Il Giulianova a Dragone per l’impresa salvezza

2 Aprile 2016

Serie D. Si apre il terzo ciclo dopoGiorgini-Tortorici-Pagliaccetti e Gelsi-Pisano Il nuovo tecnico a letto con la febbre: «Accetto con entusiasmo, spazio ai giovani»

GIULIANOVA. “La società comunica di aver affidato la conduzione tecnica della prima squadra all’allenatore Ugo Dragone con la collaborazione tecnica di Andrea Scarpantoni”. Con questo scarno e asciutto comunicato il “Città di Giulianova” ha aperto ufficialmente il terzo ciclo della conduzione della squadra giallorossa dopo l’esonero dell'altra coppia Michele Gelsi-Fabrizio Pisano che aveva rilevato il trio Francesco Giorgini-Giuseppe Tortorici-Angelo Pagliaccetti. Dragone, 54 anni, e Scarpantoni, 38, sono stati chiamati al capezzale di un gruppo di ragazzi al quale poco si può rimproverare sul piano dell’impegno ma con limiti evidenti sul piano tecnico, caratteriale e strutturale, come dimostra l’ultimo posto in classifica, e in balia di una situazione societaria caotica mai vissuta nella storia del calcio giuliese. La scelta dei nuovi allenatori sa di disperazione. Il procuratore speciale della società, Berardo D’Antonio, verso il quale Gelsi è stato duramente critico aggiungendosi ai tifosi che ieri si sono affacciati al Fadini, aveva tentato, tra vari altri, anche la carta di Pasquale Rossi, giuliese doc, che ha declinato un invito tardivo e irriguardoso. Dragone, a letto con la febbre, non ha potuto prendere contatto subito con la squadra, ma dalla sua Montesilvano ha confermato lo spirito battagliero grazie al quale, difensore del Giulianova di Giorgini promosso in C2 nel 1993/94 e poi confermato nella categoria superiore con Simonelli, divenne l’idolo della curva ovest che gli dedicava il coro “salta con noi Ugo Dragone”.

«La chiamata di D’Antonio è stata una piacevole sorpresa. Ho accettato con grande entusiasmo perché Giulianova mi ha dato tanto e spero di ripagarla nel mio piccolo cercando di trasmettere la mia grinta alla squadra», il primo commento di Dragone. «So che l’impresa della salvezza è molto difficile ma noi dobbiamo solo pensare che adesso comincia un mini torneo di 6 partite nelle quali sono previsti diversi scontri diretti per la salvezza da vincere ad ogni costo, con il coltello tra i denti, non è più tempo di pensare al gioco».

Dragone, che ha girato molte panchine abruzzesi dalla Serie D alla Promozione, bada al sodo e per riuscire nel miracolo non può non confidare sull’apporto del pubblico del Fadini: «Conosco la carica che possono dare i tifosi giallorossi, è un peccato che questi ragazzi non hanno potuto conoscerlo ma se riusciranno ad avere lo spirito del Fadini, è possibile arrivare all’ultima giornata in casa contro il Monticelli con qualche chance di farcela. Noi daremo spazio anche ai giovani locali per raggiungere l’obiettivo».

Ludovico Raimondi

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