Il Napoli e la Roma vogliono ridurre il ritardo dalla vetta

22 Dicembre 2016

I partenopei rischiano a Firenze, per i giallorossi c’è il Chievo Spalletti ribadisce: «Se non vinco, a fine stagione vado via»

ROMA. Approfittare della sosta forzata della Juventus, impegnata domani nella Supercoppa contro il Milan, per accorciare sulla capolista e tenere vivo il campionato. È questo l’obiettivo di Roma e Napoli, attese però da due sfide tutt’altro che semplici nell’ultima gara ufficiale del 2016. I giallorossi infatti riceveranno all’Olimpico un Chievo tornato sui livelli di inizio campionato e reduce da tre risultati utili consecutivi, mentre i partenopei chiuderanno l’anno al “Franchi” contro una Fiorentina in cerca di riscatto dopo i due ko in successione con Genoa e Lazio.

«Dobbiamo essere noi stessi, anche nelle difficoltà. Dobbiamo riuscire dall’inizio della partita a mantenere un blocco corto, per essere competitivi fino alla fine. La squadra ha le capacità per farlo - ha esordito in conferenza stampa Paulo Sousa - I punti di forza del Napoli sono nella proposta offensiva, hanno delle individualità che riescono a superare le difficoltà. Anche quasi da niente possono vincere la partita». L’allenatore dei viola ha poi chiamato a raccolta i tifosi per sostenere la squadra in uno dei momenti più difficili da quando si trova a Firenze. «Abbiamo bisogno di tutto lo stadio, sarà una partita difficile».

A reagire è chiamata poi la Roma, uscita con zero punti dallo Juventus Stadium nello scontro diretto di sabato scorso. «Il gruppo ha reagito benissimo, sono sconfitte che fanno male - ha evidenziato Spalletti - Non si può gettare via tutto quello che abbiamo fatto per questa sconfitta, che dà fastidio. Abbiamo perso altri tre punti dalla Juve, ma i ragazzi devono restare convinti di quello che hanno fatto e possono fare. Il gruppo ha ancora grande voglia ed entusiasmo che si vuole trasferire contro il Chievo».

Il tecnico giallorosso poi fa il punto sul suo futuro: «Il mio contratto? Io ci sto a dover avere l'imposizione di vincere perché la Roma è una buona squadra e la ricerca deve essere quella lì. Ora siamo a dicembre e si fa un'analisi dell'annata mettendola a confronto con quella delle migliori d'Europa. In 36 partite abbiamo fatto 81 punti, siamo nella media se non sopra. A fine anno vedremo: è giusto far posto a un altro se io non vinco, se non creo presupposti di vittoria mi devo far da parte. Qual è la cosa scandalosa?».