parte dei piloti ha potuto adottare una strategia ad una sola sosta, aiutata dall’ingresso della safety car ad inizio gara che ha allungato la durata del primo stint, minimizzando l’energia che si scarica sugli pneumatici quando le vetture sono più pesanti. Strategia vincente, sembra indicare l’ordine d’arrivo, con il primo tra i piloti che si è fermato due volte, Marcus Ericsson, Sauber, in ottava posizione.
Due soste le ha fatte anche Kimi Raikkonen, ma la seconda gli è stata fatale. E meno male che non ha avuto conseguenze ulteriori, anche sul fronte delle penalità. Il finlandese è stato costretto al ritiro dopo il secondo pit-stop, per un errato fissaggio della ruota posteriore sinistra. Il pilota ha alzato bandiera bianca qualche curva dopo, per non incorrere in penalizzazioni. Il rischio per la Ferrari era di essere sanzionata per aver mandato in pista una monoposto in condizioni di non sicurezza. Uno dei commissari di gara ha però ritenuto che il team di Maranello ha monitorato la situazione da vicino e fermato prontamente la macchina, non appena i dati e lo stesso Raikkonen hanno confermato l’esistenza del problema.
«Poco dopo la partenza qualcuno mi ha colpito da dietro - ha ricostruito il finlandese nel dopo-gara - Poi ho sentito un altro urto sulla fiancata destra, ma non credo fosse la vettura di Sebastian. Il contatto ha attivato il sistema antistallo e provocato qualche danno al fondo scocca della monoposto. In gara eravamo molto veloci, in condizioni di raggiungere la Williams e di lottare per il podio, ma poi ci sono stati problemi in entrambi i pit-stop. Non so esattamente cosa sia successo, ma so che avevamo perso qualcosa in termini di deportanza. Semplicemente... a me è successo di tutto».
Agli occhi di Vettel è stato un fine settimana “pulito”. Sì, il “piccolo errore” che ha mandato fuori gara Raikkonen, ma per il resto, dice il tedesco, «possiamo essere molto contenti di questo week end. La cosa più importante è che abbiamo una buona vettura, una piattaforma valida su cui continuare a lavorare. Quindi grazie e complimenti anche alle persone che hanno lavorato a Maranello, oltre a quelle che erano qui in Australia. Senza di loro questo risultato non sarebbe stato possibile. Il via non è stato eccezionale, le gomme hanno pattinato troppo e quando ho cercato di tenere la traiettoria interna erano ancora troppo fredde. In gara abbiamo adottato una grande strategia, che ci ha permesso di scavalcare la Williams - che aveva una buona velocità di punta - con il nostro unico pit-stop. Ora dobbiamo confermarci nelle prossime gare e poi, un passo alla volta, speriamo di iniziare ad avvicinarci alle Mercedes. Il distacco è ancora grande, ma fra tutte le squadre credo che la nostra sia quella che è cresciuta di più durante l’inverno».

