«Il gioco? Almeno le bionde ci sono sempre state»

18 Giugno 2016

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«Abbiamo giocato male? Ma chi se ne frega». La voce Rai di Alberto Rimedio esplode nella giocata-partita dopo il triplice fischio finale di Kassai. «E adesso votate, votate Eder», conclude Walter Zenga, la spalla tecnica che, pochi minuti prima del gol, nel momento della nomination sul migliore in campo era rimasto spiazzato: «Datemi un minuto», la preghiera.

Nessuno si immaginava più uno squillo dopo 88 minuti vissuti sulle spine. Il bordocampista Alessandro Antinelli lo intuisce fin dalle prime battute quando descrive Conte: «Fine tenerezze, adesso è lì a friggere». Rimedio invece perde la bussola cromatica. «In Italia abbiamo visto Granqvist con la maglia del Bologna». Intervento, dalla regia: «Del Genoa, scusate». Questioni rossoblù. Fabio Caressa sul Sky Sport 1 aggiunge l’azzurro nel costume di Isaksson: «Intervento alla superman del portiere della Svezia». L’italo-svedese che duella con Chiellini e Bonucci – soprattutto – in compenso diventa «Ghidetti». Mai una volta che lo pronunciasse come il vicino di casa, il signor Guidetti. Non sarà Rossi, Bianchi o Verdi, ma ce ne sono. Beppe Bergomi invece preferisce parlare di «linee corte» e arzigogoli tattici.

La gara si trascina stancamente. Il duello tra bordocampisti è il massimo della vita a ripresa inoltrata: «Sta arrivando Sturaro», garantisce Antinelli. «Entra Thiago Motta», ribatte sull’altro canale Alessandro Alciato. Entra e finisce nel “tritanomi” di Sky: «Tciago». Siamo ai titoli di coda. Sembra. Mancano le occasioni: «Almeno le bionde ci sono sempre state», impenna Caressa. Un attimo prima del lampo di Eder.

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