Il Paterno risorge e cala il tris

26 Settembre 2016

Kras, Amore e Leccese stendono il Miglianico che riesce a impensierire i marsicani solo con un palo

AVEZZANO. Il Paterno ritrova sia la vittoria che il sorriso, e torna a guardare la classifica con rinnovato ottimismo. Reduce dalla seconda consecutiva sconfitta esterna, la formazione nerazzurra è andata inevitabilmente incontro a qualche critica nel corso della settimana, per cui contro il Miglianico non aveva alternativa alla vittoria.

Jodice ha dovuto fare a meno dello squalificato Vitale, confermando nella zona mediana il giovane Scatena. Sul piano della tecnica pura i marsicani hanno perso qualcosa, ma il filtro a centrocampo si è rivelato efficace in ogni momento e Di Girolamo ha trascorso un pomeriggio di quasi vacanza. Dal canto suo, il Miglianico ci ha messo una grinta che all’inizio è sembrata dare buoni frutti, ma senza poter avere sbocchi in avanti, il lavoro più gravoso è ricaduto inevitabilmente sulle spalle del reparto arretrato. Un tentativo di Leccese al 15’ non porta a nulla di concreto perché l'attaccante dalle lunghe leve, non riesce a trovare lo spazio necessario per la coordinazione. Ci prova anche D’Amico di testa, ma Ferrara respinge a mani aperte. Al 28’ il Paterno passa per la prima volta. L’arbitro assegna un calcio di punizione ai nerazzurri a circa 25 metri dalla porta. Kras finta il traversone e mentre in area tutti si azzuffano come da copione, il mediano carica il sinistro e indirizza direttamente in porta. La palla picchia prima sul palo, poi sulla schiena di Ferrara e quindi finisce in fondo al sacco. Il beffardo (ma meritato) vantaggio dei padroni di casa, ha il potere di scombussolare i piani del Miglianico che al 38’ rischia di nuovo, ma Leccese ciabatta malamente.

Al termine della prima frazione di gioco manca poco, ma il tempo è sufficiente al Paterno per siglare il raddoppio. Kras apre per l’avanzato Amore che piroetta su se stesso e lascia partire un destro che manda la palla a spegnersi sotto l’incrocio più lontano. Manca ancora un tempo da giocare, ma ormai il risultato appare al sicuro per i marsicani.

Un brivido lo corre anche Di Girolamo, che al 7’ deve ringraziare il montante alla sua destra che gli restituisce per due volte docilmente un pallone destinato in fondo alla rete.

La Selva ci prova con un destro dal vertice dell’area, ma anche stavolta il pallone si spegne a fondo campo.

Al quarto d’ora, le reti all'attivo dei marsicani diventano tre: La Selva va via sulla destra e confeziona un cross teso per la testa di Leccese, che si avvita sul posto e batte inesorabilmente l’incolpevole Ferrara.

Il resto della partita è pura accademia.

Ma c’è un siparietto a distrarre gli spettatori e anche i calciatori: qando alla fine della partita mancavano ancora una decina di minuti, all’altezza del tunnel d’ingresso al terreno di gioco, all’improvviso si è acceso uno degli idranti posizionati per innaffiare il campo, che ha preso a indirizzare il getto d’acqua esattamente dove stava operando la collaboratrice dell’arbitro, Mara Mainella.

Un momento di imbarazzo e qualche risata e tutto si è risolto nel giro di breve tempo grazie all’intervento degli addetti al campo del Dei Marsi.

Plinio Olivotto

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