Il Lanciano ritrova i 3 punti Capolavoro di Marilungo

Livorno piegato, play out a 4 punti. Il bomber segna su rigore e in rovesciata
LANCIANO. Chiusura col botto per la Virtus che vince e convince al Biondi contro il Livorno trovando in Guido Marilungo il suo trascinatore. Fuochi d’artificio per lui che torna a segnare dopo oltre un anno (l’ultimo gol risale al 20 settembre 2014 Cesena-Empoli 2-2) e lo fa su un rigore procurato da Di Francesco e due minuti dopo su una rovesciata dopo una serie di rimpalli. Una doppietta che fa morale, regala una gioia alla squadra che, però, non ha molto di cui sorridere.
E’ vero che con la vittoria i rossoneri recuperano un punto sui play out che distano 4 lunghezze, è vero che finiscono il 2015 con una vittoria, come lo hanno iniziato (3 a 0 sul Catania il 17 gennaio 2015), ma è anche vero che questo è un anno da dimenticare. Anche per gli inguaribili ottimisti.
La Virtus nel 2015 ha fatto solo 39 punti; è la squadra che ha fatto meno punti di tutte in B. Quella che ha fatto registrare solo 8 vittorie. E se a questo aggiungiamo l’incertezza che regna in società e un clima di mobilitazione alla vigilia del nuovo anno, del mercato invernale, si capisce perché c’è poco da sorridere. Ora la squadra va in “ferie”, una settimana di riposo prima della ripresa degli allenamenti. Una settimana che non sarà di ferie per la società, ma di riflessione.
Si cercano soci, si cercano fondi. C’è da finire la stagione e un mercato invernale, cosiddetto di riparazione, da affrontare. Ma sarà di riparazione? In realtà pare più che ci sarà una fuga da Lanciano. Pucino, ieri in tribuna perché squalificato, vicino ad Avellino, Marilungo a Perugia. Su Piccolo e Paghera l’interesse c’è di altre società di B. Mammarella ha il suo ampio mercato e se anche lui dovesse iniziare a guardarsi attorno, allora ci sarà davvero da preoccuparsi. Per ora, si chiude l’anno col sorriso di una vittoria che fa morale e ha stretto la squadra attorno a mister D’Aversa. Lui, messo in discussione, beccato dai tifosi, è amato dalla squadra. E l’abbraccio che tutti gli hanno fatto, a partire da Marilungo per finire a chi in campo non ha mai messo piede, dopo il gol su rigore, la dice lunga su quanto D’Aversa sia amato dai suoi ragazzi.
D’Aversa ha cambiato la Virtus poco prima di iniziare la partita. Inedito 3-5-2 per i rossoneri dettato dalla necessità. Forfait in extremis del capitano Carlo Mammarella per un problema al flessore che lo ha costretto ad andare in tribuna. Non al meglio neanche Amenta, mentre Pucino salta la sua prima gara dall’inizio del campionato per squalifica. Così D’Aversa punta sulla difesa a tre con Rigione, Aquilanti e Boldor. Centrocampo affollato, quindi, con Di Francesco e Di Matteo sulle corsie esterne mentre al centro ci sono Bacinovic, Paghera e Di Cecco. Spine nel fianco del Livorno. Di Francesco, che in tribuna aveva tutta la famiglia guidata dal papà Eusebio a fare il tifo, e Di Matteo che sulle corsie esterne hanno fatto un ottimo lavoro in fase sia di attacco sia di copertura. Ma è soprattutto il Livorno, in un primo tempo con diversi errori di impostazione, a farsi pericoloso all’11esimo: punizione di Pasquato, testa di Vantaggiato e bella riposta in corner di Casadei. Occasioni per la Virtus con Di Matteo e Di Francesco, ma il finale del primo tempo è tutto del Livorno con Pasquato che al 30esimo impegna ancora Casadei, Biagianti e Cazzola a tirare fuori. Si infiamma e molto la ripresa con una Virtus tutto cuore che trova i gol in 180 secondi: su rigore, procurato da Di Francesco e realizzato da Marilungo, e il gol dell’ex atalantino in rovesciata dopo una serie di batti e ribatti in area. C’è tempo per la solita distrazione in difesa con Bunino lasciato tutto solo per segnare. Ma la Virtus regge, anche ai 6 minuti di recupero di Baracani. Sorride il Lanciano, piange il Livorno dove traballa la panchina di Mutti, nonostante le rassicurazioni del presidente Spinelli.
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