Il Milan si squaglia, ritiro fino a sabato
L’Atalanta rimonta i rossoneri. Mihajlovic: «Se non corri e non lotti, è dura»
BERGAMO. L'Atalanta fa tre passi decisivi verso la salvezza, ormai in cassaforte, il Milan ne fa un altro all'indietro e vede allontanarsi ulteriormente il quinto posto. La finale di Coppa Italia rischia davvero di essere l'ultima occasione per dare il senso a un'altra stagione con più ombre che luci. La squadra di Mihajlovic mostra anche a Bergamo la sua incompiutezza e tutti i suoi limiti, anche caratteriali: nonostante il vantaggio lampo su rigore di Luiz Adriano, riesce a farsi rimontare e scavalcare con un'arrendevolezza quasi disarmante. Zapata e soci vanno costantemente in affanno sulle folate offensive dei nerazzurri, che vincono meritatamente con un supergol in rovesciata di Pinilla e il guizzo decisivo dell'imprendibile Gomez. Inutile e improduttivo l'assedio finale: superfluo anche l'innesto di Balotelli e Menez, entrambi ancora lontani dai loro standard. La sconfitta, la seconda nelle ultime quattro partite, arriva inevitabile. E per Mihajlovic è un'altra bruttissima notizia. Al fischio finale i rossoneri vanno verso i tifosi ed alzano le mani in segno di scuse.
Nel dopopartita Sinisa Mihajlovic dichiara: «Abbiamo fatto due punti in quattro partite con squadre che sono dietro di noi e questo non è accettabile. Chiedo scusa a tutti i tifosi. Si va tutti in ritiro fino a sabato, quando affronteremo la Juve. È l'ultima cosa che ci rimane da fare, non so se servirà. È una mia decisione, condivisa dalla società. Staremo insieme e tireremo fuori gli attributi se li abbiamo. Il calo di concentrazione e di cattiveria non è accettabile per me - aggiunge l'allenatore serbo -. Ci manca la personalità perché queste partite vanno vinte e questo al Milan non può succedere. Noi abbiamo tanti nazionali e se lo sono vuol dire che sono giocatori forti, ma se non corri e non lotti poi è dura vincere. Mi ha chiamato Berlusconi? No, ho parlato con Galliani che ha chiamato il presidente per comunicargli questa decisione del ritiro. Pronto a sposare il progetto italiano che vuole fare la società? In questo momento ho problemi più gravi. Dobbiamo cercare di chiudere al meglio la stagione e vincere la Coppa Italia. È inutile adesso parlare del futuro. Sicuramente la squadra poteva fare di più ma merita di essere al sesto posto. Abbiamo fatto molti pareggi dove meritavamo di vincere ma non l'abbiamo fatto per mancanza di cattiveria».

