Il Lanciano va ai play out con una grande rimonta

21 Maggio 2016

Sarà sfida con la Salernitana anche con eventuali altri 2 punti di penalizzazione

LIVORNO. Sono gli episodi a decidere le stagioni: Ferrari “rubacchia” un rigore e pure un rosso per Ricci. Poi Pinsoglio, entrato per sostituire il compagno ingiustamente mandato sotto la doccia, combina un pasticcio che regala i play out al Lanciano. La disperazione di Pinsoglio porta il Livorno in Lega Pro (mancava dal 2002) e regala i play out a un Lanciano che dopo 45’ era con un piede e mezzo nella fossa. Una rimonta clamorosa, viziata da errori della terna e degli avversari che hanno reso tutto molto più semplice. Piange Pinsoglio, piange Vantaggiato e il Livorno resta a centrocampo dopo il triplice fischio di una gara in cui nessuna delle due squadre s’è fatta mancare nulla. Tre espulsioni, clamorose sviste e disastri individuali che però tutto sommato al Lanciano devono stare bene.

Gli schieramenti degli allenatori sono quelli annunciati: serve vincere per entrambe, “mantenersi” e conservarsi non ha più senso. C’è anche una cornice di pubblico degna di altri palcoscenici. E mentre i tifosi ospiti cercano di farsi sentire, il Livorno prova a mettere da subito le cose in chiaro. Il Livorno ha la forza di essere lucido anche dietro: Bacinovic un po’ si nasconde e un po’ è neutralizzato dall’intensità degli avversari, quando ha spazio qualcosa la inventa (16’ Ricci in corner) ma poi si scatena l’uragano Aramu. Dopo la sponda con Vantaggiato il sinistro vale l’uno a zero (25’). Poi, mentre Fedato si riscalda perché lo stesso Aramu non sembra al meglio, arriva il 2 a 0 che taglia le gambe al Lanciano. A realizzarlo è sempre Aramu, con una deliziosa punizione che condanna Maragliulo a un forcing insistente nella ripresa. L’episodio che però riapre le speranze è macchiato da due errori della terna: Marilungo inventa, Ferrari è mezzo metro avanti la linea dei difensori avversari e poi fa di tutto per cascare davanti all’incolpevole Ricci. È rosso per il portiere, è svantaggio dimezzato e diventano pure venti minuti di fuoco. Perché la difesa e la ricerca del contropiede che s’era abituato a fare da inizio ripresa il Livorno deve essere rivisto e rimodellato. Diventa solo difesa per gli amaranto, è testa bassa per il Lanciano che osa, spinge e poi si ridisegna con un “particolare” 3-2-5. Tutti avanti, Turchi e Bonazzoli vanno a creare una linea d’attaccanti che è disperata e che prova a mettere sui binari giusti una stagione tortuosa. La tensione è tanta, forse anche troppa per le mani Pinsoglio. Che si lascia scappare la sfera su un cross innocuo: Turchi fa un regalo alla moglie-presidente e fa 2 a 2. Cambiano però ancora una volta le carte in tavola: il Lanciano chiude in nove (espulsi Giandonato e Di Francesco) e succede che Ceccherini, a due metri dalla porta, impatta malissimo di testa colpendo prima Di Matteo e trovando poi i guantoni di Cragno sulla linea. Finisce con la Virtus fatta uscire col pullman da un’uscita secondaria dello stadio Picchi per via dei tifosi amaranto inferociti.

La giornata si era aperta con il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, in Procura per presentare un esposto contro il nuovo deferimento del Lanciano e il ricorso al Coni per la restituzione di 2 punti e col presidente della Lega B, Andrea Abodi, che ha fatto slittare i play out il 4 e 8 giugno dagli iniziali 26 maggio e 2 giugno. Nella denuncia Pupillo chiede che «chiarezza nei confronti di tutti coloro che saranno ritenuti responsabili sull’ipotesi di reato di estorsione e minacce aggravate nei confronti degli organi inquirenti di giustizia sportiva, rea a sua volta di aver sottratto a forme di ricatto e pressioni di vario genere». Pupillo, accompagnato dall’avvocato Vittorio Orlando, ha spiegato così l’esposto: «Pensiamo a un accanimento terapeutico contro la Virtus che ha conquistato la salvezza sul campo e solo per non aver versato dei contributi Inps rischia di perdere la serie B quanto è stato constatato negli anni scorsi trattamenti diversificati e meno severi di questo per illeciti sportivi. Mischiamo, confondiamo e paragoniamo illecito sportivo a un mero atto amministrativo, senza contare la tempistica. Poi una Procura federale che si mette contro la Corte d’appello è un assurdo, il tutto con velocità da centrometristi e tempi ristrettissimi per difendersi. Non lascia tranquillo nè me, nè i cittadini e tifosi e la stessa Virtus l’anomala procedura e l’atteggiamento persecutorio. Vogliamo capire come mai squadre che si sono comprate le partite, e anche quelle che se le sono vendute, non hanno subito nulla. Le piccole città, che dovrebbero essere un esempio, danno invece fastidio. Ci siamo trovati di fronte ad atti illegittimi e privi di etica». Nell’esposto sono stati indicati gli interessati ai contestati provvedimenti sportivi: oltre ad Abodi, per gli interessi di salvezza, i presidenti del Livorno e della Salernitana.

Resta il fatto che anche se dovesse perdere due punti di penalizzazione, la Virtus andrebbe lo stesso ai play out: andata a Lanciano sabato 4 giugno, ritorno a Salerno mercoledì 8.