Il governo blocca il campionato greco

13 Marzo 2018

Il presidente del Paok in campo con la pistola dopo un gol annullato

ATENE. Ci risiamo, campionato sospeso fino a data da destinarsi. In Grecia è diventata quasi una costante, visto il perenne ripetersi di episodi di violenze varie legate al calcio. Questa volta lo stop deciso dal governo del premier Tsipras è stato deciso dopo che il presidente-padrone del Paok Salonicco, il russo Ivan Savvidis (evidenti le sue origini elleniche), è entrato in campo dopo il gol annullato al 91' alla sua squadra, impegnata contro l'Aek, con tanto di pistola ben visibile nella fondina. Era anche scortato da due bodyguard che si sono dirette con fare minaccioso verso l'arbitro. Ora Savvidis è ricercato dalle forze dell'ordine assieme ad altri quattro persone. È pensabile che si farà rintracciare e poi interrogare, e ribadirà la teoria che la sua squadra è perseguitata. L'ha già esposta quando, nel corso di questo campionato, il Paok ha avuto partita persa a tavolino dopo che il big match del torneo contro l'Olympiacos non è stato disputato dopo che un oggetto volato dagli spalti aveva colpito in volto il tecnico del team del Pireo Oscar Garcia, andato letteralmente ko.
I precedenti sono numerosi, basti pensare al novembre del 2016 quando la federcalcio greca aveva deciso di sospendere tutti i campionati dopo l'incendio doloso all'abitazione di Georgios Bikas, presidente dell'associazione arbitri. Mesi prima, a marzo dello stesso anno, a sospendere il campionato era stato il governo dell'epoca dopo gli incidenti tra tifosi e polizia avvenuti durante la semifinale dei Coppa di Grecia tra Paok e Olympiacos che a cinque minuti dalla fine avevano causato l'interruzione della partita, poi non più ripresa.