Il pari che scontenta tutti

Il pirotecnico 3-3 tra Giulianova e Chieti non avvicina agli obiettivi
GIULIANOVA. Giulianova e Chieti hanno chiuso il 47° derby di campionato con uno scoppiettante 3-3 al Fadini dal retrogusto amaro. Il pareggio, condito soprattutto da fatali distrazioni difensive, se avrà divertito il pubblico, non serve granché per il raggiungimento dei rispettivi obiettivi. I giallorossi, sottoposti alla terza gestione tecnica stagionale con l’arrivo di Ugo Dragone, rimasto a casa influenzato, e Andrea Scarpantoni, in panchina a guidare le operazioni, avevano l’obbligo di vincere per tenere accesa la fiammella della speranza di agganciare almeno i play out, i teatini avevano bisogno – meno drammaticamente – dei tre punti per riportarsi in zona play off. Il Giulianova ha tenuto botta nel primo tempo, ma alla distanza ha pagato dazio sul piano sia tecnico, nel confronto con il meglio attrezzato ma meno “cattivo” Chieti, sia atletico, per via del numero ridotto degli allenamenti deciso dalla squadra dopo l’annuncio della società di non poter pagare più gli stipendi.
Insomma, il Giulianova ha dovuto gettare il cuore oltre l’ostacolo per racimolare almeno un punticino quando sembrava al tappeto. Superficiale il Chieti che, nel corso di una ripresa condotta con evidente supremazia di gioco, avrebbe potuto dilagare con un pizzico di cinismo in più in fase conclusiva ma, soprattutto, avrebbe dovuto gestire il vantaggio di 3-2 con maggiore attenzione in retrovia.
Il Giulianova, rimaneggiato dalle assenze degli squalificati Giampaolo e Straccia e dagli infortunati Sbaraglia e Mancini, si è schierato col 4-2-3-1, con i rispolverati Silvestri e Vita doppi mediani, ma spesso passando al 4-4-2. Il Chieti, senza lo squalificato Massimo, ha riproposto il 4-3-3.
Dopo le prime schermaglie senza esiti, la partita si è sbloccata al 9’. Fallo di Sbardella su Emili al limite dell’area. La punizione di Pellecchia ha “bucato” la barriera con un rasoterra a pelo d’erba che ha sorpreso De Deo. Ancora Pellecchia, un minuto più tardi, ha impegnato De Deo da posizione decentrata. Al 30’ il pareggio degli ospiti. Proietti respingeva difettosamente un proiettile balistico di Fiore ma sui piedi di Varone che, favorito ancora da un rimpallo sul portiere, riusciva a entrare in porta con il pallone. La reazione del Giulianova portava il nome di Di Stefano. Il centravanti, al 31’, costringeva De Deo a una complicata ribattuta ma al 32’ lo superava con uno stacco imperioso su cross di Pellecchia. Nell’altalena di emozioni, al 36’, nuova parità confezionata dai due uomini migliori di Marino: traversone di Comini, incornata di Fiore, indisturbato, nell’angolo alto alla destra di Proietti.
Nel secondo tempo tanto Chieti, ma un po’ accademico. Al 3’ Dos Santos si ritrova solo davanti a Proietti, ma si fa neutralizzare la colossale palla-gol dall’esperto portiere giallorosso. Al 20’, però, Riccucci non sbaglia, trovando lo spiraglio giusto tra le maglie degli statici difensori giuliesi, dopo un batti e ribatti in area. Al 26’ super occasione per l’avanzato Sbardella che, su preciso cross di capitan Del Grosso, giuliese ed ex, si faceva ribattere da Proietti un deviazione davanti alla porta. Inevitabile che al 33’ il Giulianova, in apparenza tramortito, trovi il lampo per avvinghiare il 3-3. Tiro-cross di Alessandroni e tocco in gol di Marzucco con la complicità della difesa avversaria. Al 39’ Giulianova in 10 per l’espulsione di Alessandroni, reo di una gomitata a Del Grosso, ma l’episodio non lascerà traccia. Il Chieti chiude il derby in avanti alla ricerca della vittoria, ma senza la necessaria determinazione e lucidità. E così, tutti infelici e scontenti.
Ludovico Raimondi

