Il Lanciano travolto ora ha un piede in Lega Pro

5 Giugno 2016

Play out, la Salernitana vince al Biondi 4-1 e mette un’ipoteca sulla salvezza

INVIATO A LANCIANO. Il Lanciano è arrivato semplicemente impreparato all'appuntamento. Non c'era sul piano mentale, atletico, tattico e della cattiveria agonistica.

Insomma, un disastro.

Ha gettato alle ortiche un anno di sacrifici e di rincorse in 90, i primi dei play out contro la Salernitana che si è imposta 1-4 al Biondi ipotecando la salvezza. Una serata da dimenticare per i colori rossoneri, fischi e applausi per la squadra quando è uscita dal campo. È stata letteralmente asfaltata dai granata. Vittoria per manifesta superiorità della squadra di Menichini, che ha virtualmente condannato la Virtus Lanciano alla retrocessione in Lega Pro dopo quattro stagioni di serie B. Non è nemmeno il caso di scomodare miracoli o di alimentare speranze per la sfida di ritorno, in programma mercoledì sera all'Arechi: servirebbe un successo con quattro gol di scarto ai frentani per ribaltare il disastro di ieri sera. Più probabile che il ritorno si trasformi in una passerella per la Salernitana. Che, va detto, ha meritato di vincere. Si può discutere sulle dimensioni del passivo, ma la Virtus Lanciano ha fatto davvero poco per restare in corsa.

È vero che è arrivata ai play out in formazione rimaneggiata (mancavano Ferrari, Di Francesco e Giandonato), ma l'approccio molle alla partita è ingiustificabile e chiama in causa anche l'allenatore Maragliulo. Che, nell'undici iniziale, ha presentato Rigione in difesa al posto dell'annunciato Aquilanti e Vitale in mezzo al campo a scapito di Turchi, in panchina. Il primo tempo della Salernitana è da manuale, sembra il Barcellona dei bei tempi, letteralmente padrone del campo. L'ex Pestrin è il trascinatore a 37 anni, di gran lunga il migliore in campo. I granata fanno quello che vogliono dei frentani rimasti con la testa negli spogliatoi. In difesa tutti fermi e i granata sembrano fenomeni. E vanno subito in vantaggio con Donnarumma, al 9', su assist del devastante Zito. Lanciano sulle gambe, Coda si mangia il raddoppio. E la Virtus trova la rete del momentaneo pari con Marilungo che, al 16', gonfia la rete di Teracciano. Ma è solo un'illusione. Al 21' Zito con un gran sinistro al volo sorprende Cragno e segna l'1-2. È un colpo duro da assorbire per i frentani che restano in partita grazie alle parate di Cragno e al palo colpito da Donnarumma di testa alla fine del primo tempo.

Cambia Maragliulo che nel frattempo ha perso Vastola per infortunio.

Nel finale dei primi 45' di gioco passa dal 4-3-2-1 al 3-5-2 e qualche miglioramento, almeno in difesa, nella ripresa si nota. Ma il Lanciano non riesce a fare gioco, si rende pericoloso solo sugli sviluppo di calci da fermo. La fragile difesa della Salernitana sembra d’acciaio nella notte che vede in palio la serie B. Ci provano i rossoneri gettando il cuore oltre l'ostacolo, ma non vanno oltre a qualche mischia davanti a Teracciano.

Entrano Turchi e Padovan, ma la sostituzione decisiva è quella di Menichini che, al 31', manda in campo l'ex Gatto. Appena qualche minuto e l'attaccante conclude dal limite indisturbato, trafiggendo Cragno.

È l'inizio della fine per la Virtus che resta sulle gambe e in pieno recupero incassa anche la quarta rete firmata da Coda. Tifosi granata, circa 1.200, in tripudio; quelli rossoneri sembrano rassegnati alla retrocessione in Lega Pro.

Il patron virtussino Franco Maio resta pietrificato sulla poltroncina in tribuna per decine di minuti con lo sguardo perso nel vuoto: è l'immagine di un Lanciano il cui futuro è tutto da decifrare.

Doveva essere la notte dei leoni frentani e, invece, in campo non si sono mai visti. Rossoneri secondi in tutto ai salernitani. Anche sul piano agonistico e della fame di vittoria.

Un tempo si chiamava spirito Virtus, ma si è dissolto nel tempo. D'altronde bastava esaminare il cammino delle ultime settimane (tre pari in cinque gare) per capire a che cosa andava incontro il Lanciano.

Una debacle per certi versi annunciata dopo tante battaglie, tante occasioni sciupate per centrare la salvezza. Nonostante le inadempienze della società costate quattro punti di penalizzazione.

Già, la Virtus non doveva esserci ai play out. E, infatti, non c'era.

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