Il Lanciano soffre, ma Cerri regala il pari

Il giovane bomber al terzo centro rimonta il gol del bresciano Scaglia. Buona gara dopo la debacle con il Frosinone
BRESCIA. Bisognava fare risultato, senza appelli. Senza badare a come sarebbe arrivato ed in effetti il Lanciano può sorridere per il pareggio strappato al Rigamonti, in rimonta e soprattutto dopo un primo tempo decisamente al di sotto delle aspettative.
Meglio nella ripresa i ragazzi di D’Aversa, trascinati da un Vastola in grado di cambiare la gara (subentrato a Paghera, che ha subìto un brutto il colpo alla testa) e in gol ancora con Cerri, questo ragazzino capace di trasformarsi in una sorta di Re Mida rossonero.
Un primo tempo sostanzialmente di marca bresciana, col Lanciano forse ancora sotto shock per il pesante scivolone subìto sabato al Biondi contro il Frosinone. Perché la formazione di Iaconi ha un approccio positivo alla partita e la interpreta meglio. Il nuovo Lanciano disegnato da D’Aversa (esordio di Bacinovic, Conti terzino destro e Aquilanti in tandem al centro con Troest) fatica per quasi tutti i primi 45’. E le avvisaglie ci sono sin da subito, con le rondinelle maggiormente propositive sulle corsie laterali, con Sestu e Coly vere e proprie spine nel fianco di una retroguardia rossonera non proprio impeccabile. In fase offensiva, gli uomini di D’Aversa provano a rendersi pericolosi solo in contropiede, ma il Brescia lascia davvero pochi spazi e cerca con insistenza il vantaggio. Serve un grande Nicolas per evitarlo, al 21’, sulla bella conclusione dalla distanza di Benali; risposta abruzzese affidata ad un debole e centrale destro di Paghera. Proprio l’ex di turno, di tanto in tanto, si alterna con Bacinovic in cabina di regia, vista la poca consistenza dello sloveno in fase di costruzione.
La prima volta che il Lanciano si affaccia dalle parti di Minelli rischia di passare: spunto di Gatto sulla sinistra, torsione di Cerri con la risposta d’istinto del portierino di Iaconi. La sua parata vale doppio, perché sul capovolgimento di fronte è il Brescia a fare l’1-0.
Scaglia avvia l’azione, che prosegue col cross basso di Coly e il tocco di Corvia respinto alla grande da Nicolas, e poi si fionda sulla respinta realizzando un semplice tap-in (26’).
Il Lanciano va ancora più in difficoltà nel quarto d’ora finale e rischia anche il 2-0, negato dal palo a Corvia (40’, colpo di testa su angolo). Nel finale Paghera si fa male ed entra Vastola, ma ciò non basta per cambiare il corso delle cose nella ripresa.
Perché se è vero che il Lanciano alza il proprio baricentro, i padroni di casa rispondono con un atteggiamento più aggressivo e non remissivo. E a D’Aversa non serve neppure far scambiare la posizione in attacco a Gatto e Grossi, fuori da qualsiasi manovra offensiva.
Ringrazia il Brescia, che riesce a controllare il match con maggiore tranquillità, senza di fatto rischiare alcunché. Fino al 23’, quando Gatto è bravo a controllare un lancio dalle retrovie e a calciare con l’esterno, trovando la bella risposta in tuffo di Minelli.
È il preludio al gol della Virtus, che giunge qualche minuto più tardi. Perfetto traversone di Mammarella, Cerri lo sfiora di testa e lo trasforma nel suo terzo gol stagionale.
D’Aversa si affida alla brillantezza di Pinato, in luogo dell’evanescenza di Grossi. Questo perché il finale è positivo per i rossoneri, con Gatto che al 38’ non sfrutta l’uscita incerta di Minelli e di piatto spara alto.
Il portiere del Brescia si rifà allo scoccare del 90’, quando nega al neo entrato Monachello il gol, con un intervento prodigioso.
E nel recupero Caracciolo cerca il jolly dalla distanza, con un destro a giro che termina di poco alto. Ma sarebbe stata una punizione eccessiva per il Lanciano. Un po’ di nervosismo da parte di Bentivoglio proprio nei secondi finali, che commette un fallo inutile e poi se la prende con l’arbitro perché non fa battere un calcio d’angolo a recupero abbondatemente scaduto. I rossoneri alla fine vanno sotto la curca a ringraziare i pochi tifosi frentani che hanno seguito la squadra.
Paolo Belotti

