Il festival dei rigori premia il Pescara

Giannetti sbaglia nel primo tempo, nella ripresa Cocco ne infila due Successo conquistato con la forza del carattere e con la capacità di soffrire
PESCARA. Buona la prima casalinga del Pescara. Una ventata di fiducia e di entusiasmo per trascorrere la prima sosta della stagione con il sorriso stampato sul volto. Una vittoria che certifica la crescita sul piano caratteriale della squadra che, per il resto, ha ampi margini di miglioramento sul piano della manovra. Più che altro per quel che riguarda la finalizzazione. Successo sofferto, agguantato con le unghie, con un salvataggio nei pressi della linea di porta di Campagnaro sul colpo di testa di Di Gennaro al secondo minuto di recupero. Tre punti sostanzialmente meritati, anche se nel finale il Livorno è andato più volte vicino al pareggio. Ha vinto chi ha sbagliato di meno nel festival degli errori. Poca qualità e tanto agonismo in una partita che ha premiato la squadra che ha cercato di più la vittoria. Il Pescara per mezzora ha menato le danze, esibendo una manovra fluida fino al limite dell’area labronica. Tanto gioco e poche occasioni da rete, su tutte quella di Melegoni, al 18’, con il diagonale dell’ex atalantino respinto da Mazzoni in uscita. Poi, iniziano gli errori. Al 34’ un retropassaggio sbagliato di Balzano aziona Gonnelli fermato fallosamente da Gravillon: per l’arbitro Maggioni è rigore, ma le immagini televisive lo smentiscono. Il fallo del francese è appena fuori l’area di rigore. Ci pensa Giannetti a mettere tutti d’accordo, calciando la palla a lato dal dischetto. L’episodio consiglia prudenza al Pescara che si fa meno arrembante.
Nella ripresa, altro errore in apertura. La furbizia e l’esperienza di Balzano, che crede in un pallone sulla carta impossibile, si sommano alle ingenuità di Mazzoni e Di Gennaro. Con un tocco avventato, il portiere serve il suo compagno che si fa anticipare da Balzano e commette fallo. Anche questa volta Maggioni indica il dischetto e Andrea Cocco non sbaglia. La pioggia cade e rende il terreno di gioco pesante, diventa una battaglia più che una partita. Poca roba il Livorno per un’ora, compassato e mai pericoloso, tant’è che arriva il raddoppio, sempre su rigore al 15’. Contropiede di Memushaj, palla a Melegoni, in area, sul quale interviene fallosamente Gonnelli.
Penalty solare e questa volta Cocco viene aiutato da Mazzoni che intuisce la traiettoria ma non trattiene la palla viscida. A questo punto i labronici passano dal 5-3-2 al 4-2-3-1 complice l’ingresso in campo dell’ex azzurro Diamanti. Che illumina subito la scena con un lancio che pesca la percussione di Porcino: il laterale sorprende Balzano e batte al volo infilando l’esordiente Kastrati, gettato nella mischia dopo che Fiorillo si era fatto male durante il riscaldamento pre-partita.
Finale palpitante, tra gli assalti del Livorno e le ripartenze del Pescara. Che mette dentro Capone il quale in un paio di occasioni va vicino al 3-1. Il Livorno è una squadra di granatieri e Lucarelli inserisce anche Raicevic. A sette minuti dalla fine trema Kastrati, lo salva il palo sul colpo di testa di Kozak. E durante il recupero il salvataggio di Campagnaro su Di Gennaro. Una faticaccia, ma il Pescara non ruba nulla. Anche ieri, come a Cremona, emerge forte la sensazione di gruppo che sa soffrire e che si ciba delle qualità tecniche di Brugman. In difesa Campagnaro è un valore aggiunto quando il gioco si fa duro. Manca qualcosa negli ultimi venti metri, ma c’è tempo per migliorare. E con 4 punti in classifica dopo due partite ci si riesce più facilmente.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

