Il Lanciano ha sorpreso anche D’Aversa

L’allenatore: «La Virtus oltre le previsioni. Ma col Perugia sarà dura: non ci sarà Taddei, meglio così. E con Camplone...»
LANCIANO. Sono entrambi pescaresi e hanno intrecciato le loro vite alla Virtus Lanciano. Mentre il primo, Andrea Camplone, rappresenta il passato rossonero, avendo allenato il Lanciano nel 2006/2007 e poi nell’era Maio nel 2010/2011, il secondo, Roberto D’Aversa, è stato prima giocatore rossonero, capitano, poi dirigente e ora allenatore della Virtus. Sabato i due si stringeranno la mano al Biondi prima di Virtus Lanciano-Perugia. Lo faranno da avversari, ma quattro anni fa, scendevano in campo al Biondi assieme, perché Camplone è stato allenatore di D’Aversa per un anno. «Mi ha allenato in C1», ha ricordato D’Aversa, «da allora ci siamo sentiti un paio di volte solo questa estate. Mi ha fatto piacere. Siamo entrambi di Pescara, ma non abbiamo un rapporto di amicizia particolare. C’è stima».
Di sicuro un rapporto di amicizia D’Aversa l’aveva con Rodrigo Taddei. Il brasiliano, uno degli acquisti più importanti del Perugia di Camplone, che però non ci sarà al Biondi per squalifica (come Valerio Verre). «Sono ben felice che non ci sia Rodrigo», ha scherzato il tecnico dei frentani, «è un giocatore eccelso, straordinario. Ho avuto la fortuna di giocare con lui a Siena (dal 2003 al 2005, ndc), è in gamba. Ma il Perugia ha ottimi giocatori, come Diego Falcinelli che conosciamo bene e cercheremo di limitare, non solo Taddei. E non è affatto in crisi nonostante le due sconfitte. Il Perugia è una delle squadre, con il Latina, che ha cambiato di più. Ha fatto tanti acquisti e non per fare un campionato di bassa classifica. Sarà una partita difficile». Che la Virtus affronterà dopo aver trascorso una settimana serena. «C’è il clima sereno dato dalle vittorie», ha detto D’Aversa, «ma come in tutte le cose ci vuole equilibrio. Sono soddisfatto di quanto fatto finora, non me l’aspettavo un avvio così, ma dobbiamo guardare avanti. Sabato c’è già il Perugia, bisogna accantonare velocemente la partita passata, ovviamente dopo averla analizzata, e pensare all’obiettivo successivo».
Obiettivo che è in primis quello di fare una bella prestazione, approcciando nel modo giusto la sfida, poi ovviamente la conquista dei tre punti. E un contributo in questa direzione lo possono dare gli attaccanti, che sono la marcia in più di questa Virtus. Lo dicono i numeri, 16 gol, migliore attacco della B, e il fatto che tutti gli attaccanti, tranne Turchi, sono andati in gol.
Problemi di abbondanza? «Sono ben contento di andare in difficoltà nelle scelte della formazione», ha risposto, «sono difficoltà piacevoli perché mi fa piacere che tutti gli attaccanti abbiamo segnato. Ma dietro di loro c’è una squadra. Si parla di fase offensiva non di attaccanti solo. Non a caso io dico che l’attaccante non lo giudico per i gol che fa, ma per la fase difensiva che fa in campo. Gli attaccanti finalizzano l’azione della squadra. Sono orgoglioso che facciano gol, vuol dire che stanno migliorando, ma sono altrettanto orgoglioso e forse lo sono anche di più, quando vedo l’attaccante mandare il compagno in gol. Questo fa capire lo spirito di squadra che è la cosa più preziosa».
Teresa Di Rocco
©RIPRODUZIONE RISERVATA

