Il Morro d’Oro fa un altro passo verso l’Eccellenza

27 Aprile 2015

Collevecchio e Barlafante stendono S.Gregorio e la capolista tiene a distanza il Pontevomano

MORRO D’ORO. La capolista Morro d’Oro vince la ventitreesima partita in stagione, la tredicesima in casa e tiene a debita distanza, tre punti, il Pontevomano, a due turni dalla conclusione.

Due reti nei primi quaranta minuti hanno deciso il confronto con il San Gregorio che, pure, cercava punti salvezza. Collevecchio e Barlafante, ancora loro, hanno messo al tappeto ogni resistenza della compagine aquilana. Ed i tifosi morresi della “Tempesta biancorossa” sono già proiettati al derby di Notaresco del prossimo turno, che potrebbe regalare la promozione in Eccellenza.

Con una vittoria nel sentito incontro del “Savini”, mancherà un ultimo sforzo per fare festa (in caso di arrivo in parità ci sarà lo spareggio). Il match contro il San Gregorio è stato interpretato bene dalla formazione di mister D’Eugenio, chiamata al riscatto dopo lo stop di Sant’Omero. Daniele Pellanera è squalificato, per il resto formazione tipo. E, nei primi dieci minuti, sono già due le occasioni, ma i tiri di Barlafante e Collevecchio sorvolano la parte alta della traversa. Al 20’ ecco il vantaggio per il Morro d’Oro. Incursione del solito Barlafante che viene steso in area. Per l’arbitro è rigore, che Collevecchio trasforma.

Sfida in discesa per i padroni di casa, che continuano ad attaccare e, in un finale di tempo emozionante, creano ancora. Al 40’, su assist di Scrivani, ecco il raddoppio con Barlafante, che non lascia scampo a Meo. Non sazia, la squadra del presidente Di Giammatteo ci prova ancora, con Collevecchio e Di Giacinto, ma senza troppa fortuna. Un attimo prima del duplice fischio di D’Antuono di Pescara il San Gregorio è pericoloso con una mischia in area e palla che schizza sulla traversa. Di Giammatteo ed i morresi si salvano. Decisamente meno vibrante la ripresa con i locali che controllano senza correre rischi. Da segnalare, a metà tempo, due occasioni per Collevecchio che mettono i brividi a Meo. Al fischio finale c’è il giusto entusiasmo per il Morro d’Oro, che è chiamato all’ultimo sforzo prima di poter brindare.

Matteo Falzon

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