IL MERCATO DEI SOGNI E IL CASO DELLA VIRTUS
di ROCCO COLETTI La sensazione è che sarà una fiera dei sogni e delle illusioni. Il mercato di gennaio, infatti, raramente ha modificato le gerarchie, anche perché non ci sono i presupposti. Nel...
di ROCCO COLETTI
La sensazione è che sarà una fiera dei sogni e delle illusioni. Il mercato di gennaio, infatti, raramente ha modificato le gerarchie, anche perché non ci sono i presupposti. Nel calcio per incidere servono i soldi, oltre alle idee. E in Italia non ce ne sono, perché quasi tutte le società sono indebitate. Storicamente non si ricordano sessioni invernali di mercato in grado di cambiare la fisionomia delle squadre. È vero però che in una serie A in cui l’equilibrio al vertice regna sovrano anche i dettagli possono fare la differenza. L’anno scorso il Napoli con l’acquisto di Gabbiadini dalla Sampdoria, di questi tempi, sembrava poter fare il salto di qualità, salvo poi fallire a maggio l’ingresso nella Champions League. E chi dimentica, ai primi di gennaio 2015, le migliaia di tifosi all’aeroporto ad esaltare gli ingaggi di Lucas Podolsky e Xherdan Shaqiri; poi, però, l’Inter non ha guadagnato nemmeno l’accesso all’Europa League. Qualche esempio, tanto per rendere l’idea. Fermo restando che esistono sempre le eccezioni che confermano la regola. Ma la verità è che le squadre si fanno in estate con programmazione e idee. Difficile fare il salto di qualità a gennaio quando chi ha i giocatori buoni se li tiene ben stretti. Il discorso vale per tutti, dalla serie A in giù. Anche in Abruzzo dove c’è il Pescara che ha voglia di migliorare il quarto posto in classifica. Lanciano fa eccezione perché i tifosi non hanno nemmeno la possibilità di sognare, visto che la famiglia Maio ha avviato la smobilitazione in nome del contenimento dei costi di gestione. La Virtus avrebbe bisogno di rinforzi per lottare per la salvezza e, invece, sembra intenzionata a cedere (anche) i pezzi migliori. Il ridimensionamento delle spese cozza con una considerazione elementare: sì, perché in estate la società non ha compiuto spese folli. Al contrario! Non ha fatto investimenti dai quali rientrare. Considerando che i club di B possono contare (anche) sugli introiti dei diritti tv, l’abbattimento del monte ingaggi sfugge alla logica aritmetica. Probabilmente, a Lanciano le vicende della Virtus si intrecciano con quelle delle aziende della famiglia Maio. E quindi è un altro discorso...
@roccocoletti1
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