Il Napoli lascia l’Abruzzo «È un posto meraviglioso»

La squadra azzurra saluta Castel di Sangro dove tornerà in ritiro fino al 2026 De Laurentiis: «Accoglienza straordinaria, la gente ci ha fatto sentire a casa»
CASTEL DI SANGRO. «In Abruzzo abbiamo trovato una eccellenza assoluta». Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, saluta così Castel di Sangro che è stata la casa degli azzurri per dodici giorni. In 1.600 ieri, allo stadio Patini, hanno salutato la squadra di Gattuso che ha chiuso il ritiro affrontando il Teramo nell’ultimo test in Alto Sangro. Bagno di folla anche fuori dallo stadio, con tanti tifosi che hanno aspettato l’uscita dei giocatori per vedere da vicino i loro beniamini. E in paese, ieri sera, fuochi d’artificio per l’ultimo saluto al Napoli.
Un’aria festosa che Castel di Sangro ha respirato dal 24 agosto e che ha contagiato gli stessi azzurri. «Sono stati giorni intensi», spiega De Laurentiis, «ma anche molto belli per noi. Abbiamo ricevuto un’accoglienza splendida dall’intero territorio, come se non fossimo mai andati via dal primo giorno del nostro accordo di mesi fa. Devo dire grazie al governatore Marco Marsilio e al sindaco Angelo Caruso per aver dato vita a una organizzazione magnifica e di assoluta efficienza. Anche il nostro allenatore ha trovato questo posto sensazionale. Personalmente», aggiunge il patron partenopeo, «ho ritrovato un ambiente bucolico straordinario, con un paesaggio da godere che mi ha riportato alla gioventù e alle abitudini sane in contatto con l’ambiente naturale. E poi ci sono impianti sportivi strepitosi, campi in erba e un palazzetto dello sport multifunzionale persino insonorizzato».
Arrivederci al 2021. Il Napoli svolgerà il ritiro estivo a Castel di Sangro fino al 2026, con la Regione Abruzzo che si è impegnata a finanziare l’arrivo dei partenopei con un milione all’anno. «Il bilancio è soddisfacente», commenta il presidente della Regione Marco Marsilio, «abbiamo avuto riscontri positivi in termini di ricadute economiche pur in assenza di spettacoli serali di forte richiamo ed eventi di contorno, fatta eccezione per un paio di prestigiosi convegni che si sono tenuti al palazzetto dello sport. Dal prossimo anno, sperando che l’emergenza Covid sia definitivamente superata, sarà tutto ben diverso. Già nelle prossime settimane», aggiunge il presidente Marsilio, «riuniremo albergatori, sindaci e tutti gli attori del territorio per capire come sfruttare in maniera ancora più proficua la presenza del Napoli. Potremo programmare offerte con pacchetti turistici che facciano di Castel di Sangro la porta d’accesso all’Abruzzo di questo grande pubblico che segue il Napoli».
Un matrimonio, quello tra la Regione e il Napoli, che secondo Marsilio «è perfettamente riuscito e ci ha consentito di centrare un primato di cui andiamo fieri: la prima partita in Italia aperta parzialmente al pubblico dopo il lockdown in occasione del triangolare tra Napoli, Castel di Sangro e L’Aquila».
De Laurentiis contro tutti. La conferenza di fine ritiro è stata anche l’occasione per De Laurentiis di attaccare la Uefa. «Mi auguro che quando rientrino i nostri giocatori dalle nazionali non siano positivi, altrimenti saranno guai storici perché nessuno mai ha detto qualcosa, ma io dirò moltissimo, ma con gli avvocati. Senza le porte aperte e con gli impegni ravvicinati anche quest’anno il campionato sarà falsato, giocando tre volte a settimane». Il patron continua a premere per l’apertura degli stadi, pensando alla metà della capienza: «Federazione e Lega non possono nulla di fronte al comitato tecnico-scientifico, ma i governatori delle regioni illuminati possono decidere in autonomia. Speriamo si possa aprire il 50% dello stadio. Il Covid ci fa viaggiare con una perdita di 150 milioni di euro».
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