Il futuro del Pescara: c’è l’ipotesi Contrader

La cordata italiana sarebbe riconducibile allo sponsor beneventano
PESCARA . Trattative sempre più serrate, sono giorni intensi per il futuro del Pescara. A breve si saprà se il presidente Daniele Sebastiani cederà il pacchetto di maggioranza oppure verrà affiancato da nuovi imprenditori. Infine, ultima ipotesi, il patron biancazzurro potrebbe proseguire da solo l’avventura al timone della società. Al momento è azzardato fare pronostici, ma di certo Sebastiani ha avuto contatti con almeno tre gruppi interessati a rilevare il Delfino. Una cordata statunitense, una italiana e, infine, il potenziale acquirente sbarcato a Pescara nei giorni scorsi, un imprenditore originario di Rivisondoli, nato a Castel di Sangro, che vive in Australia. Da quel che trapela, al momento, l’intesa con il gruppo Usa è lontana. Al contrario, gli altri due pretendenti sarebbero in piena corsa. A proposito del gruppo italiano, voci sempre più insistenti riferiscono che sia riconducibile alla Contrader, holding di Benevento che da qualche anno è entrata nel mondo del calcio attraverso le sponsorizzazioni di Pescara, Lazio e partner dello stesso club sannita. L’anno scorso l’azienda è stata accostata al Potenza calcio, però la trattativa non si è concretizzata. A soli 5 anni dalla sua nascita Contrader, fondata nel 2017 dall’ingegnere Sabatino Autorino, ha compiuto passi da gigante e ora conta circa 230 dipendenti, dei quali 130 ingegneri specializzati. Opera nel campo delle tecnologie innovative e dell’intelligenza artificiale. Secondo una recente classifica stilata dal Financial Times, occupa il 268° posto su 1000 aziende europee che hanno fatto registrare la maggiore crescita negli ultimi tempi. Il gruppo beneventano sarebbe in lizza per acquisire una buona parte delle azioni del Pescara, ma lo stesso discorso vale per l’imprenditore italo-australiano. Quest’ultimo nei giorni scorsi è stato in città con alcuni collaboratori e, insieme al presidente Sebastiani, ha incontrato il sindaco Carlo Masci chiedendo informazioni sulla possibilità di effettuare lavori di ristrutturazione dello stadio Adriatico o di costruirne uno nuovo. Quindi ha visitato il centro sportivo Poggio degli Ulivi e l’Ekk hotel, prima di tornare in Australia. Pare che entro due settimane sia in programma un’altra visita. Stando così le cose, in base agli ultimi riscontri, le quotazioni del gruppo statunitense sarebbero in ribasso. Eppure, lo scorso 6 febbraio all’Adriatico, ad assistere al match contro il Gubbio c’era il broker inglese Ian George, l’intermediario della cordata americana e titolare di uno studio di consulenza che da anni opera nel mondo dello sport in diverse discipline. Dopo il blitz di George i contatti sono proseguiti per un paio di mesi, ma alla fine non stati fatti passi in avanti significativi. A breve ci sarà la resa dei conti e vedremo chi la spunterà. In ogni caso, Sebastiani potrà attendere fino a un certo punto. Il 22 giugno c’è una scadenza perentoria. Se entro venti giorni nessuna di queste trattative andasse a buon fine, il presidente provvederebbe personalmente all’iscrizione della squadra al campionato.
Ferrari vuole restare. Tre settimane di vacanze nella sua Argentina, poi il bomber tornerà a Pescara, dove ha deciso di rimanere in attesa di comunicazioni dal Napoli, società proprietaria del cartellino. Franco Ferrari non nasconde il suo desiderio di vestire la maglia biancazzurra anche nella prossima stagione. «Qui mi sono trovato benissimo», le parole del bomber a margine dell’evento “Miglior biancazzurro”. «Sono orgoglioso di aver stabilito il record personale di gol (17 gol, ndc) in una piazza così importante. Futuro? Devo parlare con il Napoli, ma se dipendesse da me resterei volentieri».
Giovanni Tontodonati
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